In giro per il mondo, viaggio alla ricerca di cibi afrodisiaci

Dove e come trovare cibi per passare notti bollenti

Progettate di portare la vostra metà in qualche località esotica per passare notti bollenti? Attenzione a quello che ordinate a ristorante: chiedendo un menù afrodisiaco potreste trovarvi nel piatto qualcosa di orribile o pericoloso. Eh sì, perché in fatto di cibo non tutto il mondo è paese e le pietanze che accendono la passione non è detto che siano “digeribili” per tutti.

Certo, potrebbe andarvi bene e, seduti sulle sponde del Nilo, i vostri calici potrebbero essere riempiti, come ai tempi dei Faraoni, di vino aromatizzato con dei gigli d’acqua. Ma se per sfortuna vi trovaste in un bar della Cina del Sud, del Vietnam o delle Filippine, il vostro cocktail amoroso potrebbe essere potenziato con l’aggiunta di un po’ di sangue e qualche boccone prelibato di cobra. La tradizione risale addirittura al secondo secolo prima di Cristo e non è propriamente economica – un grammo di serpente, visti anche i rischi che i cacciatori corrono per acchiapparlo, arriva a costare 80 dollari -, ma tanto che le alternative non mancano.

Sempre in Cina, per soli 3 dollari al grammo, si può assaporare il “cetriolo di mare“: si tratta di una creatura marina, che si irrigidisce ed emette un fluido quando è disturbata e pertanto è ritenuta un “tonificante” sessuale naturale. La sua preparazione è particolarmente lunga e complessa e il suo aspetto, una volta pronta, è abbastanza ripugnante, sebbene il gusto somigli a quello del maiale. Decisamente peggio una delle prelibatezze erogene preferite da cambogiani, vietnamiti e laotiani, il Balut: è un uovo di anatra che contiene un feto di 20 giorni da aprire a un’estremità e inghiottire come un bicchierino di liquore.

Se ancora non foste paghi delle ricette “piccanti” orientali, il mercato nero cinese, taiwanese o sudcoreano sarà lieto di offrirvi una corroborante tazza di zuppa di pene di tigre (350 dollari la scodella), mentre in Mongolia e nelle Filippine a darvi la carica tra le lenzuola potrebbe essere della carne di lupo, di solito marinata nell’aceto o preparata con contorno di verdure. Il rischio è il vostro mestiere? Puntate senza esitazione verso Cina e Giappone: là troverete (a peso d’oro) la zuppa di nidi di rondine, pregiatissimo piatto fatto di rametti e saliva di volatile; qui vi proporranno (a costi esorbitanti) dell’ottimo Fugu, il letale pesce palla. Prima di assaggiarlo, assicuratevi però che lo chef abbia la speciale licenza per prepararlo, altrimenti le sue parti tossiche potrebbero darvi non tanto il brivido eccitante dei bocconi migliori, come i ricercatissimi testicoli, ma proprio l’ultimo brivido.

Difficile per il resto del mondo stare al passo con l’Asia. Ci provano i colombiani della città di Barichara e San Gil, che sono soliti omaggiare i giovani sposi con barattoli di formiche “culone”, arrostite dopo aver loro strappato ali e zampe, note per le loro proprietà eccitanti fin dall’età precolombiana. In Perù invece si beve succo di rana. In Africa, e per importazione nella solita Cina, rispondono con la polvere di corno di rinoceronte o con lo scinco maghrebino, lucertola i cui arti e muso, macerati nel vino con semi di rucola, secondo Plinio il Vecchio stimolerebbero il vigore sessuale.

E in Europa? Prima delle famose pilloline blu, le sue funzioni erano svolte dal cantaride, un coleottero diffuso in Spagna che a contatto con la pelle umana causa irritazione, gonfiore e, se applicato alle parti intime, persistenti anche se dolorose erezioni. Ma non è meglio confidare nei buoni vecchi alleati, peperoncino, cioccolato, crostacei e ostriche?

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