Expo 2015: Milano si sta preparando

A cinque anni dalla fatidica data, il capoluogo lombardo tira le somme: corsi d'acqua in città per raggiungere la fiera di Rho-Pero, padiglioni 'verdi' e riqualificazione del patrimonio agricolo padano

Da quando è stata assegnata l’Expo del 2015Milano, in città non si pensa ad altro. Durante l’ultima presentazione del progetto della fiera di Rho-Pero, dove si terrà l’evento, sono state annunciate novità inaspettate: la fiera sarà verde. E poiché il tema dell’Expo è ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’, tutto sarà studiato all’insegna dell’ecologia.

Padiglioni aperti lungo tutto il perimetro, coperti solamente da tende, ospiteranno le colture e i prodotti alimentari dei Paesi che parteciperanno. Corsi d’acqua, fontane e tanta natura, per rivalutare anche il patrimonio agricolo padano.

La fiera sarà raggiungibile via terra, ma anche via acqua. Tra i nuovi progetti, infatti, c’è la creazione di un itinerario che partirà dalla Darsena, nel pieno centro di Milano, e che raggiungerà i padiglioni fieristici attraversando parchi e aree riqualificate.

Nel frattempo è già stato la demolito ciò che era rimasto della ex Fiera Milano City, il padiglione 20, uno dei più grandi e più utlizzati durante le manifestazioni milanesi a partire dai primi del ‘900. Lascerà il posto al nuovo e modernissimo quartiere Citylife, dove sorgeranno, oltre a edifici residenziali, anche tre contestatissimi grattacieli.

L’esperienza delle precedenti edizioni dell’Expo e ciò che è già stato realizzato a Shanghai, che ospiterà l’edizione del 2010, dovrebbe fungere da esempio per tutti coloro che sono coinvolti nell’organizzazione dell’edizione italiana, al fine di non disperdere le energie – e gli investimenti – inutilmente, ma di mettere in pratica tutte le buone intenzioni.

Nel caso di Lisbona, per esempio, l’Expo del ’98 fu un vero e proprio trampolino di lancio. La città portoghese era tristemente famosa per il suo degrado. Ma, in previsione dell’evento mondiale, si è rifatta completamente il look e oggi è una delle città più moderne e trendy d’Europa. E ciò grazie a importanti interventi architettonici come la stazione d’Oriente, realizzata da uno degli architetti più famosi del mondo, Santiago Calatrava, e il ponte Vasco da Gama, il più lungo del mondo (17 km.). Non è accaduto lo stesso ad Hannover, in Germania, dove l’Expo del 2000 – quella del Millennio – è stata più che altro un buco da 600 milioni di euro e in cui molti degli edifici costruiti per l’occasione sono rimasti delle cattedrali nel deserto e sono tuttora inutilizzati.

Esposizione mondiale è il nome generico che indica diverse grandi esposizioni tenutesi fin dalla metà del XIX secolo. L’organismo internazionale che regola le esposizioni è il Bureau International des Expositions (BIE) che si trova a Parigi. Attualmente aderiscono al BIE 98 Stati. Sono esposizioni internazionali di natura non commerciale. Le esposizioni approvate dal BIE sono divise in due tipologie: universale e internazionale (o specializzata) e possono durare dai 3 ai 6 mesi. Le esposizioni universali si svolgono con minore frequenza di quelle internazionali, perché sono molto più costose. Per distinguerle dalle fiere minori, richiedono una progettazione ex novo. Di conseguenza, le nazioni competono per creare la struttura più spettacolare. Milano, per esempio, era in  gara con Smirne, in Turchia. L’importanza dell’esposizione universale è testimoniata dal fatto che alcuni di questi spettacolari monumenti si sono trasformati in veri e propri simboli delle città ospite. Come per esempio la Torre Eiffel, costruita per l’Expo di Parigi del 1889.

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