Egitto, una tomba di 4mila anni apre al pubblico per la prima volta

Rinvenuta nel 1940, quest'antica sepoltura vede per la prima volta aprire le porte al pubblico nei pressi di Giza

L’Egitto consente finalmente l’accesso ai turisti in un’antica tomba di 4mila anni. Una scoperta realizzata nel secolo scorso, precisamente nel 1940.

L’Egitto continua a essere il paradiso degli archeologi. In un Paese dalla storia così ricca e vasta si deve fare attenzione a dove si cammina. Meglio andare in punta di piedi, si potrebbe schiacciare qualche antico reperto che ha deciso di fare capolino dalla sabbia.

Se invece si riesce a individuare il giusto posto per scavare, ecco che i veri tesori vengono rinvenuti e restituiti a tutti noi. A Saqqara, nota necropoli non troppo distante da Giza, è stata aperta per la prima volta al pubblico una tomba che potrebbe facilmente far impallidire Indiana Jones, ritenuta antica di ben 4000 anni.

Egitto, tomba Mehu

Foto: Ansa

L’ennesimo tassello dell’immane storia dell’uomo è stato rimesso al suo posto, il che rappresenta innegabilmente anche un’operazione commerciale per l’Egitto, oltre che culturale. Aprendo le porte di questa antica tomba, qualcuno pare abbia distintamente sentito la frase: “Turisti, tornate in Egitto”.

La situazione politica a dir poco traballante del 2011 ha spaventato non pochi visitatori, creando un serio danno soprattutto alle piccole imprese locali. Una leggera ripresa e poi ecco arrivare il 2015, con il terrificante schianto di un aereo russo. In molti dunque pongono sul piatto della bilancia pro e contro, e non mancano coloro che decidono che in fondo la cultura non ha poi questo ruolo cruciale nelle loro vite.

Egitto, tomba Mehu

Foto: Ansa

Seppur a distanza di quasi 80 anni, la scoperta di Zaki Saad, nel 1940, rappresenta quasi un segno del destino per gli affari turistici egiziani. Il reperto apparteneva a un’antica famiglia di alto lignaggio, e nello specifico a un ufficiale di nome Mehu, molto vicino al primo re della sesta dinastia.

La tomba è composta da due stanze, tutte con iscrizioni e disegni sulle pareti, mostranti anche scene di vita quotidiana, dalla caccia alle danze acrobatiche. Analizzando le iscrizioni si è scoperto qualcosa in più sulla figura di Mehu, costretto a dividere la propria stessa sepoltura con un numero imprecisato di curiosi a caccia dei primi storici selfie.

Questi ottenne ben 48 titoli sotto il regno di re Pepi, e a offrire ulteriori informazioni è Mostafa Al-Waziri, capo del Concilio Supremo delle Antichità: “La tomba ha circa 4500 anni e appartiene alla sesta generazione. È la sepoltura di un padre (Mehu), suo figlio (Meren Ra) e suo nipote (Heteb Kha)”.

Un’apertura alla quale potrebbe seguire quella di un’altra tomba millenaria, rinvenuta nei primi mesi del 2018 a Ovest del Cairo. L’Egitto continua dunque a mutare e accrescere la propria quantità di reperti, nella speranza che le notizie di tali ritrovamenti possano scacciare quelle di cronaca degli ultimi anni.

Foto: Ansa

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