Così il turismo di massa sta rovinando le località più belle

Dall'Egitto alla Giordania al Messico

Il turismo di massa? Peggio delle cavallette. Già qualche anno fa l’Egitto voleva ridurre l’accesso dei suoi tesori archeologici per proteggerli dalle orde di turisti provenienti da tutto il mondo. Secondo le autorità locali molti beni culturali nell’intera area di Luxor erano infatti andati danneggiati. Correva l’anno 2006. Oggi la storia si ripete e a lanciare l’allarme questa volta è la Threatened Wonders List, la classifica mondiale dedicata alle 8 meraviglie in pericolo.

Wadi Rum (Giordania)
Il suggestivo sito di Wadi Rum è il primo sito a rischio. Quel pezzo di deserto in Giordania celebre anche per essere stato immortalato in alcune scene del film Lawrence d’Arabia è una meraviglia della natura. E sono molti i turisti che ne vogliono conoscere i misteri e vederne la desolata bellezza. Peccato però che Wadi Rum sia percorso in lungo e in largo da moderni cow boy in una specie di “far (w)est” senza regole, pieno di sabbia, dune e fuoristrada. Eppure si tratta di un territorio protetto ma il numero di persone che vi giungono è molto superiore alle capacità di
accoglienza delle strutture esistenti. E c’è già chi ha in mente di costruirvi dei moderni e attrezzatissimi resort…

Yangshuo (Cina)
Ad attirare un numero sempre maggiore di turisti è il villaggio di Yangshuo nella provincia del Guangxi, nella Cina meridionale. Qui, ogni anno passano circa tre milioni di turisti, attratti dalla bellezza dei paesaggi circostanti attraversati dal fiume Li che scorre placido tra picchi dalla vegetazione lussureggiante. Sarebbe perfetto se non fosse che il successo del posto ha attratto molti più visitatori rispetto alle strutture esistenti. Inoltre, molti cinesi, fiutando l’affare, hanno venduto le proprie attività a stranieri che ne hanno fatto negozi di souvenir, snaturando in questo modo la tipica atmosfera che aveva reso celebre Yangshuo.

Tulum (Messico)
Da quando è iniziato lo sfruttamento turistico messicano di Cancun nel 1970, il tessuto sociale della zona si è sgretolato. Un tempo c’erano ancora comunità maya che popolavano la zona, ora sono state letteralmente spazzate via da uno sviluppo economico selvaggio che però non aveva toccato Tulum, una delle poche realtà maya ancora rimaste. Ma Tulum soffre anche per la presenza nelle vicinanze delle più belle e selvagge spiagge dei Caraibi, un tempo vuote e ora invase dai numerosi visitatori stranieri.

Stonehenge (Gran Bretagna)
Situato nella piana di Salisbury, nel sud dell’Inghilterra, Stonehenge è un complesso circolare di monoliti, vestigia di un’antica civiltà che suscita in noi fascino e curiosità. Dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1986 Stonehenge appare oggi fuori dal contesto paesaggistico, stretto com’è da parcheggi, strade e sottopassi in cemento, costruiti appositamente per facilitare il flusso dei turisti.

Machu Picchu (Perù)
Il sito archeologico di Machu Picchu è un must per i turisti che visitano il Perù. La solitudine (non più per molto, a quanto pare), la preziosità del sito e l’atmosfera suggestiva che esercitano le rovine dell’antica cittadella Inca sono nello stesso tempo fortuna e rovina di Machu Picchu. Ma la situazione è peggiorata drasticamente da quando le autorità hanno deciso, nel 2006 di facilitarne l’accesso con due nuove infrastrutture: un ponte e una strada. Una pacchia per i 2500 visitatori al giorno che decidono di accedervi.

Jaisalmer (India)
Attratti dalla sua fortezza, miraggio dorato che sorge in mezzo al deserto del Thar, Jaisalmer accoglie ogni anno migliaia di turisti. La cittadella appare come un gigantesco castello di sabbia in cima alla collina del Trikuta. Nel 2008, 300mila turisti hanno visitato la città indiana, un numero tre volte superiore a quello di dieci anni fa. Il numero sempre crescente di turisti sta erodendo letteralmente la struttura, per i crescenti bisogni idrici e l’assenza di vegetazione.

Timbuktu (Mali)
Contrariamente a quanto succede negli altri luoghi non sono i turisti a costituire un pericolo per questo luogo ma il clima di terrorismo e la frequenza dei sequestri. Nel novembre scorso il Foreign and Commonwealth Office ha inserito Timbuktu e gran parte del nord del Mali nella lista dei luoghi in cui non recarsi.

Bay of Fires (Tasmania)
I 30 chilometri di spiaggia della Bay of Fires, area protetta della Tasmania fanno gola a molti. Soprattutto da quando la guida turistica Lonely Planet ha classificato questa località tra le migliori del 2009. Apprezzatissima dai turisti che invadono la zona, Bay of Fires rischia di soccombere al proprio successo. Il tutto mentre gli aborigeni locali tentano di proteggere il territorio dal degrado che una tale invasione turistica comporterebbe.

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Così il turismo di massa sta rovinando le località più belle