La Corea del Sud lancia i trekking estremi nelle zone de-militarizzate

Nella cosiddetta DMZ, al confine tra le due Coree, inizieranno presto i trekking. E saranno decisamente insoliti.

Non c’è Paese del mondo che non offra straordinarie esperienze di trekking: sentieri di montagna, di pianura, al fianco del mare. Ora, però, la Corea del Sud s’è spinta decisamente oltre: qui, il trekking, si farà nelle zone de-militarizzate.

I visitatori di questo Paese un po’ fuori dalle tradizionali rotte turistiche, che confina con la Corea del Nord e che è famoso per le sue colline ricche d’alberi di ciliegio e per i suoi templi buddisti, ha annunciato l’apertura di una serie di percorsi di trekking all’interno della cosiddetta zona “DMZ” (Demilitarized Zone) che, lunga 240 chilometri e larga 4, separa le due Coree sin dal 1953.

Il Governatore della Corea del Sud ha infatti approvato lo stanziamento del budget necessario alla creazione dei sentieri, parte di un accordo tra i due Stati che – nel 2018 – si sono impegnati a trasformare le zone de-militarizzate in zone di pace. Inizialmente saranno realizzati tre percorsi nelle sezioni occidentale, orientale e centrale di Paju, Cheorwon e Goseong, col primo che aprirà ai turisti già alla fine di aprile 2019.

In realtà, a dispetto degloi sforzi per trasformare la DMZ in un simbolo di pace alleviando così le tensioni tra i Corea del Sud e Corea del Nord, i due Paesi sono tecnicamente ancora in guerra e quest’area “tampone” è pesantemente militarizzata: per questo motivo, ad accompagnare i turisti durante i trekking (in cui saranno obbligatori elmetto e giubbotto antiproiettile) sarà il personale militare. E sarà necessario inviare una richiesta scritta attraverso i siti web del Ministero degli Interni e della Sicurezza e della Korea Tourism Organization.

Ma se non si fosse abbastanza coraggiosi da avventurarsi in un trekking tanto particolare, le alternative non mancano comunque: dalla capitale Seoul – in cui si trovano alcuni tra i più importanti monumenti del Paese, da Porta Namdaemum a Palazzo Anggyonggung – sino al Taekowon-do Park dedicato all’insegnamento della celebre arte marziale, da Gyeongju con la più antica pagoda dello Stato sino alle grotte Patrimonio dell’Unesco di Seokguram, tante sono le attrattive della Corea del Sud. Un Paese che merita decisamente d’essere scoperto.

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