Carnevale di Ivrea: festa di arance, amicizia e libertà

Il Carnevale di Ivrea, festa storica che con la sua battaglia delle arance celebra il desiderio di libertà e rivolta contro gli oppressori

Il Carnevale di Ivrea è uno di quegli avvenimenti di folklore che almeno una volta nella vita va visto e vissuto. Perché è una festa, bellissima e coinvolgente, che affonda le sue radici nella storia, con un cerimoniale ricco di tradizione, e un significato, la rivolta del popolo contro il tiranno e una donna (la Mugnaia, simbolo del Carnevale) che con la sua ribellione alla violenza dell’uomo potente salva se stessa e un’intera città, mai così attuale.

Chi dice Carnevale di Ivrea pensa inevitabilmente alla sua battaglia delle arance, così spettacolare e unica al mondo, che negli anni ha fatto storcere il naso agli estranei più scettici, perché simbolo di spreco e violenza. Ma gli eporediesi sanno benissimo che le arance usate dal loro Carnevale sono quelle destinate al macero, e che il codice della battaglia è improntato al rispetto e all’amicizia. Qualche occhio nero ci può scappare, ma mai come nei giorni del Carnevale ogni risentimento o antipatia lascia il posto all’allegria e alla voglia di stare insieme.

Diamo qualche informazione, numero e consiglio a chi non lo conosce ancora.

I protagonisti del Carnevale di Ivrea: Mugnaia e Generale

La Vezzosa Mugnaia e il Generale sono i personaggi principali del Carnevale; accompagnati dal Corteo Storico, devono rispettare un rigoroso Cerimoniale in ogni momento. L’identità della Mugnaia resta segreta fino alle 21 del Sabato Grasso, momento in cui viene proclamata dal balcone del Municipio. La Mugnaia è il personaggio più importante del Carnevale, l’eroina che è stata elevata a simbolo della ribellione alla violenza e della libertà conquistata dal popolo in rivolta contro il tiranno feudale, la giovane popolana che ribellandosi allo ius primae noctis del despota dell’epoca, lo uccise mozzandogli la testa e mostrandola al popolo, in segno della rivolta. Successivamente, in epoca napoleonica, si sono aggiunte le figure del Generale e dello Stato Maggiore.

La Battaglia delle Arance, simbolo del Carnevale di Ivrea

La battaglia delle arance di Ivrea è l’elemento più spettacolare del Carnevale, quello che meglio racconta la rivolta del popolo (rappresentata dagli aranceri a piedi) contro le armate del tiranno (rappresentate dagli aranceri sui carri). Per tre pomeriggi, da domenica a Martedì Grasso, le squadre a piedi combattono contro gli aranceri sui carri. La Battaglia è un concentrato di ardore e lealtà e non è raro vedere avversari darsi la mano in segno di rispetto, riconoscendo l’abilità e il coraggio altrui. Si basa su regole cavalleresche non scritte condivise da tutti i partecipanti, che garantiscono l’incolumità̀ generale (a parte qualche inevitabile occhio nero). Le nove squadre, nate in epoche diverse, occupano ognuna una zona fissa, che coincide con una piazza cittadina. I carri da getto, divisi in pariglie (2 cavalli) e tiri a quattro (4 cavalli) si alternano all’interno delle piazze per pochi minuti. Non solo l’ardore in battaglia e la correttezza nel tiro, ma anche la qualità degli allestimenti e i finimenti dei cavalli concorrono a definire le classifiche finali. Il Carnevale oltre ad essere un grande gioco di ruolo ed è anche una straordinaria lezione di educazione civica: migliaia di persone che scendono pacificamente in piazza a celebrare una festa di libertà, in un clima “agonistico” nel rispetto di regole non scritte, sono un grande esempio di civiltà̀ che la città può orgogliosamente vantare e deve difendere.

Le 9 squadre di Aranceri del Carnevale di Ivrea

Le nove squadre occupano ognuna una zona fissa: gli Asso di Picche, la prima nata nel 1947, tira in Piazza di Città, che condivide con la Morte (1954). In piazza Ottinetti troviamo gli Scacchi (1964) e gli Scorpioni d’Arduino (1966), mentre I Tuchini del Borghetto (1964) sono i soli a tirare sulla riva destra della Dora Baltea. In piazza del Rondolino combattono la Pantera Nera (1966), i Diavoli (1973) e i Mercenari (1974). Infine i Credendari (1985) che tirano in piazza Freguglia.

Il Berretto Frigio, simbolo del Carnevale di Ivrea

Il tradizionale cappello rosso simbolo del Carnevale affonda le sue radici nella storia: nell’Antica Roma, in quanto copricapo che veniva donato dal padrone agli schiavi liberati (“pileus”), assunse il suo valore simbolico di libertà. Lo si deve indossare a partire dalle 14.30 di Giovedì Grasso non soltanto per evitare, nei tre giorni della battaglia delle arance, di essere fatti oggetto di lancio – proprio come vogliono la tradizione e l’Ordinanza del Generale – ma anche e soprattutto come espressione di partecipazione attiva alla manifestazione

I numeri del Carnevale di Ivrea

Sono circa 100.000 gli spettatori che lo Storico Carnevale di Ivrea attira ogni anno. 11.000 i quintali di arance utilizzate durante la Battaglia nel 2019. 9 le squadre a piedi e oltre 50 i carri divisi tra pariglie e tiri a quattro che prendono parte alla Battaglia in ogni edizione. Oltre 150 Personaggi animano il Corteo Storico e 12.000 sono stati gli aranceri iscritti all’edizione del 2019.

Il programma del Carnevale di Ivrea 2020

L’appuntamento è a  Ivrea dal 23 al 25 febbraio. I giorni clou della prossima edizione saranno la serata di sabato 22 febbraio con la presentazione della Vezzosa Mugnaia dal balcone del Municipio in Piazza di Città alle ore 21 e i tre giorni successivi, domenica 23, lunedì 24 e martedì 25 febbraio: giorni in cui il Corteo Storico e la Battaglia delle Arance animeranno e coinvolgeranno tutta la città di Ivrea in una manifestazione ricca di storia, tradizione, spettacolo, emozioni e grandi ideali.

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