Cambogia, la triste storia di Sambo, elefante morto di fatica

Sambo è morta di stanchezza mentre portava i turisti in un tempio

Si chiamava Sambo l’elefante morto di stanchezza mentre trasportava i turisti in Cambogia, nel sito archeologico di Angkor Wat. L’elefante, una femmina tra i 40 e i 45 anni di età, si è improvvisamente accasciato al suolo ed è morto per un attacco cardiaco, dovuto alla fatica. Sambo aveva appena trasportato alcuni turisti in un tour durato 40 minuti, mentre sotto il caldo torrido la temperatura era di 40 gradi.

Un veterinario, giunto sul posto, ha concluso che l’attacco cardiaco che ha ucciso l’elefante è stato dovuto alle alte temperature e alla completa mancanza di vento. Intanto gli animalisti si sono mobilitati con una petizione per porre fine allo sfruttamento degli elefanti-guida costretti a trasportare i turisti verso i tempi sacri, che in questo momento ha superato le 26.000 firme. Anche sul web sta montando la protesta per lo sfruttamento di questi animali, costretti a lavorare fino allo sfinimento in condizioni al limite delle proprie possibilità fisiche.

Spesso infatti si ha notizia di pachidermi morti di stanchezza e maltrattati: durante la loro marcia infatti gli elefanti vengono pungolati con un uncino, che provoca ferite sulla pelle dei poveri animali, mai curate e che provocano infezioni.
L’elefantessa morta lavorava per l’ Angkor Elephant Company dal 2001.

Cambogia, la triste storia di Sambo, elefante morto di fatica