Autogrill: da luogo di passaggio a destinazione di viaggio

In tempi come questi, dove tutto è in continua trasformazione, l'autogrill diventa una metafora esperenziale. È questo il futuro?

Una connessione a internet e un device oggi rappresentano le cose più preziose che abbiamo perché sono queste che ci consentono di restare in contatto con il resto del mondo e ancora, di farci viaggiare, attraverso tour virtuali per esplorare il globo. Certo, tutto questo potrebbe non bastare e soddisfare le esigenze di chi, del viaggio, ne ha fatto una ragione di vita.

E in tempi come questi, dove anche una staycation è messa a rischio dalle repentine restrizioni territoriali, il sogno di poter tornare a viaggiare, come prima e più di prima, sembra una lontana utopia. Certo, la situazione attuale è assai complessa e a tratti incerta, ma c’è chi non molla la presa e sperimenta nuove metafore plausibili per vivere, e non sicuramente per sopravvivere.

Gli esempi più eclatanti, come sempre, arrivano dai social network, una proiezione dei fatti e dei misfatti, dei sentimenti e delle emozioni della società. Attraverso loro abbiamo visto come, dopo le misure introdotte dall’ultimo provvedimento governativo, alcune persone si siano incontrate per un saluto proprio lì, in quei luoghi ai bordi dell’autostrada ai quali non abbiamo mai dato un reale peso, ma che oggi sono stati “graziati” dalle misure di contenimento della pandemia in atto.

Anche se fa sorridere amaramente, quell’ennesimo tentativo da parte delle persone di aggirare una normativa con dei raduni organizzati in autostrada, quello su cui vogliamo porre l’accento è il fatto che l’autogrill, in questo scenario, si configura come l’ultimo superstite di una normalità che non abbiamo più.

E se fermarsi ai bordi della strada, circondati da campi e prati, pompe di benzina, caffè e patatine fosse un nuovo modo per godersi il viaggio? Se l’autogrill non fosse più considerato un semplice luogo di passaggio per una sosta alla toilette o per un caffè, e diventasse il punto di partenza o di arrivo del nostro stesso viaggio?

In tempi come questi, in cui persino attraversare i confini regionali può diventare impossibile, quello di muoversi in autostrada per raggiungere le piazzole di sosta e ammirare da queste piccoli paesi o comuni, lembi di terra o di mare, non ci sembra così male. Ma in realtà, gli autogrill possono offrirci molto di più.

Fermi all’area di servizio Casilina Est, tra una patatina al rosmarino e un’altra, potreste perdervi in quell’angolo dell’edificio dove sono conservati, in apposite vetrine, una serie di reperti archeologici. E che dire di quella vista mozzafiato sulla A14 Taranto-Bologna? Esattamente a Tortoreto Est  esiste una struttura autostradale, forse l’unica in Italia, in cui si può mangiare su una terrazza sul mare.

E se avete voglia della soppressata calabrese, ma non potete recarvi al ristorante, ecco che nell’area di sosta Frascineto Ovest, in Calabria, si assaggia il panino col salame direttamente in autostrada. Mentre l’area di sosta di Peretola Nord – Serravalle Sud può diventare il punto di partenza per scoprire e ammirare il ponte sospeso più bello d’Italia, quello che collega Mammiano Basso e Popiglio.

E se gli autogrill fossero davvero l’ultima speranza per conservare l’essenza del viaggio, qualunque viaggio e non la meta, in attesa di tempi migliori?

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