Ecco come gli aeroporti spiano i passeggeri per ridurre le code

File troppo lunghe? Gli aeroporti stanno studiando le soluzioni più efficaci. E, per farlo, utilizzano i dati dei nostri smartphone

Il problema delle code, in aeroporto, è un problema reale. Si aspetta al check-in, ai controlli di sicurezza, al nastro per il ritiro dei bagagli, al controllo dei passaporti. Senza contare i percorsi obbligati, che conducono il viaggiatore attraverso store e boutique, stuzzicando la sua voglia di fare acquisti. Ed è proprio questo, il punto: ogni minuto trascorso in coda, è un minuto tolto a del potenziale shopping. E, se si pensa che la metà dei guadagni di un aeroporto arriva proprio dalle vendite dei suoi negozi, è facile capire come sia importante – non solo per i viaggiatori – trovare soluzioni che riducano i tempi di attesa. A questa volontà, si aggiungono i parametri definiti dalla IATA (International Air Transport Association), che definiscono il tempo d’attesa massimo all’interno di un terminal. Per questi due motivi, gli aeroporti stanno studiando dei sistemi per diminuire il tempo che un viaggiatore passa in coda.

Soluzioni che passano attraverso gli smartphone dei viaggiatori stessi. Sono infatti i dispositivi mobili, a fornire utili informazioni in merito al loro girovagare per l’aeroporto: in questo modo, i tecnici possono studiare nuovi corridoi per l’attesa – in modo da avere file meno lunghe –, posizionare punti di snodo dove la situazione è più critica, ma anche aumentare il numero postazioni per il self check-in, che ultimamente stanno andando per la maggiore. Gli smartphone, e i device mobili in genere, sono in grado di dare informazioni un po’ su tutto: i parcheggi, gli ingressi e le uscite che i viaggiatori preferiscono, quando arrivano rispetto al volo, quanto tempo aspettano nelle varie code. Ovviamente, tutto questo solleva questioni in merito alla sicurezza dei dati. Anche se, rassicurano gli esperti, non c’è da preoccuparsi: ogni telefono, in fase di produzione, viene dotato di un indirizzo MAC che non può essere modificato. Questo indirizzo non è in alcun modo collegato ai dati personali dell’utente, quindi nessuna informazione può trapelare.

In realtà, il monitoraggio dei viaggiatori attraverso i loro smartphone è un sistema che già in alcuni aeroporti viene impiegato: a Birmingham, ad esempio, si sa in tempo reale qual è il tempo d’attesa per l’imbarco. Questo dato viene utilizzato sia per organizzare al meglio le risorse che – condividendolo sui maxi schermi – per evitare che il passeggero si crei delle aspettative poco realistiche in merito ai tempi d’attesa. All’aeroporto di Bristol, i viaggiatori possono invece ottenere 24 ore su 24 informazioni in merito ai controlli di sicurezza, così da sapere esattamente cosa li aspetta. In questo modo, lo stress è decisamente minore.

Ecco come gli aeroporti spiano i passeggeri per ridurre le code