La Valle dell’Aterno, in Abruzzo, ha un obiettivo: diventare una foresta modello

Tutti al lavoro per donare nuova vita alla splendida Valle dell'Aterno, in Abruzzo: quindici i comuni pronti ad accordarsi

Non sarà facile e di certo non avverrà in pochi mesi ma la Valle dell’Aterno, in Abruzzo, tornerà al proprio splendore originario, con percorsi e panorami da sogno.

In Abruzzo, la Valle dell’Aterno è pronta a tornare a nuova vita. Abbandonata quasi interamente per più di 60 anni, è ora al centro di un vasto progetto che coinvolge agricoltori, privati cittadini e sindaci. Ben quindici i comuni spalla a spalla per la creazione di un’associazione che avrà il compito di gestire una vasta area, per un totale di 300 chilometri quadrati. L’obiettivo finale è quello di ridare vita al bosco, contrastando lo spopolamento.

Valle dell'Aterno

Tornando indietro nel tempo, la Valle era ricca di vigne e alberi di vario genere, di mele, noci, mandorle e non solo. Tanti i campi coltivati, che oggi lasciano spazio al solo bosco, non più sottoposto a qualsiasi tipo di controllo e gestione. Risulta inoltre molto spesso inaccessibile, il che rende alquanto ardui gli interventi d’emergenza in caso di incendio.

La Valle dell’Aterno è in provincia de L’Aquila e, nei prossimi anni, potrebbe tornare a rappresentarne un prezioso tesoro naturale. Il tentativo dei quindici comuni coinvolti nel progetto è quello di inserire questi 300 km quadrati nella Rete Internazionale delle Foreste Modello. Quest’ultima è nata in Canada e coinvolge 84 milioni di superficie boschiva in giro per il mondo. Guardando all’Italia, vi è inserita ad oggi unicamente la Foresta Modello delle montagne fiorentine, in provincia di Firenze, che ha aperto le sue porte al pubblico nel 2012.

Valle dell'Aterno

L’associazione che verrà creata per la tutela della montagna avrà il compito di governare il territorio, prendendo decisioni di comune accordo, tutelando e riportando a nuova luce bosco, aree agricole e borghi. Si tratta di un primo passo, che per ora fa registrare grande entusiasmo: non sempre però gli interessi coincidono, il che vuol dire che si passerà attraverso un lungo processo fatto di accordi e scontri.

Nell’Ottocento, il paesaggio era quasi interamente nudo per la necessità costante di legname. Oggi invece si presenta la situazione opposta e si valuta l’idea di ridurre le pinete proliferate negli ultimi decenni, sfruttando quanto ottenuto per riscaldare le scuole del territorio e diminuendo così l’utilizzo di combustibili fossili.

Un percorso di restauro naturale che porterà alla scoperta di luoghi e sentieri sconosciuti. Sono infatti molti i percorsi divorati dalla vegetazione. Ciò vuol dire aprire le porte a un certo tipo di turismo, richiamando gli appassionati del trekking che potranno finalmente godere a pieno dei boschi di questa valle.

Valle dell'Aterno

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