Sveva Sagramola: “I miei viaggi, di lavoro e piacere, con un taccuino in valigia”

Una chiacchierata con Sveva Sagramola, regina del pomeriggio di Rai 3 con Geo & Geo, alla scoperta dei suoi luoghi del cuore e della sua estate "di prossimità".

“Capire come il turismo possa sostenere l’economia di certi luoghi, ma contemporaneamente non li distrugga: occorre trovare un equilibrio e sicuramente questo periodo ci può aiutare”. La pensa così Sveva Sagramola sulla situazione turistica che stiamo vivendo e sulle opportunità che questa potrà concedere anche in futuro. Di viaggi lei ne ha fatti tanti, per lavoro e per piacere, ma quest’estate anche nel suo caso sarà l’occasione per riscoprire le meraviglie che ha da offrire il nostro Paese.

Sveva Sagramola è la regina del pomeriggio di Rai 3: da oltre vent’anni – più precisamente dal 1998 – conduce infatti la seguitissima trasmissione Geo & Geo, un format rigorosamente “Made in Rai” che per primo ha affrontato i temi ambientali, oggi più che mai attuali, mostrando stupendi documentari e testimonianze di viaggio da tutto il mondo.

Abbiamo chiacchierato con Sveva parlando dei suoi viaggi, in Italia e nel mondo e abbiamo scoperto i suoi luoghi del cuore.

La situazione che stiamo vivendo ci porterà a riscoprire quest’anno il nostro Paese?
“Credo che questa situazione porterà a vacanze di prossimità per la maggior parte degli italiani. Innanzi tutto per una questione di prudenza, perché bisogna vedere se la situazione rimarrà sotto controllo come in questo momento. Inoltre è una straordinaria occasione per riscoprire il nostro Paese e per sostenerlo. Riappropriarsi un po’ dell’Italia, dato che il turismo di massa – negli ultimi anni – è stato molto invasivo e non ha portato sempre e solo valore. Quest’anno sarà bello godersi un po’ le vacanze come negli Anni ’60 e ’70: io stessa sono una che generalmente d’estate va all’estero, quest’anno invece starò in Italia. Metà della mia famiglia vive in Argentina e una parte della nostra vacanza è da sempre dedicata a far visita a nonni e zii. Non potendolo fare quest’anno, sarà l’occasione anche nel mio caso per riscoprire dei pezzi d’Italia che non conosco”.

Ha già deciso dove andrà?
“A luglio abbiamo preso una casa in Toscana, in Val D’Orcia, non lontano da Roma: anche per me sarà una vacanza di prossimità. Volevo un posto tranquillo, in isolamento, dove poter stare in tranquillità con degli amici”.

val d'orcia

La Val d’Orcia @iStock

Pur essendo considerata una portavoce del turismo in Italia, preferisce quindi trascorrere le vacanze all’estero.
“Ho sempre promosso l’Italia attraverso i documentari e il racconti di Geo, però quando si tratta di scegliere le vacanze ognuno ha i suoi luoghi del cuore”.

Il suo qual è?
“Alcune isole della Grecia. Oltre al fatto che hanno prezzi più bassi, mi piace che siano luoghi meno antropizzati. Personalmente ho bisogno di andare in luoghi selvaggi e in questo senso l’Italia non aiuta, soprattutto i mesi di luglio e agosto. Preferisco faticare, per trovare una spiaggetta dove non ci sia nessuno”.

In Italia invece qual è il suo luogo del cuore?
“La Duna della Feniglia, da Ansedonia fino a Port’Ercole. Tutta quella zona del litorale romano, compreso il promontorio dell’Argentario, sono luoghi della mia infanzia, dei pezzi di natura incontaminata a 150 chilometri da Roma. Ci sono scogliere a picco sul mare, ma anche piccole spiagge protette dalla duna dove entri con la bicicletta e non trovi nessuno per interi chilometri. Certo, ti devi portare l’ombrellone e il pranzo, ma puoi goderti una giornata di mare nel silenzio”.

Feniglia spiagge più belle dell'argentario

L’Argentario @Proloco Monte Argentario di Porto Santo Stefano

Quanti viaggi ha fatto nella sua vita?
“Tantissimi, perché sono a tutti gli effetti una viaggiatrice, una che ama esplorare il mondo anche e soprattutto per raccontarlo. Ho fatto molti reportage per Geo, girando in molti Paesi con la telecamera in mano, che è un modo di viaggiare particolare perché è necessario entrare nei luoghi, capirli e vivere con le persone per poterli raccontare. È stata un’esperienza splendida che ho interrotto poi quando è nata mia figlia”.

Non viaggia con sua figlia?
“Lei viaggia da quando ha tre mesi: andiamo in Argentina, la porto in Grecia, quando capita viaggiamo assieme”.

Qual è il viaggio che ricorda con più nostalgia?
“Essendo una testimone dei cambiamenti del mondo, ricordo con nostalgia il viaggio che ho fatto nel 2000 in Africa occidentale. Ho percorso il deserto del Sahara nel Mali, sono andata da Timbuktu ad Araouane, ho fatto le antiche vie del sale dormendo nelle tende assieme ai nomadi e ai tuareg, ho navigato il Niger con una pinasse. Questo per me è stato uno dei viaggi più emozionanti della mia vita, che ricordo appunto con nostalgia perché oggi non sarebbe più possibile, in quanto quelle sono attualmente zone off-limit. L’Africa è stata un grande amore per me, sono andata tante volte anche in Kenya con Amref, sono stata anche in Tanzania. Un altro Paese che ho nel cuore è anche l’Argentina, che conosco tutta abbastanza bene”.

Tanzania, tra natura selvaggia e animali

I paesaggi della Tanzania @123rf

Quando fa un viaggio di piacere – magari con la famiglia – trae comunque spunti e ispirazioni per il suo lavoro?
“Non più di tanto, sono due modi di viaggiare completamente diversi. È ovvio che essendo una viaggiatrice ho il mio modo di viaggiare: cerco di andare il più possibile dentro le realtà. Quando l’anno scorso sono andata a visitare le cascate di Iguazù assieme a tutta la famiglia per festeggiare i cinquant’anni di matrimonio dei miei suoceri, loro si sono fermati al lodge a vedere le cascate e io invece mi sono addentrata assieme a mia figlia nei villaggi dei nativi per cercare di conoscerli, comprare l’artigianato direttamente da loro e farmi invitare dentro le case a prendere qualcosa da bere. Quando viaggio ho sempre bisogno del contatto con le persone del luogo: cerco di trovare una chiave per entrare lì dove c’è la vita reale e non soltanto la dimensione turistica”.

Qual è l’elemento che si porta a casa da un luogo che ha visitato?
“Dipende dal viaggio, se è un viaggio naturalistico mi porto questa sensazione di pulizia dell’anima che solo la natura può regalare. Se invece è un viaggio di scoperta, di esplorazione, mi porto a casa una mente più aperta. Non c’è nulla come il misurarsi con luoghi e culture diverse, che ti apre la mente più di ogni altra cosa. Ti dona una conoscenza maggiore di quello che sei, perché ti fa misurare con qualcosa che prima non conoscevi, ma soprattutto ti fa allargare gli orizzonti mentali”.

Un’ultima domanda, prima di salutarci: cosa non può assolutamente mancare nella valigia di Sveva?
“Nella mia valigia non manca mai il taccuino degli appunti e – cosa che ho imparato dai viaggi più scomodi e in luoghi improbabili – una federa pulita. Qualsiasi letto trovassi, infilavo dentro la federa un paio di maglioni e avevo un cuscino pulito e pronto per essere usato”.

Sveva Sagramola

@Getty Images

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