I luoghi imperdibili per una vacanza nel Salento

SiViaggia ha intervistato Giuseppe Ortolano, autore di “Guida al Salento. Venti buoni motivi per una vacanza salentina”. Ecco alcune "chicche" che ha svelato

“Quasi 150 chilometri di spiagge, calette e scogliere bagnate dal mare Adriatico e dallo Ionio fanno del Salento una delle mete più attrattive per una vacanza estiva tutta mare e sole”. Ma il Salento, di bello, non ha solo le spiagge.

Lo racconta a SiViaggia Giuseppe Ortolano, che ha da poco pubblicato la seconda edizione della “Guida al Salento. Venti buoni motivi per una vacanza salentina” (disponibile su Amazon). Ci sono luoghi poco conosciuti dai turisti che, invece, vale la pena visitare, lontani dalle zone più affollate e vere e proprie “chicche” per chi desidera scoprire di più di questa splendida zona d’Italia.

Acaya va assolutamente visitata”, scrive Ortolano. “È un posto poco conosciuto, ma è il più importante borgo rinascimentale del Sud Italia, una vera chicca, con il castello visitabile all’interno del quale c’è una mostra di cui pochi sanno su Rocca Vecchia che è vicino alla Grotta della poesia, un sito archeologico importantissimo che va dal neolitico al medioevo. Dista una decina di chilometri da Lecce ed è l’unico esempio rimasto di città fortificata del meridione d’Italia. Pur se poco segnalata, c’è solo un piccolo cartello in lingua inglese, esiste anche la possibilità di percorre un tratto di mura, il cui camminamento è stato restaurato. Io consiglio di visitarla al tramonto quando si colora di rosso”.

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La fortezzsa di Acaya

A proposito di Lecce, c’è un luogo inconsueto che Ortolano consiglia di visitare: si tratta del Museo Faggiano, “un museo privato di una famiglia che aveva comprato il palazzo nel centro storico di Lecce e voleva ristrutturarlo per andarci ad abitare, ma, rifacendo il bagno, si è scoperto che sotto c’era un mondo: ruderi messapici, segni del passaggio dei Templari, luogo dove si facevano le mummie e un torrente sotterraneo. Infatti, c’è un fiume carsico sotterraneo che attraversa Lecce e che arriva al mare. La casa è diventata un vero e proprio sito archeologico, in cui si possono ammirare più di 2000 anni di storia, con un bel terrazzo che si affaccia sui tetti della città. Il museo è sempre aperto”.

“Un altro posto che consiglio di vedere nel Salento è la chiesa ipogea dedicata a Santa Cristina a Carpignano Salentino. Si tratta di una chiesa bizantina stupenda che si trova sotto terra. Davanti alla chiesa c’è il numero di telefono di un’associazione che bisogna chiamare per visitarla e in 10 minuti arriva una guida bravissima che spiega cosa rappresentano gli affreschi bizantini all’interno.

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La cava di bauxite abbandonata alle porte di Otranto

Un altro luogo meno conosciuto si trova vicino a Otranto ed è l’antica cava di bauxite abbandonata che era stata usata per qualche anno dopo la guerra: è di colore rosso ed è occupata da un laghetto con le acque color verde smeraldo e, vista all’ora del tramonto, il contrasto tra acqua e natura intorno è davvero suggestivo. Purtroppo non ci sono indicazioni stradali per la cava, conviene seguire le frecce che portano al Diving Paradise di Orte”.

Poiché, però, il Salento è sinonimo di mare, SiViaggia ha chiesto all’autore di svelare qualche spiaggia segreta, dove non trovare folla neppure ad agosto. “Francamente di spiagge poco conosciute ormai ce ne sono poche nel Salento, ma sicuramente Porto Selvaggio, che è un parco naturale, ha una spiaggia molto bella e, poiché per arrivarci bisogna camminare per una ventina di minuti, sicuramente c’è meno gente: è una baia di sassolini con un fiordo davvero stupenda, con le sorgenti di acqua dolce e limpida circondata da una pineta.

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Il Parco naturale regionale Porto Selvaggio

Un’altra spiaggia bella che si trova però sull’Adriatico è quella della Riserva naturale Le Cesine, molto selvaggia e naturale e, poiché anche qui si arriva a piedi, non è molto affollata. È un’Oasi WWF ed è stata definita dagli appassionati di osservazione naturalistiche di fenicotteri, aironi, anatre selvatiche e altre curiosità ornitologiche come l’oasi italiana più bella per il birdwatching. La riserva è l’ultimo tratto superstite della vasta zona paludosa che si estendeva da Brindisi a Otranto e il suo paesaggio e un alternarsi di dune, aree palustri, canali di bonifica, bosco misto e macchia mediterranea”.

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La Riserva naturale Le Cesine, Oasi del WWF

Ma per chi non è mai stato nel Salento e lo visita per la prima volta, c’è qualcosa che assolutamente bisogna fare per poter tornare a casa soddisfatto? “Secondo me fare il periplo della costaspiega Ortolano “rende l’idea di cosa sia davvero il Salento. Partendo da Lecce e seguendo la costa adriatica scendendo fino a finis terrae e risalendo sulla costa ionica, dà un’idea di tutto ciò che c’è, quindi la parte piana, la parte rocciosa, la parte spettacolare e anche arida e ostile della Puglia, è questa l’idea del Salento.

E poi non dimenticherei l’interno: per esempio c’è Galatina, che è stupenda, con la chiesetta di Santo Paolo, con la storia delle tarantate e la nascita della pizzica. Galatina conserva uno splendido centro storico che si presenta al visitatore come un vero e proprio museo all’aperto. Eredità di un antico splendore che, fin dal XIV secolo con gli Orsini del Balzo, ha fatto di questo importante borgo agricolo un elegante centro abitato, è uno dei pochi lastricato di pietra viva. E sicuramente anche Nardò, la piccola Lecce, è un luogo da vedere. Dopo il Capoluogo, è un altro dei gioielli del barocco salentino. La cittadina si raccoglie attorno al Castello degli Acquaviva con il curioso torrione a mandorla, così costruito dagli architetti militari per difendere meglio il muro di cinta”.

Ortolano ha anticipato a SiViaggia alcune delle “perle” salentine rimaste nascoste ai più. Per scoprirle tutte non resta che leggere la sua guida.

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Il centro storico di Galatina

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