Disabili in viaggio: i consigli per un turismo più accessibile

Intervista esclusiva a Mattia Cattapan, fondatore dell'associazione CROSSabili

Un viaggio o una vacanza in molti casi può presentare degli ostacoli inaspettati per le persone disabili. Questo non significa che bisogna arrendersi, ma basta solo informarsi bene e fare attenzione ad alcuni particolari, in modo da poter vivere esperienze indimenticabili superando quei confini che spesso sono solo mentali.

Lo dimostra l’attività dell’associazione CROSSabili che con il progetto Disabili in viaggio sta aiutando molte persone a superare questi limiti e riscoprire se stessi. Abbiamo conosciuto il fondatore, Mattia Cattapan, che dopo aver partecipato alla Mille Miglia, aveva raccontato a Virgilio Motori la sua seconda vita da disabile, iniziata dopo un terribile incidente in una gara di moto Enduro. Si Viaggia lo ha intervistato in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre.

Mattia, tu giri per l’Italia per promuovere le iniziative di CROSSabili. Quali sono le maggiori difficoltà che una persona disabile deve affrontare quando viaggia?
Il principale problema è sempre l’accessibilità. Spesso i siti online di prenotazione hanno nella barra di ricerca un filtro dedicato alla disabilità, ma in molti casi nel concreto poi non sono accessibili. È quindi un passaggio obbligato contattare sempre telefonicamente o via email la struttura per avere informazioni chiare sullo stato reale del luogo. Spesso però non è sufficiente, in hotel ad esempio, effettuo sempre una prima ispezione della stanza di persona appena arrivato. Un controllo dovuto per poi informare i gestori e recuperare, se disponibile, il necessario per spendere del tempo nella struttura, che sia un hotel o un ristorante, nel modo più comodo possibile.

Cosa manca di solito negli hotel e nei ristoranti per essere delle strutture che rispondono veramente alle necessità di un disabile?
I maggiori ostacoli si riscontrano già dall’entrata con l’ampiezza della porta insufficiente per il passaggio in carrozzina, i gradini o le rampe troppo pendenti. Anche gli ascensori non sono adeguati, soprattutto se datati, in più, in linea generale gli spazi di manovra sono sempre molto angusti. In hotel ci sono poi i servizi igienici inadeguati come la doccia, perché provvista di un rialzo, o i sanitari, come lavello e toilette, a misura di normodotato e ancora portasciugamani troppo alti. Anche i mobili sono spesso inadeguati: letto troppo alto e appendiabiti irraggiungibili. Per quanto riguarda i ristoranti, la problematica si riscontra principalmente nel tavolo, a volte troppo rialzato altre troppo basso e con travi sottostanti a supporto del pianale che bloccano le gambe. Questi impedimenti rendono scomodo e complicato un piacere come mangiare perché spesso si è costretti a far rialzare il tavolo con degli spessori traballanti o togliere i piedi dalla pedana della carrozzina e si è semplicemente scomodi.

Parliamo di trasporti. Quali sono le difficoltà maggiori quando devi prendere l’aereo o il treno?
Come per hotel e ristoranti anche per l’aereo, la metropolitana e il treno o qualunque altro mezzo di trasporto pubblico o privato di massa, conviene chiamare il numero di telefono di riferimento per ricevere informazioni precise.

Ma partiamo dall’aereo. Anche se negli ultimi anni le procedure si sono snellite, è sempre complicato volare. In primis perché la carrozzina personale deve essere imbarcata e all’aeroporto viene fornita una carrozzina sostitutiva, che spesso però non è della misura adeguata al tuo fisico. Sei il primo a salire e l’ultimo che scende, capite che i tempi sono biblici. Non solo, se la carrozzina ha ausili a batteria ci sono altre procedure burocratiche da sbrigare ed ogni compagnia aerea ha le sue regole e le sue scartoffie. In tutti i casi bisogna esibire la carta di invalidità con i dati sanitari e fin qui nessun problema, ma spesso viene proposta un’assicurazione extra per te e i tuoi beni, tutto utile ma tutto con un prezzo ed è così che aumentano ancora i costi del viaggio.

Passando al treno, le problematiche sono molteplici: c’è il passaggio costretto dalla sala blu per la prenotazione e l’assistenza, l’obbligo di arrivare trenta minuti in anticipo in stazione, essere letteralmente caricati con l’elevatore sul vagone (perché nel 2020 ancora non ci sono convogli accessibili) rendendo necessario l’intervento di personale autorizzato per la salita e la discesa dal treno. Per non parlare dell’accessibilità delle stazioni in generale, anche le più moderne o costruite di recente hanno barriere architettoniche: un disabile può arrivare in autonomia solo fino ad un determinato punto, limitando così la sua libertà di movimento. Non c’è quindi immediatezza nella prenotazione per una persona con disabilità, si deve pianificare molto in anticipo prima che, tra l’altro, i pochi posti accessibili a disabili per ogni mezzo vadano esauriti ed è così per aereo, treno, tram, metropolitana, autobus e taxi.

Si capisce molto bene perché viaggiare, per una persona con disabilità, è ancora più difficoltoso e limitante. Purtroppo finché non cambierà la mentalità del trasporto di massa e quindi il servizio offerto, affacciandosi al mondo della disabilità con occhi diversi, il mio consiglio per le persone con disabilità è, dove possibile, di prendere la patente di guida e viaggiare con la propria auto in autonomia, anche se le soste nelle strutture in autogrill meritano un discorso a parte: dovrebbero implementare il servizio da asporto per esempio.

Hai accompagnato molti disabili in viaggi indimenticabili. Quali sono le esperienze più estreme che avete fatto insieme?
Ho avuto la fortuna tempo fa, quando ancora non ero un disabile “esperto”, di passare qualche giorno nelle Langhe in campeggio e girare con le Jeep sul territorio. Questa esperienza mi ha regalato tante emozioni intense e ha fatto scattare in me quello slancio che mi ha dato voglia dir rimettermi in gioco. Con CROSSabili, l’associazione no profit che ho fondato, ci tengo a ricordare Alleghe 2020 dove abbiamo portato per quattro giorni un gruppo di 250 ragazzi con disabilità in montagna. Siamo saliti in ovovia, abbiamo mangiato in baita, provato la motoslitta e ammirato il panorama ed è assurdo pensare che molti non erano mai stati in montagna.

Aggancio a questo discorso il progetto Disabili in viaggio 2021 per cui è appena partita una raccolta fondi per portare i ragazzi al mare. Tutto questo per vivere un’esperienza unica e fuori dagli schemi, per aggregarsi, condividere emozioni, confrontarsi per migliorare e trovare soluzioni ai problemi delle persone con disabilità stimolandosi l’un latro con la convinzione che la semplicità di queste attività permette ai ragazzi di acquisire sempre più autonomia e indipendenza.

Quali consigli daresti ad un disabile che deve prenotare un viaggio? Quali aspetti deve prendere in considerazione?
Il mio consiglio è programmare tutto nel dettaglio, anche se personalmente non amo pianificare e agire per schemi, ma purtroppo quanto si viaggia e si è una persona con disabilità è necessario per non trovarsi impreparati e sentirsi a disagio. Un aiuto, ad esempio, viene dalla tecnologia e dalle recensioni che si possono trovare online lasciate da altri viaggiatori con disabilità. Altra cosa importante da tenere sempre in mente è lo spirito di adattamento perché, nonostante la programmazione, sfugge sempre qualcosa o si incontrano degli ostacoli imprevisti ma soprattutto non vergognarsi di chiedere aiuto.

Una volta che ti trovi in un luogo già prenotato che presenta ostacoli e barriere architettoniche che cosa puoi fare? A chi ti puoi rivolgere?
Mi è capitato molto spesso e posso affermare serenamente che gli atteggiamenti sono due: cambiare posto o reagire. Per quanto mi riguarda, la prima opzione si verifica raramente perché accetto volentieri le sfide quindi provo sempre a risolvere i problemi chiedendo, senza timore, di essere supportato da chi di competenza nella struttura, consapevole anche del fatto che le persone con disabilità non passano inosservate e che chi ti circonda in quel momento non dirà mai di no ad una richiesta.

E invece quali consigli daresti alle strutture e agli operatori turistici per rendere le vacanze più inclusive e adatte a tutti?
Cambiare punto di vista. Ogni minimo dettaglio può fare la differenza e servono delle accortezze ma è anche importante prevenire al posto che curare. Nella progettazione non ci sono costi differenti per un hotel per la costruzione di una stanza per persone con disabilità perché è proprio riadattarla che diventa dispendioso. Per i tour operator invece consiglio di creare canali dedicati e pacchetti su misura dove si è totalmente certi che non solo le strutture ma anche le infrastrutture intorno siano adeguate. C’è ancora molto da fare ma siamo sulla strada giusta.

Ci consigli delle destinazioni in Italia che ti sembrano perfette per la vacanza di una persona disabile?
Ho avuto la fortuna di girare l’Italia da nord e sud, in lungo e in largo a giugno con il progetto Mask to Ride, macinando 4.500 km in 10 giorni per 13 regioni per consegnare le mascherine alle strutture coinvolte nel programma. Amo questo paese, ma non c’è un posto più accessibile di un altro. Solo cambiando il punto di vista sulla disabilità e mettendosi nei panni degli altri si potrebbe risolvere il problema. Penso che non ci sia mare o montagna che, se affrontati insieme con spirito di comunità, amicizia e unione, non sia raggiungibile alle persone con disabilità. Come primo passo, può essere utile anche contattare le realtà del territorio di residenza o cercare enti nel luogo in cui si vuole passare la vacanza per meglio prepararsi alla partenza.

Mattia Cattapan, fondatore di CROSSabili

Mattia Cattapan, fondatore di CROSSabili

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Disabili in viaggio: i consigli per un turismo più accessibile