Viaggiare sicuri: la guida definitiva per i viaggiatori

Il preziosissimo vademecum del viaggiatore stilato dalla Scuola internazionale di etica e sicurezza

Secondo una ricerca condotta dalla Scuola internazionale di etica e sicurezza, ben otto italiani su dieci non prendono precauzioni prima di mettersi in viaggio per viaggiare sicuri. Una denuncia che risulta da un sondaggio condotto in collaborazione con gli operatori della security dei tour operator.

Solo due italiani su dieci, infatti, lasciano traccia del viaggio che intendono fare, impostano i propri smartphone con i numeri di emergenza e con il contatto della rappresentanza diplomatica della destinazione che intendono raggiungere o prevedono sistemi di comunicazione alternativi (come i social network, per esempio) nel caso venisse meno l’accesso alle linee telefoniche.

Da molti anni, gli enti istituzionali come il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e l’Unità di crisi della Farnesina diffondono materiale informativo e dispensano codici comportamentali da utilizzare durante quelle situazioni di emergenza che possono verificarsi durante i viaggi.

Purtroppo, però, l’attenzione mediatica e l’interesse delle persone tendono a concentrarsi a ridosso di un evento particolare, come una catastrofe, un terremoto, un’alluvione o un episodio terroristico. Anche chi viaggia per lavoro e le aziende che mandano i propri dipendenti all’estero sono spesso poco attenti alla sicurezza. Pare, infatti, che solo una percentuale molto bassa delle 30mila aziende italiane che lavorano all’estero conosca e applichi la normativa sulla sicurezza dei dipendenti all’estero.

“Quando organizziamo un viaggio, in modo ormai automatico ci informiamo sui vaccini obbligatori, mettiamo in valigia indumenti adatti e ci riforniamo di medicine, per essere pronti a superare piccole difficoltà, ma pensiamo molto poco ai rischi collegati ai fenomeni ambientali, terroristici o legati alla delinquenza locale”, spiega la professoressa Paola Guerra, fondatrice e direttrice della Scuola internazionale di etica e sicurezza. “Non porre attenzione a questi fatti è probabilmente una difesa psicologica: non dipende dal fatto che non conosciamo i rischi effettivi, ma dal ritenere che quei rischi non ci toccheranno mai direttamente. Si mette in conto un attacco di gastroenterite ma non di essere uno degli ospiti del Bataclan”.

In quei frangenti, la reazione spontanea di tutti è quella di annullare i viaggi già programmati o di posticipare eventuali trasferte. Ma, una volta scemato il timore del momento, ci si dimentica nuovamente di organizzare viaggi in totale sicurezza.

“Stiamo lavorando a un progetto destinato anche alle agenzie di viaggio”, ha raccontato Paola Guerra “grazie a materiale informativo studiato ad hoc e brevi leaflet, spiegheremo quanto sia importante avere sempre in borsa una torcia elettrica (non quella dello smartphone)  un fischietto o perché ripararsi sotto il vano di una porta in caso di terremoto possa salvarci la vita o ancora quanto possa aiutarci verificare le condizioni meteo prima di organizzare gite o intraprendere spostamenti importanti. I consigli utili sono moltissimi: come proteggersi dai fulmini o, in caso di spazio aperto, quale posizione assumere per limitare eventuali danni, come sfruttare le fasce laterali della montagna nel dubbio di valanghe o smottamenti terrosi”.

Ecco allora che è stato stilato un preziosissimo vademecum del viaggiatore, una breve guida a disposizione di tutti coloro che prevedono di fare un viaggio, nelle zone a rischio e non, durante le vacanze lunghe, come le festività natalizie o le ferie estive, ma da tenere presente per qualunque tipo di viaggio:

1) Iscriversi ai portali “Viaggiare Sicuri” e “Dove Siamo nel Mondo
2) Raccogliere informazioni sul Paese di destinazione (cultura, informazioni sanitarie, ambiente e rischi sociali)
3) Portare con sé documenti e fotocopie, meglio se autenticate
4) Memorizzare sul telefono i numeri utili e di emergenza (hotel, ospedali, ambasciate)
5) Comunicare con parenti e amici e lasciare traccia del proprio viaggio con regolarità (se si interrompessero le comunicazioni qualcuno deve sapere dove eravamo appena prima)
6) Portare con sé contanti con moneta locale
7) Portare con sé un secondo cellulare e adattatori universali per i propri device, power bank e ricordarsi di controllare quali prese di corrente si trovano nel Paese che si visita
8) Verificare le licenze e le autorizzazioni dei mezzi di trasporto utilizzati.

Ci sono poi alcuni accorgimenti in più che le viaggiatrici donne devono considerare rispetto agli uomini. Come per esempio:

1) Evitare il contatto visivo con gli estranei in strada e sui mezzi pubblici
2) Fare attenzione alle bevande incustodite nei locali pubblici
3) Se possibile, spostarsi insieme a una persona conosciuta o fidata
4) Evitare tragitti in zone isolate, deserte o degradate
5) Non lasciare mai incustodita la chiave della stanza d’hotel
6) Diffidare degli estranei che si avvicinano per chiedere informazioni
7) Nascondere il portadocumenti e il denaro sotto i vestiti.

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