Vacanze in tenda: ecco come organizzarle in tutto il mondo

Le vacanze in tenda non sono adatte a tutti ma sono apprezzate dai viaggiatori più avventurosi. Vediamo come organizzarle in tutto il mondo

La parte più bella di una vacanza in tenda è dormire sotto una coltre di stelle luminose e svegliarsi in posti sempre diversi, magari guardando l’alba.

Non esiste modo migliore di viaggiare per poter sperimentare tutte le bellezze e le meraviglie del pianeta. Fare le vacanze in tenda è importante per una serie di motivi, vediamo quali sono.

Innanzitutto, guardiamo il lato economico: viaggiare in tenda fa risparmiare e esistono campeggi low cost anche nelle località più esclusive del mondo, basta solo cercare.

Ovviamente, se si vuole fare un viaggio di dieci giorni in una capitale europea, la tenda non è il massimo della praticità, così come pure se si ha intenzione di visitare in inverno una città dove la temperatura scende -20 gradi. Però, se si vuole stare diversi mesi in giro, avere con sé una tenda può rivelarsi indispensabile come avere lo spazzolino da denti.

Per fare una vacanza in tenda non è necessario essere un esperto di trekking, in molti Paesi ci sono campeggi raggiungibili senza dover fare particolari escursioni o peripezie. I più avventurosi possono anche decidere di piantare la tenda in posti di fortuna e spostarsi mentre si fa trekking nei posti più incredibili del mondo.

Una vacanza in tenda è anche un modo per riappropriarsi del contatto con la natura e disintossicarsi dalla tecnologia che ormai ha invaso la nostra vita quotidiana.

Inoltre, la tenda salva sempre da ogni situazione: non ci sarà mai un problema di overbooking se si è attrezzati con questa fedele amica nello zaino. Ai lati delle autostrade lungo il sentiero degli Appalachi, in profondi canyon solitari vicino a fonti d’acqua, sul prato cittadino o su una spiaggia in Ecuador: ogni posto è buono per piantare una tenda. Se si vuole risparmiare, non bisogna essere troppo schizzinosi e farsi tanti problemi, ovviamente usando il buon senso.

A seconda del Paese, di solito nei parchi nazionali è consentito campeggiare, a volte anche senza limitazioni di tempo. Per quanto riguarda i campi, bisogna sempre chiedere il permesso, a patto che si riesca a trovare il proprietario. La regola più importante è sempre quella di non lasciare tracce e arrecare meno danni possibili all’ambiente.

Fare attenzione anche agli animali selvatici, appendere sempre il cibo in una parte alta di un albero. Mai accamparsi accanto a un fiume se sono previsti temporali e, nel caso di zone molto ventose, fissare bene la tenda. Non cucinare mai dentro la tenda e, per ultimo, non lasciare mai oggetti di valore dentro la tenda se ci si allontana per un’escursione. E ora, non resta che augurare buon viaggio!

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