Escursioni fuori pista, pericoli e strumenti per salvarsi da una valanga

Cos’è L’A.R.T.Va. e come si usa e a cosa servono sonda e pala quando si fa fuori pista

Paolo De Luca

Paolo De Luca Maestro di escursionismo e di sci

Un punto fondamentale per la buona riuscita di un’escursione fuori pista è la preparazione a tavolino. Dopo aver valutato le condizioni meteo, bisogna tracciare un percorso sulla cartina topografica che, oltre alle principali località e ai confini politici, riporta le caratteristiche fisiche e geologiche del territorio.

Per semplificare, posso dire che il percorso viene tracciato semplicemente utilizzando righello e matita, tenendo conto delle altitudini e dei dislivelli segnalati dalle curve di livello, del versante di esposizione e dei riferimenti per la partenza e la destinazione del nostro itinerario.

Molto importante è scegliere sempre i compagni di escursione in base all’obiettivo, valutandone esperienza, capacità tecnica, preparazione fisica e stabilità psichica in situazioni difficili.

Cosa si deve portare sempre nello zaino? Nello zaino con air bag (è una sorta di palloncino che esplode permettendo di “galleggiare” in caso di valanga) non devono mai mancare gli elementi base dell’autosoccorso: A.R.T.Va., pala e sonda oltre al casco protettivo, la piccozza e i ramponi. Sono strumenti indispensabili per tutti coloro che praticano attività fuori pista; obbligatori in Abruzzo (L.R. 24 del 2005) e in diverse regioni dell’arco alpino.

Ma cos’è L’A.R.T.Va. e come si usa? L’A.R.T.Va. (Apparecchio di Ricerca Travolti da Valanga) è un ricetrasmettitore che consente l’individuazione di un travolto da valanga attraverso un segnale radio trasmesso su una frequenza convenzionale di 457 Khz. Tutti gli apparecchi in commercio devono rispettare la normativa Europea n. 300-718 che ne conferma l’omologazione.

L’A.R.T.Va. deve essere posizionato sotto uno strato di abbigliamento, per non essere perso in caso di incidente. Va rammentato che il segnale A.R.T.Va. ha, per convenzione, una portata utile di 20 metri ed è importantissimo, prima di effettuare la gita, controllare la trasmissione e la ricezione con il compagno di escursione.

In commercio si trovano strumenti analogici o digitali: i primi utilizzano un sistema a segnali acustici che aumentano o diminuiscono la frequenza e l’intensità del suono, avvicinandosi o allontanandosi dall’apparecchio trasmettitore; gli A.R.T.Va. moderni hanno processori integrati che codificano i dati e li visualizzano sul display, aiutando l’operatore a elaborare i segnali emessi via radio togliendo all’orecchio umano l’onere di interpellarli.

A cosa servono sonda e pala? La sonda è un’asta telescopica che consente di “bucare” gli strati di neve accumulata, per individuare l’escursionista travolto. La lunghezza consigliata è di 240 cm. Per quanto riguarda la pala, strumento semplice da utilizzare, deve avere il manico estensibile e una benna voluminosa e rigida.

Paolo De Luca Maestro di escursionismo e di sci Nato e cresciuto in montagna, per lui è sempre stato naturale viverla sia d’inverno sia d’estate. La sua passione ha fatto sì che diventasse Maestro di escursionismo e Maestro di sci alpino, collaborando con la Scuola di Sci Claviere (TO) e con la stazione internazionale di Le Deux Alpes (Francia). Amico di Gustav Thoeni, con il campione olimpico condivide la convinzione che in montagna non esistano titoli e che non si finisca mai di imparare, perché il segreto sta nell’umiltà e nel rispetto delle regole dettate dalla sicurezza

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