ByHours, la startup che ha creato il microstay: cos’è e come funziona

Niente più lunghe attese in aeroporto: con il microsoggiorno si può scegliere l'hotel, quando fare il check-in e quante ore fermarsi. Ecco come funziona

Dopo Airbnb, che ha rivoluzionato il modo di prenotare una vacanza e soggiornare, aprendo le porte di case private e creando non pochi problemi ad albergatori e proprietari di Bed&Breakfast, arriva un’altra sfida per gli operatori del settore turistico.

ByHours è una startup spagnola, nata nel marzo 2012 a Barcellona, quando il fondatore Christian Rodriguez chiese all’esperto dell’hotelliere Guillermo Gaspart, perchè mai non potesse scegliere l’orario di ingresso in hotel al momento della sua prenotazione. Da qui è nata l’idea di occuparsi di microsoggiorni alberghieri, di microstay.

Un microstay è una prenotazione di Hotel per meno di 24h, con la quale puoi scegliere l’orario di check-in, la durata del soggiorno ed effettuare il check-in a qualsiasi ora, di giorno e di notte.

“Alcune volte è necessario fare una sosta da un viaggio, partecipare a una videoconferenza importante, o fronteggiare ritardi e cancellazioni” spiega Guillermo Gaspart, co-fondatore di ByHours. “Questo ci ha portato a pensare che, seppur per diversi motivi, i servizi di un hotel, ma per un lasso di tempo limitato, sarebbero la soluzione migliore”.

La formula è utilizzata soprattutto da uomini d’affari e come si legge nel sito “da viaggiatori che usano la tecnologia affinchè il mondo si adatti a loro”. In particolare ByHours è utilizzata dal 50% degli utenti per viaggi di lavoro, mentre il 30% lo utilizza per viaggi di piacere e il 15% per prenotare hotel di lusso.

La formula del Microstay va incontro alle necessità del viaggiatore che ha bisogno di un luogo che lo ospiti per qualche ora: quante volte capita di avere tempo libero prima del treno prenotato e non sapere dove trascorrere quelle mezz’ore se non in stazione?

ByHours piace anche agli hotel, perchè permette di riempire tutte le stanze a disposizione e di utilizzarle più volte in un giorno. Avere stanze libere infatti ha un costo in termini di pulizie e altri costi fissi, come acqua ed elettricità. ByHours ha calcolato che per un hotel 3 stelle, ogni stanza libera costa intorno ai 31 euro al giorno in media, per un hotel 4 stelle il costo arriva a 46 euro in media fino a salire ai 62 euro per uno a 5 stelle.

Il microsoggiorno può durare 3, 6 o 12 ore a partire dall’orario scelto per il check-in. Ogni hotel decide il prezzo per ognuno dei pacchetti di ore, seguendo però alcune indicazioni date dalla startup. Il pacchetto di 3 ore corrisponde al 35% della tariffa notturna, il microsoggiorno di 6 ore costa il 50% della tariffa notturna, mentre il pacchetto di 12 ore arrivano a costare l’85% della tariffa notturna.

La prenotazione permette di usufruire di tutti i servizi inclusi in hotel: dal Wifi, alla doccia, dal letto alla piscina per nuotare. Nella maggior parte dei casi (più del 70% secondo i dati ByHours) le prenotazioni avvengono il giorno stesso.

Pur essendo una startup relativamente giovane, i suoi numeri non sono piccoli: è presente in tre continenti, in 50 paesi e 600 città. Gli hotel che offrono la formula microstay sono più di 3000 e di questi 522 si trovano in Italia, spesso vicino agli aeroporti e alle stazioni, comodi da raggiungere.

Niente più attese infinite, il microsoggiono è pronto per rivoluzionare il nostro modo di viaggiare.

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