Sicilia, i parchi archeologici di Taormina valgono un viaggio

A Taormina ci sono i più importanti siti archeologici della Sicilia

A Taormina ci sono i più importanti siti archeologici della Sicilia. Il Parco archeologico Naxos Taormina è il più visitato dell’isola. Anche alla riapertura dal 30 maggio 2020, in seguito al lockdown, solo nella prima settimana sono stati registrati 12.660 visitatori ovvero 8.904 presenze a Taormina, 2.474 nel Museo e nell’area archeologica di Naxos e 1.282 nell’Isola Bella.

L’ingresso ai monumenti del parco segue la doppia fascia oraria, dopo essersi prenotati sul sito: per Isola Bella e Naxos dalle 9 alle 19, per il Teatro Antico dalle 17 alle 22. Per chi si trova nel parco la sera, alle 20 si tiene un evento eccezionale: l’accensione dell’impianto di illuminazione artistica del monumento con un fascio di luci tricolore in omaggio all’Italia, sull’iconico frons scenae che guarda il mare e l’Etna.

Il parco archeologico è uno dei luoghi più affascinanti di questo territorio. Tra la vegetazione e panorami magnifici è possibile seguire i tracciati della prima colonia greca siciliana fondata nell’VIII secolo a. C., all’estremità Sud della baia di Naxos, nella penisola originata da uno spettacolare fiume di lava giunto sino al mare in epoca preistorica.

Su questo fertile promontorio approdarono i coloni Greci per costruirvi la loro prima città in Sicilia, chiamandola Naxos, in onore dell’isola dell’Egeo, patria di alcuni membri della spedizione. Dalla “nuova” Naxos inizia la storia della Sicilia greca che diverrà, nel V secolo a.C., col dominio di Siracusa, una potenza autonoma in lotta per l’egemonia sul Mediterraneo.

Il centro urbano si spostò di poco, a Taormina, sorta sul monte Tauro, fondata dai sopravvissuti di Naxos e nella baia rimase il porto con il suo arsenale di navi e le fornaci che continueranno a produrre anfore anche in epoca Romana.

La colonia di Naxos, con la sua vita di pochi secoli, non arrivò ad affrontare le trasformazioni dell’età ellenistica e Romana: il sito di Naxos è dunque un raro esempio di impianto arcaico su cui non si è mai più edificato e questo lo rende ancora più prezioso per le ricerche archeologiche sull’urbanistica originaria delle colonie. Ricerche fondamentali, dato che è proprio nelle colonie greche a nascere, in occidente, il concetto di urbanistica: nelle colonie, per la prima volta, le città non nascono spontaneamente come casuali e successivi agglomerati di edifici ma è necessario pianificare sin dall’inizio la loro disposizione e difesa in un territorio abitato da potenziali nemici.

Oggi il sito archeologico di Naxos, ricco di scavi e di scoperte, è una grande area verde dove è stato istituito il Museo e il parco archeologico di Naxos, un edificio a due piani, costruito accanto ai resti di un fortino del XVII- XVIII che, attraverso i preziosi ritrovamenti degli scavi, racconta la storia dell’espansione greca in Sicilia, un torrione cinquecentesco con reperti di archeologia subacquea e una torre d’avvistamento del Quattrocento..

Circondati da una lussureggiante vegetazione, con l’Etna sullo sfondo e splendidi scorci della baia e del monte di Taormina, si passeggia nell’antica città, tra le ampie vie, le fortificazioni di pietra lavica, frammenti di edifici sacri e abitazioni, di altari e fornaci.

Insomma, è un luogo incantato che dà la l’emozione di essere fuori dal tempo.

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