Viaggio in Malesia: quando andare a Pahang, Kuala Lumpur e Malacca

Cosa fare in Malesia e quando è consigliabile andare per apprezzare i siti civili e religiosi più spettacolari di Pahang, Kuala Lumpur e Malacca

Con il suo misto di modernità e tradizione, la Malesia (o Malaysia) si è proposta da sempre come originale e affascinante meta turistica, ottima per gli amanti dell’avventura, del trekking e della natura incontaminata così come per chi cerca storia, cultura e tradizioni antiche ed esotiche. Non mancano spiagge e barriera corallina per coloro i quali alla città e alla foresta preferiscono sabbia cristallina, mare e immersioni in profondità. In questa guida andremo alla scoperta di alcune località della Malesia: quando andare e cosa fare nel Pahang, nel distretto di Kuala Lumpur, e Malacca.

Prima tappa a Pahang
La prima zona da visitare è il Pahang, il terzo Stato più grande della Malesia. Partite dalla capitale, Kuantan, scoprendone le stranezze e, purtroppo, alcune note spiacevoli. Infatti, in questa zona negli ultimi anni si è fatto un’attività eccessiva di estrazione della bauxite, componente naturale per formare l’alluminio, causando una fuoriuscita di polvere rossa che ha colorato molte zone abitate della città. L’aspetto rosso è dovuto a questo che, sebbene sia da un lato affascinante fermandosi alla singolarità del colore, rappresenta una nota stonata dell’attività spesso poco ortodossa dell’uomo.

Ricordate che la Malesia è un Paese a maggioranza musulmana quando la visitate per non rischiare di andare contro le norme del buon costume locale. A Kuantan si trovano luoghi bellissimi, come la moschea Sultan Ahmad Shah State. È enorme, il colore bianco la invade sia esternamente che internamente e nella parte superiori svettano ben 4 alti minareti. Osservate la grande cupola centrale ricoperta del colore azzurro, tonalità che fodera anche le cupole più piccole e la superficie sopra le volte che circondano la pianta perimetrale della moschea. Vi sentirete piccoli anche se entrerete dentro, di fronte alle alte porte di accesso e al fatto che può contenere fino a 8.000 persone.

Se avete ancora del tempo da dedicare a questa bella area della Malesia, quando avrete terminato il tour del Pahang e prima di andare (o tornare) verso la capitale dello Stato, raggiungete la meravigliosa isola di Tioman salpando dal porticciolo del villaggio Kuala Rompin. Una volta arrivati potrete concentrarci sulla zona costiera ovest, in quanto qui risiedono la maggior parte dei villaggi e vi sono molte spiagge. Unico accorgimento prima di programmare una tappa in questa isoletta della Malesia e decidere quando andare riguarda il clima: prendete informazioni sul periodo dei monsoni.

A Tioman, fermatevi innanzi tutto a Kampung Tekek (arrivano qui i voli che partono da Kuala Lumpur). Dopo aver sostato in questa cittadina e aver usufruito dei suoi locali e negozi, potete proseguire verso la costa a sud oppure affrontare la giungla della Malesia: 7 chilometri di cammino per fare tesoro delle curiosità vegetali e animali del posto e raggiungere Kampung Juara, altra località interessante della costa opposta. Rimanendo sulla costa, invece, andate a Paya, una zona da favola per quanto riguarda le ricchezze delle sue acque: impossibile evitare di fare snorkeling per illuminare i propri occhi alla vista dei suoi coralli.

Kuala Lumpur: la capitale della Malesia
Lasciate ora Kuantan e dirigetevi a Kuala Lumpur; ci potete arrivare con il servizio di bus di Kuantan, senza grosse spese. Solo 3 parole per descriverla. La prima è altezza. Infatti, lo skyline della capitale della Malesia raggiunge picchi altissimi. In primo luogo, occorre menzionare la KL Tower (Kuala Lumpur Tower), la torre alta 421 metri e dotata di un ristorante e di un ascensore che vi permetterà di accedere ad una vista mozzafiato sulla città. In questo posto accadono ogni tanto degli eventi particolari: alcuni temerari corridori si affrontano ad una sfida che li vede percorrere di corsa tutte le scale che portano all’ultimo piano.

Come seconda grande altezza di Kuala Lumpur si cita la maggiore, i 452 metri raggiunti delle Petronas Towers. Una vera potenza dell’ingegneria, inaugurate nel 1996, sono costituite da due torri svettanti collegate da un ponte all’altezza di 171 metri, lo Skybridge, utile per transitare da una torre all’altra senza ritornare al piano terra. Gli abitanti della capitale della Malesia e i turisti vi entrano quando fa caldo e andare per le strade è una sfida, persa in partenza, contro l’afa; queste torri, così come palazzi, centri commerciali e spazi chiusi della città, sono dotate di aria condizionata!

La seconda parola è sacro. Uno dei templi che meglio la incarna è il quello di Thean Hou, esteso complesso architettonico che fa incontrare i tre credi del taoismo, del confucianesimo e del buddhismo cinese. A segnare l’importanza del mare come via di comunicazione e di sussistenza per queste aree della Malesia è Mazu, la divinità del mare a cui il tempio è dedicato. Il luogo è situato in una zona centrale della città su una piccola collinetta. Sacro è anche il sito delle Batu Caves, le meravigliose grotte che si trovano a una manciata di chilometri dal centro città.

Per la terza parola, divertimento, dedichiamo spazio all’attrazione turistica preferita dai grandi e dai piccini di Kuala Lumpur il KLCC Park. Sono affascinanti i parchi situati nel bel mezzo della capitale della Malesia e sono particolarmente suggestivi se si accostano ai quartieri metropolitani: il parco KLCC rientra proprio in questa categoria. Raccoglie aree per far divertire i bambini, con giostre e sentieri dove passeggiare in tranquillità; ma anche un percorso per fare jogging; ambitissime anche alle piscine a cielo aperto, tra cascate e fontane. Il tutto avendo sullo sfondo e non lontano le Petronas Tower.

La rossa Malacca
Questo nostro itinerario di visita della Malesia si conclude in Malacca, termine con il quale si indicano sia l’intera penisola occupata da Thailandia e Malaysia, sia lo stretto ma anche, nel nostro caso, uno Stato della federazione malese, il cui capoluogo si chiama… Malacca. Il suo piccolo territorio, nella porzione sudoccidentale della Malesia peninsulare, è battuto dai monsoni: quando andare? Il periodo più piovoso è tra ottobre e marzo.

Per conoscere Malacca, torniamo al XVII secolo, epoca in cui sorse il più antico tempio cinese nella terra di Malesia. Stiamo parlando del Cheng Hoon Teng, tempio buddista e cinese che dà inizio alla vostra visita a Malacca. Si narra che questo bellissimo tempio fosse stato costruito per opera di tre uomini, due dei quali riposano proprio qui. Accedendo all’area del tempio, troverete un luogo all’aperto, un cortile di transito alle zone di preghiera. Come se fosse una prima tappa del cammino di preparazione al luogo sacro: una volta che si è entrati, si è pronti per sostare in preghiera o per visitare le sale dedicate a varie divinità.

In questo viaggio nella storia della città, una delle mete utili ad approfondire l’anima di Malacca è il Museo marittimo. Dirigetevi quindi verso il fiume, si trova lungo la Jalan Merdeka. Tra le sue parti più interessanti c’è la ricostruzione della Flor de la Mar, la potente imbarcazione di Alfonso de Albequerque, il portoghese che conquistò la città di Malacca. Si ricorda però la tristezza del suo viaggio di ritorno, quando la sua nave si scontrò contro le coste di Sumatra. Questo evento storico racconta anche la grandiosità della città, dato che un tempo Malacca era una ricca e strategica area di approdo e di comunicazione con le altre zone della Malesia.

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