Viaggio ad Aldabra, la casa delle tartarughe giganti

La straordinaria isola di Aldabra delle Seychelles, visitare la natura incontaminata dove abitano diverse specie animali, e fare il bagno con balene e delfini

La spiaggia presso Aladabra cosa vedere nelle Seychelles

Aldabra è un atollo di forma rettangolare che si estende per una lunghezza di 35 chilometri e per una larghezza di più di 12, è considerato il secondo atollo del mondo in termini di grandezza dopo quello di Kiribati nell’Oceano Pacifico. Aldabra è costituito da 4 isole coralline separate da canali stretti, ovvero l’Isola del Sud detta Grande Terre, Malabar conosciuta anche come Middle Island, l’Isola di Polymnieli e l’Isola di Picard denominata anche West Island.

Oltre a queste quattro isole l’atollo è composto da altri 40 isolotti minori, le grandi isole racchiudono le acque formando una splendida laguna dai fondali bassi, mentre all’esterno l’atollo è protetto da una barriera corallina la cui erosione ha dato vita a forme spettacolari di roccia e fango. L’atollo di Aldabra, data la bellezza della sua natura incontaminata, è considerato uno dei Patrimoni dell’umanità Unesco ed è ritenuto un prezioso laboratorio di ricerca, con i suoi coralli di 125.000 anni. Vi sono inoltre presenti tartarughe di dimensione gigante, oltre 150.000 esemplari che in questo luogo hanno trovato un habitat confortevole.

Fortunatamente la mancanza di acqua dolce non ha permesso l’insediamento dell’uomo, preservando Aldabra da contaminazioni e lasciando che la natura fosse padrona assoluta del territorio. Ad oggi l’unica agglomerato esistente si trova a sud-ovest dell’isola e si tratta del Research Officer, l’Island Manager con i suoi rengers e il personale a servizio della Seychelles Island Foundation che gestisce le isole.

Il periodo migliore per recarsi all’isola di Aldabra è quello fra il mese di aprile e quello di ottobre, il periodo invernale è particolarmente caldo e secco, mentre la stagione estiva risulta essere calda ma umida con molte possibilità di piogge e tempeste tropicali, è bene ricordare che l’atollo trovandosi a sud dell’equatore può essere soggetto all’arrivo di cicloni tropicali. Una volta preparato il vostro bagaglio non vi resta che partire alla volta di questo sorprendente paradiso.

Arrivando all’isola di Aldabra dovrete iniziare a fare la conoscenza di coloro che regnano sovrane sul territorio, le tartarughe, come precedentemente detto questi animali sono i protagonisti di Aldabra con la Aldabrachelys gigantea, questa testuggine di dimensioni enormi possiede un guscio che può raggiungere i 120 centimetri di diametro per un peso totale di circa 2 quintali e mezzo. Oltre a questa specie di rettile, l’atollo ospita anche le grandi tartarughe di mare, i granchi di Aldabra. Detti anche granchi del cocco, questi ultimi possono arrivare a pesare oltre 4 chilogrammi: aspettatevi dunque di vedere animali che nell’immaginario comune sono di piccole dimensioni essere davvero giganteschi.

Indubbiamente potrete dedicarvi allo snorkeling e i sub potranno immergersi per vedere la barriera corallina, se siete fortunati potreste ritrovarvi a fare il bagno poco distante da qualche balena o delfino che si spinge verso le acque fuori dal canale principale della laguna. Anche i volatili richiameranno la vostra attenzione, potrete infatti ammirare l’Aldabra fody e Soumanga Sunbird, e spostandovi all’isolotto Polymnieli potreste incontrare il flyghtless rail appartenente alla famiglia degli ormai estinti Dodo e uccello elefante.

Nonostante la mancanza di acqua dolce, che avrebbe dovuto scoraggiare l’intromissione dell’uomo in questo magnifico equilibrio naturale, l’atollo di Aldabra ha comunque subito danni che hanno seriamente minato l’ecosistema, nel XVIII secolo infatti i primi navigatori occidentali approdati sull’isola iniziarono a decimare le tartarughe perché considerate enormi riserve di cibo da stipare nelle cambuse delle navi per essere consumate durante le tratte di navigazione.

Secondo un registro di bordo di una spedizione, due navi fecero un approvvigionamento di 1200 tartarughe. In breve tempo le tartarughe furono all’orlo dell’estinzione, nonostante Charles Darwin scoraggiasse attraverso numerosi appelli questa caccia spietata, i marinai continuarono nel loro intento impiegando anche una giornata intera alla ricerca di un solo esemplare da poter caricare a bordo delle navi. Grazie al progresso tecnologico che permise di trovare alternative per la sussistenza degli equipaggiamenti, la caccia alle tartarughe cessò permettendo loro di riprodursi e ripopolare la zona di Aladabra.

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