Vacanze in Indonesia: viaggio tra le metropoli e la natura

Cosa vedere in Indonesia, il più grande “Stato arcipelago”: la metropoli Giacarta, i grandi laghi vulcanici, i templi indù e le isole da sogno.

Con le sue quasi 18 mila isole, l’Indonesia è il più grande “Stato arcipelago” del mondo e anche una delle mete più ambite dai turisti provenienti dai quattro angoli del pianeta. Il periodo migliore per andarci in vacanza è certamente la stagione secca, che va da maggio ad ottobre, evitando così il periodo delle piogge, nei restanti mesi, che potrebbe creare qualche intralcio e percorrere le strade fangose, nelle zone meno sviluppate, diventa problematico. I principali scali dei voli internazionali sono agli aeroporti di Giacarta e Bali ed è consigliabile arrivarci con i visti turistici validi.

L’Indonesia si offre ai suoi visitatori con un ampio ventaglio di possibilità: il clima tropicale e la natura lussureggiante e selvaggia, isole densamente popolate (l’Isola di Giava ha 114 dei quasi 260 milioni di abitanti – in totale – di tutto l’arcipelago), almeno 150 vulcani attivi, compreso il Krakatoa e il Tambora, entrambi famosi per le loro terribili e devastanti eruzioni del XIX secolo. Sono comunque almeno una decina i punti di particolare interesse che dovrebbero rientrare in un tour in Indonesia.

Cominciando dall’Isola di Giava, nella sua parte centrale, c’è il maestoso altopiano di Dieng, formatosi a seguito dell’eruzione del Prau, a 2000 metri s.l.m., punteggiato di antichi tempietti indù, impreziosito dal lago turchese Telaga Warna e dalle pozze di fango in ebollizione di Kawah Sikidang. Da qui ci si sposta un po’ a sud est, verso la città di Yogyakarta, il centro della cultura e dell’arte giavanese: là si potrebbe girare per giorni ammirando i maestri della tecnica batik, gli spettacoli di teatro, musica e poesia giavanese, gli spettacoli di burattini. Nei dintorni della città ci sono i magnifici templi di Borobudur, patrimonio mondiale dell’Unesco, e Prambanan.

Ancora a Giava, andando a ovest, si arriva a Bandung, la terza città per grandezza dell’Indonesia, con i suoi quasi 3 milioni di abitanti (salgono quasi a 6 se si comprende l’intera sua area metropolitana). Posta a circa 800 metri s.l.m., è circondata da montagne di origine vulcanica; nei dintorni ci sono piantagioni del tè e lo spettacolare lago Kawah Putih. Aspetti questi che fanno da netto contrasto ad una città che porta la fama d’essere la “Parigi di Giava”, per le sue tracce del tempo in cui era la sede della Compagnia olandese delle Indie Orientali; oggi è una moderna metropoli contemporanea.

Puntando a nord ovest, a circa 180 chilometri di distanza, sorge Giacarta, la capitale dell’Indonesia, oltre 10 milioni di abitanti: una città tentacolare, moderna e caotica, mescolanza di etnie, tradizione e innovazione, povertà e ricchezza, che riserva non poche sorprese. I suoi parchi, ad esempio: il Lapangan Banteng, in centro, vicino alla Moschea Istiqlal, la più grande del sud-est asiatico e la più grande moschea sunnita; il Suropati Park, di più di 16 mila metri quadrati, circondato da diversi edifici coloniali olandesi; piazza Merdeka con l’enorme Monas (obelisco di 137 metri), monumento che celebra la lotta per l’indipendenza indonesiana, cuore della “piazza-parco” più grande del mondo, su cui si affaccia anche l’interessante Museo nazionale.

Dirigendosi verso la parte occidentale di Sumatra, una bella parentesi di serenità e tranquillità, lontano dal frastuono urbano è offerta dalla gita al lago Maninjau, là dove c’era il cratere di un vulcano, a circa 460 metri s.l.m. Ancora più a nord, si trova il grande Toba, lago vulcanico di più di mille chilometri di superficie, a più di 800 metri s.l.m. Si ritiene che possa essere il risultato dell’eruzione di un supervulcano verificatasi quasi 80 mila anni fa, una delle più catastrofiche dell’ultimo mezzo milione di anni. Come conseguenza di questi eventi, al centro del cratere si formò anche una montagna che oggi è l’isola di Samosir.

Spostandosi a oriente, verso le isole Nusa Tenggara, vicino a quella occidentale c’è l’isola di Lombok dove si può godere della celebre e cullante spiaggia di Kuta, famosa per la sabbia bianca, quasi desertica. Procedendo ad oriente, prima dell’isola Nusa Tenggara orientale, c’è l’isola di Komodo, celebre “casa” del misterioso drago (o varano) di Komodo, una specie di lucertola gigante, la più grande del mondo, lunga 3 metri e con un peso fino ai 70 chili: ma attenzione a non concedere troppa confidenza all’affascinante creatura perché possiede artigli affilati e saliva velenosa.

Cambiando isola e muovendosi ancora un po’, a nord, nel Sulawesi settentrionale c’è la città di Manado: per molto tempo prospero centro di fiorenti attività commerciali, dopo la seconda guerra mondiale ha visto la distruzione di gran parte degli uffici presenti. Oggi la città merita una visita perché è sede di alcune delle più grandi chiese della regione. Infine, verso Papua occidentale, ci sono le Raja Ampat, 1500 piccole isole, un vero sogno per gli appassionati di immersione e di snorkeling. Il paesaggio sottomarino è a dir poco incredibile e comprende una delle più ricche barriere coralline del mondo.

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