Uruguay, la meta più insospettabile del Sudamerica

Al contrario di Argentina, Brasile e Perù, l'Uruguay non è mai tra le prime mete di viaggio. Ma dovrebbe esserlo

L’Uruguay “è uno di quei Paesi dove dovrebbero mettere delle porte di calcio alle frontiere. Quel Paese altro non è che un gran campo di football con l’aggiunta di alcune presenze accidentali: alberi, mucche, strade, edifici…”.

A dirlo è stato Jorge Valdano, ex calciatore argentino nonché Campione del Mondo con la Nazionale argentina nel 1986.

Ed è in Uruguay che si coltiva la ‘garra charrua’ ovvero quell’attitudine tutta uruguagia che porta i giocatori (ma tutta la popolazione in generale) a dare sempre tutto, anima e corpo, sempre, fino all’ultimo istante. Non esiste una traduzione, somiglia alla grinta ma è qualcosa di più.

Questo è uno dei tanti aspetti insospettabili di questo Paese del Sudamerica che, al contrario di Argentina, Brasile e Perù, non è mai tra le prime mete di viaggio, ma che dovrebbe esserlo.

Per esempio, non tutti sanno che anche in Uruguay si balla il tango, come in Argentina. Ma non solo: l’icona stessa di questo ballo, celebre in tutto il mondo, e cioè il brano musicale ‘La Cumparsita’, è nata a Montevideo, in Uruguay. ‘La Cumparsita’ nacque proprio nella Capitale e fu composta dal musicista uruguayano Gerardo Matos Rodriguez tra la fine del 1915 e l’inizio del 1916. Fu eseguita per la prima volta in assoluto in un bar al centro della città. Il nome stesso del brano fa riferimento a Montevideo in quanto nacque in occasione dei festeggiamenti del carnevale, come marcetta di una “comparsa” (gruppo mascherato) di studenti di Montevideo. Il più celebre brano di tango è stato quindi proclamato nel 1997 inno popolare e culturale uruguaiano. Ancora oggi i due Paesi, che confinano tra loro, si contendono la paternità di questo genere musicale, dichiarato dall’Unesco Patrimonio immateriale dell’Umanità.

E a proposito di carnevale, non tutti sanno che, se quello di Rio è il più famoso del mondo, quello uruguayano è il più lungo: dura ben 40 giorni. I festeggiamenti si aprono con una grandissima sfilata in costume, con musica e danze, per poi concludersi con un concorso. Le ‘Società di Negri e Lubolos’, chiamate anche ‘comparse’, sono i gruppi carnevaleschi che interpretano diversi ritmi musicali legati al tango e al ‘candombe’, un altro genere musicale tipico dell’Uruguay di origine africana accompagnato dai tamburi.

E poi c’è il legame che questo Paese ha con l’Italia che di cui pochi sanno. Infatti, in Uruguay c’è un pezzo di Piemonte. Si tratta di Peñarol, un centro abitato fondato da Giovan Battista Crosa, un emigrato arrivato da Pinerolo, in provincia di Torino, nel 1790. A distanza di anni è diventato un ‘barrìo’ di Montevideo dove la metà della gente ha origini italiane. Non vi è venuta voglia di andare alla scoperta di un Paese di cui si sa ancora così poco? Vi sentirete come a casa.

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