Una settimana in Oman, quando il clima è perfetto

Visitare l’Oman fra aprile e maggio quando il clima è perfetto, è come vivere tutte le Mille e una Notte in una sola vacanza.

Il Sultanato dell’Oman è situato nella zona sudorientale della penisola arabica e si estende per oltre 300.000 chilometri. È il punto in cui l’Asia e l’Africa s’incontrano e in cui coesistono tre climi diversi: temperato, desertico e tropicale. L’Oman è infatti abbracciato dalle montagne e i suoi deserti si spengono nell’Oceano Indiano e nel Mar d’Arabia. Attualmente è un Paese ancora poco conosciuto, ma che certamente merita più di una visita.

Con un clima caldo tutto l’anno e che in estate può diventare rovente, scegliere la primavera, da marzo a maggio, significa davvero godersi il meglio che questo Paese ospitale e generoso può offrire. Fra broccati, spezie e gioielli tradizionali che si vendono nei tanti suk delle sue città, passando al deserto con le sue altissime dune, fino alle spiagge da sogno, l’Oman vi abbaglierà e vi farà venir voglia di tornare presto a scoprire altri suoi tesori.

Se avete scelto la primavera, con il suo clima gentile, iniziate ad assaporare l’Oman dalla natura. Raggiungete la riserva naturale di Ras Al Jinzil, dove le tartarughe depositano le uova. In aprile, con un po’ di fortuna e prenotando la visita, potrete assistere alla corsa di migliaia di tartarughini che emergono dalla sabbia per prendere il mare. La riserva si trova lungo la costa, attorno a Ras Al Hadd, a circa 3 ore di macchina dalla capitale Muscat e offre visite guidate alle 9.00 e alle 16. È bene andarci con scarpe comode per camminare agevolmente sulla sabbia.

Data la stagione magica della primavera e il clima dolce che inonda l’Oman fra aprile e maggio, sposatevi poi nella zona montagnosa di Jabal Al Akhdar, in cima al massiccio di Hajar. Qui la terra s’inonda di sfumature che vanno dal rosa pallido al cremisi per il periodo della fioritura delle rose. Le rose, coltivate da secoli secondo la tradizione, sono raccolte in questo periodo dell’anno con cura al fine di ricavarne l’attar, la preziosa acqua di rose che è l’emblema del Paese e della sua cultura raffinata.

Prima vengono selezionati i petali per la distillazione, poi sono deposti nei borma, le ciotole di argilla, che a loro volta contengono acqua fresca e che quindi sono adagiate sul fuoco. Qui i vapori distillano la preziosa acqua di rose, elemento base di molti profumi omaniti, impiegata anche nella squisita pasticceria. La montagna delle rose si trova a 160 chilometri di strada asfaltata da Muscat e l’ultimo tratto che attraversa i villaggi è percorribile solo con fuoristrada.

L’Oman è anche patrimonio Unesco. Nella regione della Dhakiliya sorge infatti la fortezza di Bahla, una delle 4 fortezze storiche del Paese. Eretta tra il XII ed il XV secolo in adobe, un misto di argilla, sabbia e paglia essiccato al sole, è un esempio tipico e magnifico di architettura imponente delle zone predesertiche. La fortezza è entrata a far parte del patrimonio dell’umanità dal 1987 e da allora sono stati portati a termine imponenti restauri lungo i 12 chilometri di mura che circondano il forte. Visitare Bahla con il clima primaverile vi permetterà di godere del forte senza languire nei caldi del deserto.

Patrimonio dell’umanità dell’Unesco è stata nominata anche la via dell’incenso, che attraversa la regione del Dhofar nel sud dell’Oman e che può finalmente essere percorsa in diversi tratti. La strada attraversa il deserto e le alture; un tempo permetteva il commercio di una preziosa resina ricavata dal boswellia, un arbusto prezioso, che ha fatto la ricchezza del Sultanato e ancora oggi è nota nel mondo. Il cuore della regione è Salalah, la capitale rinomata proprio per il suk dell’incenso. Grazie al clima primaverile, potrete vivere pienamente la natura rigogliosa, fra i banani e le palme da datteri, della terra più fertile di tutto l’Oman. Poi dirigetevi verso i siti archeologici, a nord.

Visitate anche Mirbat, l’antica capitale del Dhofar e percorrete per un po’ la strada verso il deserto Roub Al Khali, fino alla città perduta di Ubar, senza mancare i wadi, dove cresce l’albero dell’incenso. I wadi sono dei canyon tipici dell’Oman, e solitamente alla loro base scorre un fiume che rende la zona fertile ma a rischio di inondazioni. Il fondo di questi canyon è rigoglioso e viene frequentemente coltivato. Il consiglio è di visitarne più di uno, magari scegliendo quelli che hanno dato vita a tipici villaggi. Anche l’antica via dell’incenso, con i wadi, sono diventati patrimonio dell’Unesco.

Una settimana in Oman, quando il clima è perfetto