Sachalin, la Russia più remota ha aperto le porte al turismo

Decisamente fuori dalle più tradizionali rotte turistiche, Sachalin è la più grande isola russa. E merita d'essere scoperta

Chi sceglie di visitare la Russia punta, di norma, al fascino (decisamente inflazionato) di Mosca e San Pietroburgo. Due città straordinarie, ma ben presenti nelle più battute rotte turistiche.

Se si volesse avere un assaggio del lato più autentico e più selvaggio del Paese, tuttavia, è oggi possibile optare per destinazioni semi-sconosciute che – solo negli ultimi tempi – si stanno svelando ai turisti. È il caso di Sachalin, remota isola del Pacifico settentrionale, nell’Estremo Oriente russo. In genere “ignorata” in favore di Kamchatka e dei suoi spettacolari vulcani, o magari del capolinea orientale della transiberiana Vladivostok, Sachalin – di recente – ha iniziato ad essere presente sui taccuini dei più avventurosi e curiosi viaggiatori.

Sachalin

Cosa fare una volta sbarcati sull’isola? Sicuramente, visitare la capitale Južno-Sachalinsk: si trovano qui le maggiori infrastrutture, a cominciare dall‘aeroporto internazionale in cui decollano e atterrano voli da Mosca, Tokyo, Seoul e Sapporo. Sebbene ad un primo sguardo possa sembrare la classica città russa di provincia, con le sue architetture sovietiche, Južno-Sachalinsk ha in realtà molto da offrire: su tutti, lo Yuzhno-Sakhalinsk Military Museum dedicato alla II Guerra Mondiale e la Cattedrale Ortodossa della Natività, con le sue cupole dorate a forma di cipolla. E poi i memoriali dedicati alla Guerra, che segnano il ritorno dell’isola alla Russia (1945) dopo quattro decadi di dominio giapponese.

Cattedrale di  Južno-Sachalinsk

Ma, Sachalin, è soprattutto terra di splendidi contrasti. Qui la città convive, letteralmente, con la montagna. La località sciistica di Gorny Vozdukh è raggiungibile a piedi da Victory Square: il punto più alto del Monte Bolshevik, sito a 600 metri, non sarà per bellezza paragonabile ai resort sulle Alpi ma è innevato per tutto l’inverno, e permette di godersi un panorama straordinario quando – sci ai piedi – si scende lungo le sue piste.

Oltre alla città e alla montagna, qui, c’è poi il mare. Che non è mai troppo lontano, dal momento che l’isola ha una larghezza molto ridotta. E la sua presenza è ben evidente anche nella cucina di Sachalin: qui si gustano straordinari piatti a base di pesce, e la specialità locale è il granchio gigante. E poi salmoni, ostriche, frutti di mare.

Gorny Vozdukh

A Sachalin, i più avventurosi possono cimentarsi in una battuta di pesca. Oppure, dedicarsi all’espolarazione delle sue coste: ci sono le monumentali formazioni rocciose di Cape Giant, i leoni marini che popolano Nevelsk, c’è l’isola disabitata e trasformata in riserva naturale di Moneron.

Oppure Bukhta Tikhaya, un luogo unico al mondo soprattutto in inverno, quando è completamente isolato e immerso in un’atmosfera da fiaba. Un angolo d’Antartide, non lontano dalle coste russe.

Sachalin

Sachalin, la Russia più remota ha aperto le porte al turismo