La top ten delle foreste italiane

Alla scoperta delle 10 foreste più belle della penisola italiana

In un certo senso, visitare le 10 foreste italiane più belle ci permette di percorrere la nostra penisola e conoscerne gli angoli più appartati che possono celare paesaggi mozzafiato.

La prima tappa è Tarvisiano (Udine). Questo piccolo angolo di mondo è famoso per i suoi abeti rossi, ampiamente impiegati per produrre i migliori violini che si possono trovare sul mercato. Poco più ad Ovest, nelle prealpi a cavallo tra Veneto e Friuli, si trova Cansiglio, che durante la dominazione della Serenissima ne divenne la fonte principale di legname, anche se comunque con politiche di controllo che si potrebbero considerare all’avanguardia per quei tempi. L’ultima tappa a Nord si trova nei pressi del fiume Mincio, in provincia di Mantova. Il bosco Fontana venne costituito inizialmente come terreno di caccia per la famiglia Gonzaga. Anche a loro si deve un’ottima politica di protezione di selvaggina e piante, creando dei microsistemi al suo interno che lo rendono preziosissimo.

Passando al Centro Italia, ci fermiamo a Vallombrosa (Firenze), in un bosco di conifere e latifoglie che circonda l’abbazia che ne porta il nome e a cui si deve la prosperità. Scendendo verso la capitale, ci si imbatte in un parco notoriamente conosciuto più per i misfatti accadutivi che per l’importanza naturalistica. Si tratta del Circeo (Latina), protetto per volere di Mussolini negli Anni Trenta e ultimo testimone dell’ambiente che regnava in questa zona prima delle bonifiche della piana pontina. Rispetto alle altre foreste qui descritte è la più piccola, ma per importanza è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Nell’Italia del Sud possiamo visitare tre importanti foreste, iniziando da Sasso Frattino (Caserta), che possiede il primato di essere stata la prima riserva protetta della Repubblica Italiana, fondamentale per il ripopolamento dei cervi. Passando sul versante adriatico troviamo la Foresta Umbra nel cuore del Gargano, popolata dagli ultimi esemplari di capriolo italico. Scendendo in Calabria, i Giganti della Sila ci lasceranno a bocca aperta: si tratta di pini larici ultracentenari che misurano fino a 45 metri d’altezza, ricordando le sequoie del Nord America.

In Sicilia è degno di una visita il bosco della Ficuzza (Palermo), tutelato dai Borbone come casino reale di caccia e conosciuto per i gorghi e la foresta mediterranea sempreverde. Infine, la Sardegna ci regala il Supramonte, con contrasti unici andando dalle distese di lecci alle gole profonde, passando per i nuraghi.

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