Jeju Island, paragonata a Capri, può essere la meta turistica di domani

Alla scoperta di Jeju Island, isola della Corea del Sud destinata a diventare sempre più popolare anche tra i turisti occidentali

Ai più, il nome Jeju Island non dirà niente. Eppure, quest’isola sud-coreana potrebbe presto diventare una popolare destinazione turistica. Non a caso, si è guadagnata il soprannome di “Capri coreana”.

Jeju Island è un’isola incredibile: col suo susseguirsi di boschi e di vulcani, di faraglioni e di musei, è un piccolo paradiso affacciato sul Mar Giallo. Ed è la meta turistica più amata dai sudcoreani, soprattutto dalle coppie in viaggio di nozze. Collegata tramite voli quotidiani alle maggiori città d’Oriente (Tokyo, Osaka, Pechino, Shanghai) e ai principali aeroporti della Corea del Sud, è capace di conquistare anche i visitatori europei col suo splendido panorama.

Non servono visti, per arrivare a Jeju Island. Basta la voglia di scoprire un posto nuovo. Ad accogliere i turisti, una foresta tropicale trasformata in parco nazionale, una costa selvaggia, tante cascate, e la montagna più alta della Corea del Sud: coi suoi 1950 metri, l’Hallasan offre un incredibile spettacolo nel cuore di una natura selvaggia. Partendo all’alba, la si può scalare per poi ridiscendere in giornata; altrimenti, ci si può prendere tutto il tempo necessario per ammirare questa Biosfera dell’UNESCO ricca di piante alpine e amata dalle farfalle.

Jeju Island, paragonata a Capri, può essere la meta turistica di domani

C’è anche un geoparco UNESCO, a Jeju Island: è la caverna di Manjang che – coi suoi 8 km di buio, stretti cunicoli e ristagni d’acqua – è sconsigliata ai claustrofobici, ed è il più lungo tunnel di lava al mondo.

Ma quest’isola della Corea del Sud non stupisce solo per la natura: anche la sua cultura è unica. Il suo simbolo, che si può ritrovare davvero ovunque, è la statua intagliata che ritrae un uomo anziano. La produzione di queste opere cominciò nel 1774, quando il governatore della Corea dell’epoca chiese agli isolani di produrne 48 esemplari. Da allora, la tradizione non si arrestò. Così come non si è mai arresta la tradizione delle “lady divers”, le signore delle immersioni, che ancora oggi si immergono fino a 10 – 20 metri di profondità senza l’ausilio di bombole o altre strumentazioni: la loro età media è di 65 anni, ma alcune ne hanno anche più di 80, e vederle all’opera è straordinario.

Jeju Island, paragonata a Capri, può essere la meta turistica di domani

Ci sono poi le cascate, e le spiagge. Perché Jeju Island è prima di tutto una destinazione paradisiaca. Una piccola Capri, con tanto di faraglioni, ma anche una specie di Las Vegas fatta di lussuosissimi ed enormi hotel. Le spiagge più belle? Emerald Bay, Gwakji, Hamdoek e Shinyang.

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