In questo luogo della Terra è come andare sulla Luna

È a Craters of the Moon che gli astronauti dell’Apollo si esercitarono prima di mettere piede sulla Luna

È qui, a Craters of the Moon, nello Stato dell’Idaho, che gli astronauti dell’Apollo 11 eseguirono parte del loro addestramento prima di mettere piede sulla Luna il 20 luglio del 1969.

Un campo di roccia lavica, il cui aspetto allora sembrava potesse ricordare il suolo lunare servì loro per imparare a cercare e a raccogliere campioni di rocce, in un ambiente non familiare e dalle condizioni estremamente difficili. Il luogo perfetto per prepararsi al primo allunaggio.

Una volta giunti sul satellite, però, scoprirono che il terreno del Cratere della Luna era molto diverso dall’originale. La superficie della Luna non assomiglia poi così tanto a questa parte dell’Idaho. Gli astronauti della Nasa scoprirono, infatti, che i crateri della vera Luna sono stati quasi tutti generati da meteoriti, mentre quelli sulla Terra sono stati generati da eruzione vulcaniche. Ma tant’è. Oggi Craters of the Moon è il luogo della Terra che più somiglia alla superficie lunare ed è ancora meta di pellegrinaggio dei fan dell’allunaggio e di turisti che visitano la riserva nazionale come una delle più belle e originali degli Stati Uniti.

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È qui che si trovano i migliori esempi di spaccature aperte del mondo, tra cui la spaccatura più profonda conosciuta sulla Terra, che ha una profondità di 240 metri. A 1.800 metri di altitudine, quest’area protetta, a metà strada tra il Parco nazionale di Yellowstone e la città di Boise, Capitale dello Stato americano, rappresenta una delle aree basaltiche meglio conservate negli Stati Uniti continentali. Comprende tre campi di roccia lavica principali lungo il Gran Rift e circa mille chilometri quadrati di praterie di steppa per un totale di un’area di 2.893 km quadrati (1117 miglia quadrate).

Ben 25 sono i coni vulcanici e 60 le colate laviche solidificate che formano Craters of the Moon Lava Field. Si calcola che abbiano un’età compresa tra 15mila e “solo” 2000 anni, tra cui Kings Bowl, un’apertura che porta direttamente al centro della Terra.

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Qui si possono trovare degli esempi di quasi ogni varietà di roccia lavica basaltica così come calchi di alberi ovvero delle cavità lasciate dagli alberi inceneriti dalla lava, dei tunnel di lava – di fatto, delle grotte – e molte altre caratteristiche vulcaniche.

Robert Limbert, che tra i primi scoprì questa zona e che nel 1920 – quasi 50 anni prima dell’allunaggio – le diete il nome di “Craters of the Moon” scrisse a proposito del paesaggio che vide: “È il gioco di luci al tramonto attraverso questa roccia lavica ad incantare lo spettatore. Diventa un mare contorto e ondulato. Al chiaro di Luna la sua superficie vetrata ha una lucentezza argentea. Anche se si resta fermi a guardare, essa varia ugualmente a causa delle mutevoli condizioni di luce e di aria. È un luogo di colori e silenzio”. Ed è la sensazione che hanno oggi tutti coloro che visitano questa riserva americana.

Il Visitor Center per accedere alla riserva è vicino all’unica entrata. Vari display e pubblicazioni insieme a un video sulla geologia dell’area aiutano i visitatori ad orientarsi. D’estate i ranger organizzano passeggiate guidate, ma i tour autoguidati sono disponibili tutto l’anno e sono facilmente accessibili nel percorso guida (Loop Drive) che termina alla Cave Area che comprende una serie di grotte corrispondenti a tunnel di lava.

È possibile percorrere un sentiero pavimentato lungo meno di 400 metri attraverso il North Crater Lava Flow che si è formato circa 2200 anni fa. Per ammirare tutto il Craters of the Moon il punto più panoramico è l’Inferno Cone Viewpoint che si trova in cima al cono di cenere Inferno Cone e che è raggiungibile seguendo un ripido sentiero.

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