Cosa vedere nella capitale del Laos, dove il tempo scorre lento

Tour nella capitale del Laos, Vientiane, con i suoi molti templi buddisti, il Buddha Park, il centro multimediale del Cope e il mercato sul fiume Mekong.

Una vacanza in Laos rappresenta l’occasione per prendersi una pausa dal ritmo intenso e frenetico della vita occidentale, per abbracciare lo scorrere lento e meditativo del tempo che si percepisce in Oriente. È strano a dirsi ma una città di quella che si chiamava un tempo Indocina, una città come la capitale del Laos, Vientiane – circa 800 mila abitanti – offre certamente gli agi della grande metropoli ma anche parentesi inattese di relax, pace, concentrazione e meditazione.

Vientiane si espande su una insenatura del fiume Mekong, le sue principali strade che convogliano il traffico sono parallele al lungo fiume mentre la più larga ed ampia via, la Lane Xang Avenue, va in direzione nordest dal Palazzo presidenziale della capitale correndo attorno al Patuxai (il monumento alla vittoria) fino al That Luang Stupa, il più importante monumento religioso del Laos.

La maggior parte dei ristoranti, caffetterie, hotel e guesthouse sono nel centro della città e passeggiare per la capitale del Laos è abbastanza semplice, sia a piedi che in bicicletta o tramite uno dei tanti tradizionali tuk tuk (colorati moto-taxi a tre ruote). Ci sono molti piccoli negozi che vendono generi alimentari, anche di tipo occidentale, ed altre cose di prima necessità. È molto ampia la varietà di cucina presente a Vientiane e si passa facilmente dalle bancarelle di strada ai ristoranti che propongono cucina locale, europea, giapponese, indiana o vegetariana.

Ma la capitale del Laos è anche altro che va oltre la routine, a volte un po’ scontata, del turista occidentale. È una città autentica dove i turisti non mancano ma il turismo non ne ha ancora la vera natura. È una città mossa dall’azzurro delle acque del Mekong, l’arancione delle vesti dei monaci, i colori squillanti dei templi, la nobiltà, altera e un po’ antica, dei palazzi coloniali un po’ scrostati e i profili squadrati e un po’ anonimi dei palazzi governativi.

La bicicletta è forse, allora, il mezzo ideale per la perlustrazione slow della capitale del Laos. Affittarne una, nelle molte guesthouse e nei negozi del centro, costa il corrispondente di circa un euro al giorno (10.000 kip della moneta locale). Si inforca e si va, facile e sicuro, verso il Patuxai, l’Arco di Trionfo di Vientiane – costruito tra il 1962 e il 1968 in memoria dei defunti della guerra per l’indipendenza contro la Francia – dove fare una sosta per ammirare la città dall’alto (ingresso 3.000 kip), ma anche la sua famosa fontana musicale e i vicini giardini.

Da lì, proseguendo per il Th That Luang, si raggiunge il Pha That Luang, cioè il Grande Stupa Dorato, il simbolo della capitale laotiana. Si tratta di un’imponente struttura religiosa buddista eretta nel 1566, alta 45 metri e ricoperta completamente d’oro. Dei templi di Vientiane (detti wat) che circondavano lo stupa, oggi ne rimangono solo due: Wat Thatluang Neua e Wat That Luang Thai.

Il primo ha una grande scalinata che conduce all’interno dove si possono ammirare decorazioni e colori meravigliosi. Il secondo è invece è un tempio molto più piccolo di un bellissimo color oro e bianco. A destra del Grande Stupa Dorato si trova il Grande Buddha d’oro dormiente (Wat That Luang Thai), davvero suggestivo per maestosità e grandezza. In quest’area si possono osservare le attività giornaliere e di preghiera dei monaci.

Vientiane è una città piena di templi e la presenza dei monaci è ovviamente una costante. I templi più importanti sono il Wat Si Saket (il tempio più antico di quelli rimasti intatti), con il suo chiostro che include più di duemila statue del Buddha, e l’Haw Pha Kaeo, oggi trasformato in museo nazionale, che custodisce alcune delle più belle statue di tutto il Laos.

Nel cuore della capitale del Laos, tra Th Khounboulom e Th Setthathirath, ci sono alcuni piccoli templi molto discreti ma molto amati dagli abitanti di Vientiane: dal Wat In Paeng, con i suoi memorabili stucchi, al Wat Ong Teu Mahawihan, con la sua enorme statua bronzea del Buddha, al poco frequentato Wat Hai Sok, all’imponente Wat Mixaii.

A questo punto c’è il tempo per un passaggio allo Xieng Khuan, ossia quello che i turisti conoscono come il Buddha Park, un parco che ospita grandi statue di ispirazione buddista e induista, nato nel 1958 dalla originale creatività di un artista laotiano, Luang Pu (il Venerabile Nonno), uno sciamano e maestro yogi decisamente alternativo. Oltre alle statue c’è una insolita e strana struttura a più piani, dalla conformazione di una zucca, che vuole rappresentare paradiso, purgatorio e inferno. Il Buddha Park è a circa 20 chilometri da Vientiane, lo si raggiunge in autobus dalla stazione di Talad Sao oppure in tuk tuk.

A Vientiane non bisogna dimenticarsi di passare, per una visita doverosa, dal Cope (Cooperative Orthotic & Prosthetic Enterprise): non distante dal Mekong, in quella che è la struttura più importante del Paese per la fornitura di protesi, trova spazio un centro multimediale, per i visitatori, dove viene descritto il dramma delle mine e degli ordigni inesplosi che in Laos causano feriti e vittime ancora ogni giorno.

Infine, al calare della sera, ancora lui, il lungo fiume del Mekong, da semivuoto e poco animato si trasforma in un punto animato da suoni, luci e colori. Vientiane si trasferisce qui: le persone vengono per fare jogging, dedicarsi all’aerobica o ai balli di gruppo. Durante la stagione secca, il fiume si ritrae e, dunque, è possibile passeggiare sulla sabbia, lambendo la poca acqua: un’esperienza magnetica. E poi il grande parco della capitale del Laos che costeggia il fiume, di sera, diventa un vero night market che richiama chiama locali e turisti con voglia di fare shopping o semplicemente incontrarsi e fare quattro chiacchiere.

Cosa vedere nella capitale del Laos, dove il tempo scorre lento