Che cosa fare a Playacar, il paradiso caraibico del Messico

Playacar è una lunga striscia di sabbia bianca che costeggia il mare turchese di Playa del Carmen, un vero paradiso caraibico sulla costa del Messico

Playa del Carmen era la spiaggia da cui i Maya salpavano per andare nell’isola di Cozumel a rendere omaggio a Ix Chel, la dea della luna e della fertilità. Capoluogo del comune di Solidaridad, nello Stato di Quintana Roo, questa cittadina oggi in via di trasformazione offre un cuore antico, la stazione degli autobus, l’attracco dei traghetti e una parte nuova molto più mondana. Con le sue vecchie case tipicamente messicane, Playa del Carmen è un posto ancora autentico che nella sua estremità sud sfocia nell’incantevole Playacar.

Il clima gradevole tutto l’anno e la bellezza del Mar dei Caraibi hanno trasformato Playa del Carmen da sonnolento villaggio di pescatori a centro del turismo messicano, portando molti residence di lusso sulla spiaggia di Playacar. Playacar si trova nella Riviera Maya, e inizia dal porto d’imbarco per Cozumel, l’isola dalla barriera corallina seconda nel mondo, che dista circa dieci miglia dalla terraferma.

Il molo ferve sempre di attività e vi invita al viaggio. Comprate il biglietto per il primo traghetto disponibile, ne parte uno ogni due ore circa, e salite a bordo. Un biglietto di andata e ritorno costa 310 pesos, più o meno 14€. In meno di mezz’ora l’Isla de Cozumel vi darà il benvenuto, con il suo fascino caribeño. Se volete fermarvi poco tempo, puntate nel pueblo di San Miguel, cuore caratteristico di Cozumel, fra ristoranti, caffè e colorati negozietti che vi proporranno prodotti di artigianato maya.

Se invece cercate la vita marina dell’isola, i parchi ecoturistici come Chankanaab e Faro Celerain sono tra i più adatti, sia facendo snorkeling sia vere e proprie immersioni. Cozumel offre anche la possibilità di fare escursioni nella foresta e nuotate con i delfini. Alle 19 l’ultimo traghetto vi riporta a Playacar, giusto in tempo per cenare in questo angolo di paradiso. Potrete così vivere la tipica atmosfera della playa messicana, perché è sulla sabbia bianca di questa spiaggia che di solito ci si ritrova alle 2:00 del mattino, dopo che l’ultimo bar ha chiuso i battenti.

Se non avete fatto troppo tardi, l’alba a Playacar vi troverà pronti per partire alla volta di nuove escursioni, che di solito iniziano alle 7.00. Se vi attardate, le barriere coralline che la circondano vi faranno incontrare murene, squali nutrice, gorgonie violette e pesci colorati anche a giorno pieno. Da non perdere, per bellezza e facilità, la Jardines, ricca di coralli duri, spugne e gorgonie, e la Tortuga, dove nuoterete fra decine di tartarughe in tutta sicurezza.

Playacar è una scelta eccellente anche perché ospita alcuni dei complessi alberghieri più belli di tutto la Riviera Maya. Dal Palace Hotel al Riu Mexico Palace fino all’Hotel Sandos Playacar Beach. Il suo clima mite, che si aggira intorno ai 25 gradi tutto l’anno, il cibo gustato a buon prezzo, le case basse dai colori vivi e accesi, le palme e la musica latina che rallegrano ogni angolo, ne fanno uno strategico punto di partenza per alternare qualche escursione indimenticabile al mare caraibico.

Da Playacar in meno di due ore sarete a Cobà la cui origine risale fra il 400 e il 1100 d.C., e che è stata una delle più grandi città del periodo classico maya. Per vederla con calma potete noleggiare le biciclette e arrivare fino ai templi. Un consiglio: non fatevi scoraggiare dai gradoni. Sono più scalabili di quanto non appaiano e comunque dai 40 metri della cima il panorama vi ricompenserà.

Se cercate qualcosa di diverso, puntate sulle piccole piscine d’acqua turchese dove si dice che i maya comunicassero con gli dèi, i cenote. In questi luoghi magici e silenziosi, scavati nelle grotte o protetti dalla giungla, si nuota in acque ricche di minerali come sospesi fuori dal tempo e dal turismo di massa. Anche i cenote all’aperto hanno acque limpide e spesso raccolgono alghe che fanno da balsamo e nutrimento per la pelle. A cinquanta chilometri da Playacar c’è il Gran Cenote. Scendete con cautela la ripida scalinata e vi troverete in questa grande grotta dove c’è una vera e propria piscina, circondata da stalattiti e stalagmiti. L’acqua è gelata ma dopo un tuffo sarete rinati.

Se invece cercate un luogo più facile, allora prendete un minivan e fatevi portare al Cenote Azul, il luogo ideale per le esplorazioni subacquee. Anche i bambini possono nuotare in sicurezza nei pressi di una piccola parete rocciosa. Il Cenote Azul offre anche piccole vasche e facili sentieri da percorrere a piedi e dove magari assaggiare il meraviglioso queso fundido, formaggio fuso, per ristorarvi dal bagno.

Che cosa fare a Playacar, il paradiso caraibico del Messico