Budapest, il cuore della vita notturna è nei ruin bar

Edifici abbandonati che tornano a vivere, seguendo un fenomeno nato agli inizi degli anni 2000

La vita notturna di Budapest è in costante evoluzione ma se volete conoscerne il lato più vero sarà necessario recarsi presso uno dei tanti ruin bar.

Ponendo da parte per un attimo gli aspetti prettamente culturali di Budapest, la città è particolarmente nota tra i giovani per la sua vita notturna. Non avrete però visto il vero cuore pulsante dei locali di Budapest fin quando non vi ritroverete in uno dei romkocsma o ruin bar.

Ruin Bar - Budapest

Fonte Foto: Twitter

Mai come in questo caso il nome spiega ampiamente di cosa si tratti. Bar ricavati all’interno di edifici abbandonati, che vengono totalmente trasformati. Per la maggior parte sono concentrati nel settimo distretto, ovvero nel quartiere ebraico, ma è bene sottolineare come ogni ruin bar abbia una propria anima. I tanti aperti si differenziano tra loro per stile e offerta alcolica, anche se la maggior parte tende ad avere un cortile interno dove rilassarsi. Per quanto riguarda gli interni, l’arredo è quasi sempre alquanto eclettico, mentre cibo e alcool vengono serviti a poco prezzo.

La storia alle spalle dei ruin bar è però drammatica. Basta infatti chiedersi le ragioni per le quali tanti edifici, tra appartamenti e magazzini, siano abbandonati in questo preciso quartiere. Occorre ovviamente tornare indietro fino ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, al tempo dell’occupazione nazista. Gli allora proprietari vennero catturati e deportati e, con uno sguardo al proprio doloroso passato, Budapest tenta di ripartire da quei luoghi, offrendo soluzioni al degrado, anche se le ferite d’allora non potranno mai rimarginarsi del tutto.

Ruin Bar - Budapest

Fonte Foto: Twitter

Il primo ruin bar, il Szimpla Kert, venne aperto nel 2004, dopo un lungo lavoro da parte di alcuni giovani imprenditori, che volevano realizzare uno spazio comune dove poter organizzare eventi a basso costo. Non avevano soldi bastevoli per rimettere a nuovo il posto in Kazinczy Street e così adattarono il tutto al meglio, rendendolo eccentrico e facendo dei ruderi un vanto e un motivo di stile.

In tanti seguirono l’esempio, notando come la novità stava attirando sempre più giovani in quella parte di città, fino a far tornare il quartiere ebraico sulla mappa della vita notturna di Budapest. Ovviamente il passare degli anni ha portato la moda a diffondersi anche in altri distretti, a volte con bar aperti soltanto per pochi mesi. Oggi l’evoluzione di questi luoghi è palese e attirano numerosi turisti. Parlando con la gente del posto e facendo le dovute ricerche, non sarà però difficile trovare alcuni ruin bar che ancora restano legati all’origine del fenomeno, evitando le masse di stranieri a caccia di selfie.

Ruin Bar - Budapest

Fonte Foto: iStock

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