Alba sotterranea, l’itinerario segreto nella Capitale delle Langhe

È una città nella città quella che si scopre nel sottosuolo di Alba e che pochi conoscono

È considerata la Capitale delle Langhe, un bellissimo territorio che, insieme a Monferrato e Roero, è entrato a fare parte della lista dei Patrimoni Unesco nel 2014. Alba è quindi famosa per il paesaggio che la circonda, ma anche per l’enogastronomia. E anche per questo ha ricevuto un altro riconoscimento dall’Unesco, quello per la Città Creativa per la Gastronomia.

La sua Fiera del tartufo bianco, giunta ormai alla novantunesima edizione (nel 2021 si svolge tra il 9 ottobre e il 5 dicembre), attira appassionati e turisti da tutto il mondo. I vini che vengono prodotti sulle colline che circondano la città sono un’eccellenza nel mondo, anche quelli della vigna cittadina dove, in autunno, vengono organizzate vendemmie didattiche.

Alba città è un piccolo gioiello. Era conosciuta per essere la città delle cento torri, tutte costruite tra il XIV e il XV secolo. Di queste torri ne restano solo una manciata e su alcune, in centro, tra via Cavour, la via principale, e piazza Risorgimento, è possibile salire per ammirare la città dall’alto e il panorama delle Langhe (le “lingue”) che circondano la città.

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Alba, Capitale delle Langhe

Ed è proprio da piazza Risorgimento, su cui s’affacciano bellissimi palazzi, tra cui quello del Comune e il Duomo di Alba, che prende il via un itinerario insolito. Né torri e neppure colline, ma tunnel segreti. Sì, perché esiste un’Alba sotterranea che racconta un lato decisamente insolito e decisamente poco noto della Capitale delle Langhe.

Le origini di Alba sono sicuramente antecedenti ai Romani. Fu però il console Gneo Pompeo Strabone a darle il nome di Alba Pompeia. I ritrovamenti che sono stati fatti dimostrano che, nei primi due secoli dell’Impero Romano, Alba costituì un punto strategico e commerciale, tanto da avere strutture urbane di notevole interesse, tra cui l’acquedotto e la rete fognaria. La città medievale crebbe sui resti di quella romana e quella moderna ne prese il posto senza però cancellarla del tutto.

Per chi fosse appassionato di storia e di archeologia (oltre che di vino e cibo), vengono organizzate dalle interessantissime visite guidate di Alba sotterranea. Le visite sono condotte da archeologi professionisti.

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Alba sotterranea, una città sotto la città

Degli ultimi duemila anni di storia, infatti, molto è rimasto nel sottosuolo, a pochi metri dallo “struscio”. Parti di città scomparse e precedenti ad Alba che vanno a comporre il ricco patrimonio del percorso archeologico monumentale cittadino e dei suoi numerosi percorsi sotterranei.

Gli archeologi conducono i visitatori alla scoperta di strade acciottolate, templi, dell’antico teatro e del foro di Romano, delle domus, delle antiche mura che un tempo cingevano Alba e di ciò che resta di preziosi mosaici, della prima fonte battesimale e di quelle cento torri medievali oggi scomparse.

Senza un tour guidato non è possibile accedere ai sotterranei di Alba, sono pochissimi coloro che ne conoscono l’ingresso (o gli ingressi). C’è chi dice che un passaggio si trovi dietro l’Ufficio del turismo chi sotto il caveau di una banca e, molto probabilmente, nelle cripte delle chiese, come quella di San Giuseppe. Inoltre, non tutti i luoghi sotto il suolo sono collegati tra loro, entrando senza un accompagnatore esperto si rischierebbe di restare bloccati e di non ritrovare più la via d’uscita.

Il tour completo del percorso archeologico prevede 32 tappe, oltre a una visita del Museo civico di scienze naturali e storia “Federico Eusebio”, dove sono conservati i reperti archeologici sin dalla preistoria trovati nel corso dei secoli. Solitamente, però, gli itinerari prevedono solo alcune delle tappe sotterranee. Le visite hanno una durata tra l’ora e mezza e le due e si tengono ogni seconda e quarta domenica e ogni primo e terzo sabato del mese, oltre ad alcune date straordinarie in occasione delle principali manifestazioni e delle festività.

È una città nella città quella che si scopre nel sottosuolo di Alba, e che i cercatori di tartufi non si si aspetterebbero mai di trovare.

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Le antiche mura di Alba nel sottosuolo

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