Cosa fare e cosa vedere in Val d’Orcia

Una guida per chi ha deciso di passare un fine settimana in una delle zone più suggestive del Bel Paese, la Val d'Orcia

Marco Venturini Direttore Responsabile Wanted in Rome

Patrimonio dell’Unesco dal 1991, la Val d’Orcia è stata considerata dagli artisti del Rinascimento il luogo che meglio esprime l’equilibrio tra uomo e natura.

Non c’è bisogno di un Professore di Storia dell’Arte per capirne il motivo. Guidando attraverso campi, prati, boschi, paesi e osservando l’armonia dei colori e dei paesaggi, vi innamorerete di uno dei luoghi più affascinanti del mondo.

La Val d’Orcia è una meta senza tempo, rivelatrice di panorami che tolgono il fiato. Un viaggio classico, che rimane ben impresso nella memoria. Qui vi proponiamo un itinerario per una gita nel fine settimana, quel tanto che basta per farvi appassionare.

Si parte da Pienza

Piazza Pio II a Pienza

Piazza Pio II, Pienza. Fonte @Krisztian Juhasz / Shutterstock.com

Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, Pienza è il paese più rinomato della Val d’Orcia, e probabilmente uno dei luoghi più fotografati d’Italia, che incarna l’utopia rinascimentale della città ideale.

Passeggiando per il paese scoprirete i suoi vicoli dai nomi curiosi. In un crescendo di passione vi imbatterete in Via della Fortuna, seguita da Via dell’Amore, Via del Bacio e naturalmente … la Via Buia.

Vi è venuta fame? Assaggiate le prelibatezze locali come ad esempio il Pecorino di Pienza, squisito se abbinato al miele di castagno di Montalcino e a un bicchiere di Chianti. Consigliatissimo, per uno spuntino con vista, il ristornate Idyllium.

Avete ancora un po’ di tempo? Visitate la frazione di Monticchiello, lungo la SP 88. Li troverete, tra le altre cose, la Quercia delle Checche, uno degli alberi monumentali più belli della Toscana.

Bagno Vignoni

Bagno Vignoni

La Piazza centrale di Bagno Vignoni. Fonte @shutterstock

La piazza centrale del paese è interamente occupata da un grande bacino rettangolare di origine cinquecentesca in cui sgorga acqua sulfurea alla temperatura di 49°C. Quanti paesi al mondo possono vantare una piscina di acqua termale in pieno centro?

Di sera, usciti dal vostro albergo, dirigetevi verso Piazza delle Sorgenti. Li potrete ammirare lo spettacolo naturale dei vapori d’acqua che salgono come fumo dalla vasca.

Qualora aveste voglia di un aperitivo consigliamo Il Barrino, famoso per la buona musica, i concerti Jazz e per la selezione di distillati e liquori che comprende oltre 60 etichette di Gin.

Il cuore gastronomico di Bagno Vignoni è l’Osteria del Leone. Una delle più antiche della regione, tappa dei pellegrini della Via Francigena, è guidata dal giovane chef Andrea Caporicci. Qui Andrea interpreta i sapori locali in modo sorprendente. La pasta tirata a mano come i pici toscani o i tagliolini al tartufo bianco non vi deluderanno. A seconda della stagione, il menù propone panzanella, piccione scottato, cinghiale con ginepro e alloro, formaggi di capra biologici, pecorini e altre specialità. Da non perdere i dolci fatti in casa e la carta dei vini che conta oltre 250 etichette, con una particolare attenzione ai grandi rossi toscani.

L’Abbazia di Sant’Antimo

Sulla Via Francigena, a soli nove chilometri da Montepulciano, si trova l’Abbazia di Sant’Antimo, tuttòra abitata da una comunità di monaci benedettini fedeli alla regola “ora, lege et labora”.

Questo edificio monastico, costruito tra l’XI e il XII secolo, rappresenta una delle più significative testimonianze architettoniche dell’epoca romanica in Italia. La messa cantata ha incantato non pochi viaggiatori che hanno avuto il piacere di assistervi. L’ingresso è gratuito: la prima lode si tiene alle 7 del mattino mentre i vespri sono cantati alle 19 e alle 20.

Le Terme

le Terme di San Filippo

Le formazioni calcaree nelle Terme di San Filippo. Fonte @shutterstock

Tra la Val d’Orcia e il Monte Amiata troverete le Terme di San Filippo, ancora fortunatamente gratuite. Le acque sono sulfuree, caratterizzate da depositi calcarei che concorrono a formare le famose cascate di carbonato di calcio. Le acque termali sgorgano da una sorgente naturale e scolpiscono un paesaggio incredibile. La temperatura, piuttosto elevata, circa 50°, rende le terme particolarmente piacevoli d’inverno.

Un sentiero nel bosco vi condurrà a “Il Fosso”, dove potrete fare il bagno in compagnia della Balena Bianca, una formazione calcarea che ricorda il grande mammifero. Alla base, una serie di vasche pronte ad ospitarvi in ogni stagione.

Come arrivarci? La zona termale del Fosso Bianco è libera. Accanto all’ingresso dei Bagni di S. Filippo, sorgenti termali a pagamento, si segue il sentiero sterrato che porta alla cascata.

San Quirico d’Orcia

Dopo una doccia veloce, lasciate il vostro alloggio e dirigetevi verso il piccolo paese di San Quirico d’Orcia, il borgo che ha definito l’archetipo del paesaggio toscano.

Qui ci sono i cipressi più fotografati al mondo e qui si trova anche il nostro ristorante preferito della zona. Nessuno fa la pasta “pici” al cinghiale meglio della Trattoria Osenna. Assolutamente consigliata una sosta per pranzo.

Il treno a vapore

Il treno a vapore che attraversa la Val d'Orcia

Il treno a vapore che attraversa la Val d’Orcia. Fonte shutterstock

Oltre alle infinite sagre regionali che aspettano solo di essere scoperte, come ad esempio quella dei funghi porcini, il progetto Treno Natura porta i turisti in un’avventura attraverso la Val d’Orcia a bordo di un treno a vapore d’epoca.

Il calendario ferroviario prevede diverse date (almeno una al mese), ciascuna abbinata a un evento locale. Il treno, rigorosamente a vapore, vi invita alla riscoperta del paesaggio, utilizzando passaggi ferroviari poco utilizzati. Date e orari sono consultabili sul sito del progetto.

L’Abbazia di San Galgano

L'Abbazia di San Galgano

L’Abbazia di San Galgano. Fonte @MikhailSh / Shutterstock.com

Vicina alla Val d’Orcia, l’abbazia di San Galgano si trova a circa trenta chilometri da Siena. La Cappella di San Galgano a Montesiepi fa parte del sito, insieme all’abbazia, di cui rimangono solo le grandi mura. Lo sapevate che è la vera e propria dimora della spada nella roccia? Si racconta che San Galgano sia arrivato qui dopo una gioventù turbolenta. Convertitosi il giorno di Natale del 1180, marciò fino alla cima della collina di Montesiepi e conficcò la spada nella roccia. Oggi è conservata nella Cappella dove è ben visibile.

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