Via Francigena in Toscana, la quintessenza del turismo

Borghi, castelli, vigneti: sono unici i paesaggi custoditi nel tratto della Via Francigena della Toscana. Ecco perché è un percorso amato dai viaggiatori

La Via Francigena è un antico tracciato di pellegrinaggio che, in un’epoca molto lontana, conduceva dall’Europa Nord-Occidentale fino a Roma. Un lunghissimo cammino che, per quanto riguarda l’Italia, attraversava ed attraversa ancora oggi diverse regioni per un’esperienza immersiva, a tu per tu con la natura.

L’antico percorso, infatti, oggi è stato rispolverato e sono sempre di più i viaggiatori che decidono di mettersi alla prova percorrendolo. Questa, c’è da dire, non è più un’esperienza di pellegrinaggio come un tempo, ma più un modo per connettersi con l’ambiente, rilassarsi e ritrovare sé stessi.

Fra tutte le 45 tappe che dagli 2472 metri del colle del Gran San Bernardo arriva alla capitale della cristianità, di certo la tratta lungo la Toscana è la più battuta grazie alla bellezza dei suoi luoghi e dei suoi paesaggi, perfetti per essere attraversati a piedi o anche in bicicletta, in cui sostare, assaporare antichi sapori e visitare piccoli comuni mai visitati prima.

La Toscana, con i suoi borghi e i preziosi vigneti, è la terra più amata ed offre tante bellissime tappe dove fermarsi per vivere un’esperienza che vuol essere privata, da vivere al massimo insieme ai famigliari o gli amici più stretti.

Dal Passo della Cisa qui attraversano ben 16 tappe tra cui San Miniato, borgo arroccato famoso per il suo tartufo bianco; Gambassi, con il suo castello e le terme; San Gimignano con le sue bellissime torri medievali e Monteriggioni, la città castello dove tutto sembra rimasto ad un tempo antico, quando c’erano i pellegrini.

Qui si cammina ancora solcando il selciato dell’antica Via Francigena, lungo le stesse pietre attraversate da Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury, nel 990 dopo Cristo. Questo, infatti, è un percorso antichissimo descritto con minuzie di particolari nel suo diario, oggi ancora conservato al British Museum: un racconto dei 1600 chilometri effettuati in 7 giorni lungo l’itinerario di uno dei grandi pellegrinaggi dell’epoca medievale.

Chi si mette in viaggio qui oggi, però, come abbiamo anticipato, non lo fa più per scopi religiosi e gli esploratori più che negli ostelli preferiscono dormire negli alberghi, con tutte le comodità. La ragione per percorrere un cammino così antico e ricco di storia è, infatti, immergersi nella natura, fare trekking tra paesaggi mozzafiato attraversando campagne, monti e pianura; scoprire luoghi nuovi e lontani dalle solite mete, esplorare le bellezze dell’Italia partendo dai piccoli comuni e dai borghi poco noti, andare alla ricerca delle tradizioni per vivere un’esperienza unica.

Ecco perché questa è un momento da vivere non in comunità, come succede invece per il Cammino di Santiago. Un grande tratto da percorrere lentemente per assistere ad uno scenario in continua mutazione, in tranquillità, tra antiche strutture, chiese e castelli alla scoperta di un territorio variegato che non può che rimanere impresso nella memoria. Un punto d’inizio, magari, prima di caricare in spalla lo zaino e dirigersi verso la Via Francigena del Sud.

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