Green Pilgrimage, il pellegrinaggio nella natura in Israele

Non è solo un pellegrinaggio religioso quello che si può fare in Israele, ma un cammino alla scoperta dei luoghi sacri immersi nella natura

Non è solo un pellegrinaggio religioso quello del Green Pilgrimage che si può fare in Israele, ma un cammino alla scoperta dei luoghi sacri immersi nella natura. Si attraversano paessaggi bellissimi, ricchi di storia, di fascino e misticismo e le più famose città, tappe imperdibili di un viaggio in Terra Santa.

Si toccano luoghi suggestivi come Nazareth, da cui si parte per il cammino nella Riserva naturale di Banias ovvero l’antica Cesarea di Filippo, un percorso lungo circa 7 chilometri. Questa riserva è una delle più mete più visitate del Golan, con le famose cascate Banias, le più grandi di Israele.

Dalle cascate nasce l’omonimo fiume, un affluente del Giordano. Qui gli archeologi hanno anche trovato un tempio dedicato a Pan, il dio della natura nella mitologia greca, e i resti di unìantica città fondata dopo la conquista di Alessandro Magno.

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La cascata Banias @123rf

Tra i luoghi raggiunti dal cammino c’è anche il Monte Tabor: per arrivarci ci vuole un giorno interno in quanto la distanza è di circa 17 km. Il Monte Tabor, visibile a distanza di chilometri, sorge solitario in mezzo alla pianura. Alto in realtà solo 400 metri, spicca nel bel mezzo della Galilea. È qui che, secondo i Vangeli, avvenne la trasfigurazione di Gesù.

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Il Monte Tabor @123rf

Il cammino prosegue per circa 10 km sul Lago di Galilea, attraversando Magdala, Tabga, Cafarnao e il famoso Monte delle Beatitudini. Anche detto di Tiberiade, è il più grande lago d’acqua dolce di Israele (circa 53 km. di circonferenza) ed è situato a 213 metri sotto il livello del mare.

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Il Lago di Tiberiade @123rf

Il Green Pilgrimage arriva anche a Betlemme, passando per Sichem, in Samaria, nota per la storia di Abramo, Giacobbe e Giuseppe e che ospita il pozzo della Samaritana, luogo del significativo incontro di Gesù. A Betlemme è imperdibile una sosta alla Basilica della Natività.

Il cammino attraversa anche il deserto: 12 km nel deserto di Giuda, attraverso il Wadi Qelt, uno splendido canyon nella Riserva naturale di Ein Prat, famosa per i suoi trekking selvaggi e per il Monastero di Faran incastrato tra le rocce.

Incredibile per la sua posizione arroccata è anche il Monastero di San Giorgio in Kotziba, sviluppato su tre livelli sul versante roccioso settentrionale del deserto di Giuda. Qui, nel V secolo d.C., cinque eremiti, che vivevano in alcune grotte delle pareti rocciose, costruirono un piccolo oratorio divenuto poi un monastero. Al suo interno ospita la chiesa dedicata alla Vergine Maria decorata con numerose pitture ed icone, mentre sopra la chiesa si trova la grotta del profeta Elia, nella quale si dice che visse per tre anni e sei mesi nutrito solo dai corvi.

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La Riserva naturale di Ein Prat @123rf

Il Green Pilgrimage prosegue verso la splendida Gerico, la città più antica del mondo. La sua fondazione risale, infatti, a 8000 anni prima della nascita di Cristo. Una caratteristica importante di questa città è la sua posizione. Situata nella depressione del Mar Morto, a -240 metri sul livello del mare, è la città al mondo che è collocata all’altitudine più bassa del pianeta.

Gerico è considerata anche una rinomata località turistica in quanto si trova a pochi chilometri dal Mar Morto. Ampio oltre 600 chilometri quadrati, si tratta in realtà di un lago caratterizzato da un’elevatissima quantità di sale: nessun essere vivente può sopravvivere dentro al lago né pesci né altri tipi di animali. Fare il bagno nel Mar Morto è un’esperienza decisamente unica: infatti è possibile stare seduti in acqua senza affondare, proprio per via dell’alta concentrazione di sale nell’acqua.

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Le rive del Mar Morto @123rf

Il cammino prosegue a piedi ancora per 7 km fino a raggiungere il Santuario di Betfage, sul Monte degli Ulivi, sull’antica strada che conduceva a Betania, per poi concludersi a Gerusalemme, con l’immancabile visita del Cenacolo, della Via Crucis, del Santo Sepolcro e, perché no, del Memoriale dell’Olocausto.

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