In Emilia Romagna, gli itinerari “tra santi e falsi dei”

Parma, Piacenza, Reggio Emilia: in Emilia Romagna si passeggia tra i luoghi della cristianità e i siti di miti e leggende popolari

Camminare con la fantasia, tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia: ci sono itinerari che, in Emilia Romagna, vedono il sacro alternarsi al profano. Itinerari “tra miti e falsi dei”, come li ha definiti Destinazione Turistica Emilia.

In Emilia Romagna, gli itinerari "tra santi e falsi dei"

Tra i percorsi più affascinanti che in Emilia Romagna si possono percorrere vi è la Via Matildica del Volto Santo. Qui, lungo i 284 chilometri in undici tappe, si attraversano Lombardia, Emilia e Toscana partendo da Mantova e arrivando sino a Lucca (o viceversa). Si passa per paesaggi molto diversi – le pianure del Po, le colline e le montagne del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, le valli della Garfagnana –  si ripercorrono le orme di Matilde di Canossa lungo i tre tratti storici del sentiero: la Via del Preziosissimo Sangue, il Cammino di San Pellegrino e la Via del Volto Santo.

Lungo la Via Matildica, si cammina tra i luoghi dello dello splendore feudale della Gran Contessa e si rievocano i lunghi e commoventi pellegrinaggi su strade di fede ed espiazione, dirette in simboli della cristianità. Si passa da borghi e castelli, dal sangue di Cristo della Chiesa di Sant’Andrea fino al Volto Santo, in una splendida scarpinata interregionale tra sacro e profano.

Fonte: Facebook (Via Matildica del Volto Santo)

È invece culla di oscure leggende l’Appennino piacentino. Sul fondo della Valle del Chero, i resti di Veleia (uno dei maggiori siti archeologici di età romana dell’Emilia) vedono il bosco trasformarsi in un itinerario ombroso il cui scenario più suggestivo è rappresentato dalle Pietre del Diavolo, porta rocciosa e inquietante di un sentiero abbandonato. La leggenda racconta che, adirato per la conversione degli abitanti alla religione cristiana, il diavolo che abitava sulla cima del monte scosse violentemente la terra causando una frana, ma perse l’equilibrio imprimendo le proprie impronte caprine sulle due rocce, punto di passaggio obbligato per i pellegrini diretti al santuario della Madonna del Monte.

I resti di Veleia

Un’altra e ugualmente affascinante leggenda riguarda  le guglie rocciose e i torrioni arenacei detti “Salti del Diavolo” che – sebbene abbiano 80 milioni di anni – si dice siano le orme del diavolo, messo in fuga da un’eremita che abitava la Val Baganza. È, questa, l’attrattiva più celebre lungo la Via degli Scarpellini, che collega Cassio a Chiastre e che è così chiamata in onore degli artigiani che qui venivano per rifornirsi di qull’arenaria sommitale utilizzata per sculture ed elementi architettonici.

Infine, la Via dei Linari. Scelta nei secoli dai pellegrini come alternativa alla Via Francigena,  passa da luoghi come la cappella di Moragnano e le rovine della cappella di Roncarola, preludio al passaggio nella Valle dei Cavalieri. Per un viaggio che ripercorre i cammini di fede, ma abbraccia anche la natura. E talvolta incontra la leggenda.

I Salti del Diavolo | Fonte: FAI

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