Il borgo di Toppo, l’anima rurale del Friuli

In provincia di Pordenone, nel comune di Travesio, sorge Toppo, l'anima rurale del Friuli, uno dei Borghi Più Belli d'Italia

In provincia di Pordenone, nel comune di Travesio, sorge il borgo di Toppo, l‘anima autentica e rurale del Friuli, inserito a pieno titolo nel circuito dei Borghi Più Belli d’Italia.

Toppo, fin dal XIII secolo, si presenta con due nuclei distinti, delimitati dal corso del rio Gleria: il primo nucleo, a est, è identificato con i “masi di Toppo” con le vie Fornace e Nazario Sauro e la chiesa di San Lorenzo mentre il secondo, a ovest, è la borgata di Pino dove spiccano gli imponenti resti dell’antico castello.

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Ph Borghi Più Belli d’Italia

Il territorio rurale di Toppo è ricco di testimonianze storiche e architettoniche da non perdere, scopriamo insieme tutto ciò che offre al visitatore.

Palazzo Toppo-Wassermann

Il Palazzo, residenza dei Conti Toppo, apparteneva a uno degli otto masi (le case rurali a conduzione familiare) che nel Duecento costituivano i borghi di Toppo e Pino.

Sorge all’ombra del Castello, nell’attuale borgata Pino, ed è un bellissimo esempio di dimora signorile di campagna.

Ristrutturato nel Settecento, conserva al pianterreno due affreschi di arte sacra popolare datati XVII secolo e, dal cortile, si apre l’ingresso alla cappella gentilizia di San Girolamo la quale custodisce due dipinti settecenteschi, la statua di Santa Lucia in pietra dipinta e un’acquasantiera longobarda dell’anno Mille.

Il percorso dei Masi

Dal Palazzo Toppo-Wassermann inizia il pittoresco percorso alla scoperta dei masi che componevano il nucleo originario di uno dei Borghi Più Belli d’Italia.

Nel piazzale di fronte al Palazzo si ammira la residenza estiva dei Conti di Spilimbergo, un edificio con arco d’ingresso risalente al Seicento.

Poi, ecco Borgo Martins e i numerosi edifici in sasso come il maso del XVII-XVIII secolo che spicca lungo Via Colonia.

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Il Castello

Oltre Borgo Martins, spiccano i resti del Castello di Toppo che vegliano tutt’oggi sulla piana e sul borgo dalla cima del Monte Ciaurlèc.

Il castello, restaurato nel 2002, si presenta come uno degli esempi più importanti dell’architettura fortificata friulana del XII-XIV secolo ed è oggi visitabile mediante un percorso guidato.

Scavi archeologici al suo interno hanno riportato alla luce una zecca clandestina dove, nei primi trent’anni del XIII secolo, venivano coniate monete false.

Accanto sorgeva la dimora dei signori di Toppo e la chiesetta di Sant’Antonio Abate che, durante il restauro, ha regalato pregevoli affreschi risalenti al XIV secolo.

Via Fornace

Qui si possono ammirare, perfettamente conservate, le tipiche case a corte caratterizzate dal ballatoio esterno e dal portico, con frutteto e orto.

Da qui si incontra un bivio che conduce alla Fornace di calce, in attività dal 1926 al 1957, e alla pista ciclabile che porta al comune di Travesio, dove l’antica pieve di San Pietro rende possibile ammirare uno dei cicli pittorici rinascimentali più importanti del Friuli.

Il piatto del borgo

Il territorio di Travesio è zona di produzione del formaggio salato della Val Cosa, un formaggio morbido e cremoso maturato grazie alla particolare salamoia di acqua, sale, panna e latte conservata in tini di larice.

Piatto tipico da non perdere è la gustosa frittata insaporita con questo tipico formaggio locale.

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