L’ultima frontiera dei viaggi low cost: il campeggio in giardino (altrui)

Affittare un giardino, o uno spazio verde, in cui piazzare la propria tenda o parcheggiare il proprio camper: il campeggio oggi è anche così

C’è un vero e proprio termine, per definirla: “garden sharing”, letteralmente “condivisione del giardino”. È l’ultima tendenza in fatto di campeggio, ed è una tendenza che va in direzione opposta rispetto al glamping, l’interpretazione lussuosa dell’arte del campeggiare. Perché il garden sharing, al contrario, del campeggio è una declinazione ancora più low cost.

Ma in cosa contiste, il garden sharing? Semplicemente, nel temporaneo “affitto” di un giardino. Come su Airbnb si possono affittare ville e appartamenti, su garden sharing (sì, c’è proprio un sito ad hoc) si può scegliere tra giardini e spazi all’aperto che i privati mettono a disposizione per tende, roulotte, camper e macchine. L’idea è venuta a tre ragazzi italiani, Mauro Moroni, Andrea Evangelista e Michele Crocette. Sono loro, i fondatori di quel sito che – dal 9 al 17 settembre – sarà ufficialmente lanciato a Parma, in occasione della Fiera del Camper.

Il Gardensharer (colui che mette a disposizione il suo spazio verde) si iscrive al sito, e indica se lo spazio disponibile è adatto ad ospitare una tenda, un camper o una roulotte, o se offre invece una sistemazione pronta (come una casa in legno o una casetta sull’albero). Il meccanismo è molto simile a quello di Airbnb, a cui i tre ragazzi confessano di essersi ispirati: il Gardensharer fa il prezzo, e il sito prende il 15% delle commissioni sull’ospite. Le opzioni sono, ovviamente, low cost: ci sono giardini immersi nell’entroterra ligure che costano poco più di 10 euro a notte, e cortili a Roma che permettono di parcheggiare il proprio camper per 28 euro. Se i proprietari offrono invece servizi complementari – dall’utilizzo delle docce a quello della piscina -, si arriva a spendere sui 50 / 60 euro.

Ad oggi, sono circa 3000 gli spazi in Italia in cui è possibile provare quest’originale alternativa al campeggio. E se, ad utilizzare il neonato sito, sono per ora soprattutto camperisti, i suoi fondatori si augurano che presto cominci ad attecchire anche tra i viaggiatori zaino in spalla. Anche perché, le sistemazioni offerte sono le più varie. E sono adatte a famiglie con bambini come a viaggiatori in solitaria. Tra i 35 e i 70 anni, spiegano i giovani imprenditori, coppie e famiglie trovano in garden sharing un’alternativa meno caotica e più economica rispetto al classico campeggio, mentre i più giovani utilizzano il servizio per trovare giardini e aree verdi in cui piazzare la tenda quando arrivano in serata. Per poi ripartire il mattino seguente, alla volta di una nuova destinazione.

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