La sindrome da rientro: il post-vacation blues

Cosa fare per combattere la depressione che viene dopo le vacanze

Vigorose nuotate in mari turchesi, paesaggi mozzafiato e luoghi misteriosi: sono le mete delle nostre vacanze. Ma ormai è arrivata l’ora del rientro. E se i ricordi sono ancora freschi nella memoria e il sole visibile sulla nostra pelle, non altrettanto si può dire del nostro umore. L’allegria e la spensieratezza delle ferie ha lasciato il posto a malumore, cefalee, stanchezza generale e alterazioni del sonno.  E’ la classica sindrome da rientro, un fenomeno che colpisce molti vacanzieri nei giorni successivi al grande contro-esodo. E anche se il quadro generale non promette niente di buono per la ripresa del lavoro non è niente di preoccupante. Bastano pochi giorni per tornare al ritmo giusto.

Secondo Walter Pasini, direttore del centro OMS per la Medicina del turismo, il rientro dalle ferie può comportare uno “stato di disagio psicofisico per il viaggiatore, che si manifesta in modo più evidente se la durata del viaggio supera il mese“. Il cervello deve fare uno sforzo per abituarsi alle nuove situazioni: anche la vacanza può essere fonte di stress e altrettanto impegnativo è il ritorno alla quotidianità. Il post-vacation blues, così viene chiamato dagli americani, è un insieme di sintomi: irritabilità, svogliatezza, stanchezza, disturbi del sonno, tachicardia, mal di testa e cali di attenzione. Ma niente paura, in fin dei conti tutto rientra nella normalità. Non esiste una ricetta per combattere il “post-vacation blues”, come chiamano gli americani il fenomeno. In alcuni casi particolarmente acuti si può ricorrere all’aiuto psicologico, me nella maggior parte dei casi  è sufficiente “rimettersi al lavoro” progressivamente piuttosto che buttarcisi a capofitto. Ancora una volta è il buon senso la giusta medicina.

Lo stress da rientro è facilmente spiegabile. Durante i giorni felici dell’estate il nostro organismo si riposa, si allentano le tensioni e lo stress dovuti al ritmo di lavoro e alla vita di tutti i giorni. Il nostro corpo si adatta a uno nuovo stato e gli organi che normalmente ci aiutano a gestire lo stress, le ghiandole surrenali, si trovano in una situazione diversa, di più calma e tranquillità e secernono minori quantità di cortisolo e adrenalina, eccetera. Al ritorno dalle vacanze si verifica uno sfasamento tra le ritrovate esigenze quotidiane e le abitudine ancora vacanziere delle nostre ghiandole. E’ quindi normale che queste ci mettano un po’ di tempo prima di rispondere adeguatamente alle nuove richieste del rientro. La soluzione migliore è comunque quella della vacanze spezzettate : non più un mese intero tra luglio e agosto, ma vari periodi all’anno.

La sindrome da rientro: il post-vacation blues