Conoscere Oratino, il borgo della pietra lavorata

Oratino è un caratteristico borgo del Molise, dominante la vallata del fiume Biferno

Oratino è un comune in provincia di Campobasso che fa dell’arte della pietra scolpita il proprio emblema, un’arte espressa nel corso dei secoli nelle opere di numerosi scultori, pittori, doratori. Oratino è testimone di un passato che è stato conservato con cura nel corso del tempo.

Nel corso della sua storia Oratino ha subito la successione di più proprietari tra cui il d’Ardicourt, il di Lando, Pietro di Sus, il D’Evoli, i Rizzo baroni di Napoli, la famiglia Coscia. Nella prima metà del XVII secolo, il feudo fu venduto ai Duca Giordano e fu per merito soprattutto di Gennaro Girolamo Giordano che gli edifici della città sono stati impreziositi dal sapiente lavoro di diversi artisti, che fanno di questa città un esempio unico nel suo genere in tutta la regione Molise.

Oratino ha una struttura ad anello e il centro storico è un vero gioiello che ha riacquistato l’originale fascino di borgo medievale grazie ad un apprezzabile restauro.
Praticamente tutti i portali delle case di Oratino sono arricchiti di decorazioni ottenute dall’incisione della pietra, che testimoniano la tradizione storica e ancora viva degli Scalpellini. Un tempo tantissime famiglie possedevano una cava e la tecnica artistica degli scalpellini veniva tramandata da padre in figlio. Pochi sanno che gli scalpellini di Oratino hanno pavimentato Budapest e contribuito all’arricchimento decorativo del Santuario di Castelpetroso, non molto distante e facilmente raggiungibile (41 Km).

Nel centro storico si può ammirare la Chiesa di Santa Maria Assunta, di origini medievali, ma rimaneggiata nel corso dei secoli. All’interno, nella volta della navata centrale, troviamo un affresco di Ciriaco Brunetti (1791), che raffigura l’Assunzione della Vergine. Interessante è un ostensorio d’argento del 1838, pregevole lavoro di oreficeria di Isaia Salati, nipote di Ciriaco Brunetti. Al centro dell’opera è l’Assunta, ai piedi della quale sono le allegorie della Fede e della Speranza, poste ai lati della base dell’ostensorio.

Ad Oratino si svolgono tre feste molto tradizionali: la festa delle “Lessate“, il 17 di gennaio, giorno di S. Antonio Abbate, con offerte di buon auspicio di cereali e legumi lessati, la festa di Sega la Vecchia, a metà Quaresima con l’allegorica finta del taglio della schiena di una signora anziana, con l’auspicio di tagliare il vecchio passato per far posto a un sereno avvenire, infine nella notte della vigilia di Natale, la “Faglia“, che è l’accensione e combustione di un enorme fascio fatto di canne, per offrire calore e gioia al’arrivo del Bambin Gesù.

Conoscere Oratino, il borgo della pietra lavorata