Viaggio a Cape Cod per avvistare le balene

Nella punta più estrema degli Stati Uniti che si affaccia sull'Atlantico

Spiagge appartate, acqua a perdita d’occhio, fari rassicuranti, negozietti d’altri tempi, campi da golf esclusivi, dimore storiche dei capitani di mare, villaggi di pescatori, il John F. Kennedy Museum, cheese cake e altre specialità, ristorantini sull’oceano e chioschi che sanno di frutti di mare. E poi le balene. Cape Cod è questo e molte altre cose insieme.

Un lembo di terra, 80 km a Sud di Boston, nello stato del Massachusetts. Lontano dai grattacieli, dalle università, dagli enormi shopping mall, dal traffico, dai rumori di una qualunque metropoli statunitense. La forma, a scorrere la carta geografica, è di quelle che rimangono impresse nella mente degli scolaretti: un braccio proteso nell’immensità dell’oceano, 12 km di terra a rappresentare la punta più estrema degli Stati Uniti nell’Atlantico. Cape Cod, letteralmente ‘Capo Merluzzo’, è noto ai più per essere, da generazioni, la residenza estiva dei Kennedy (precisamemte Hyannis Port) ma anche per i suoi caratteristici fari disseminati lungo la strada costiera che da Falmouth porta fino a Woods Hole. Percorrerla al tramonto, in qualunque stagione, è uno spettacolo che mozza il fiato.

Domandare a chi c’è già stato se e per quale motivo questo angolo di mondo gli è rimasto nel cuore significherebbe sentirsi rispondere cento cose diverse. Chi imbocca la strada che porta a Provincetown, la capitale gay del Massachussetts, lo fa alla ricerca di emozioni particolari, a seconda della propria idea di viaggio e di scoperta. Quindi vi racconterà di un bagno nelle acque dell’isola Martha’s Vineyard (i più fortunati addirittura dello spetaccolo incredibile del plancton bioluminescente), del piacere di una partita a golf in uno dei 42 campi della penisola, delle passeggiate in bicicletta tra i sentieri di terra e sabbia, del silenzio di una baia, della voce dei gabbiani.

Noi vi raccontiamo di un’esperienza incredibile, a poche miglia dalla costa e a pochi metri dai giganti del mare. Una giornata dedicata all’osservazione delle balene, il whale watching come lo chiamano da queste parti. Basterà coprirsi un po’, dotarsi di macchina fotografica o videocamera e lasciarsi catturare dalla natura. A cominciare da quel suono irripetibile che arriva dagli abissi. Il periodo migliore per l’avvistamento va da aprile a ottobre. Le barche salpano tre volte al giorno e puntano al largo, verso Stellwagen Bank (riserva dal 1992), in una zona particolarmente ricca di plancton, alimento prediletto da cetacei e megattere. Il biglietto per salire a bordo della Dolphin Fleet costa 46 dollari. Il messaggio è chiaro: se tornerete a riva senza aver visto una sola balena, con lo stesso biglietto potrete ripetere l’escursione quando vorrete. Ovviamente gratis.

Le tre ore e mezza volano via veloci: tra uno sguardo alla costa e ai profili bassi delle casette a mano a mano che ci si allontana dal porto, l’introduzione di uno dei naturalisti a bordo dell’imbarcazione e il primo avvistamento. Un “Oh!” generale, esclamazioni di sopresa in varie lingue e poi il silenzio. Perché lo spettacolo è da ammirare senza aggiungere altro. A introdurlo una miriade di gabbiani, poi un suono dal profondo (irriproducibile), poi uno spruzzo, poi una bocca spalancata, il dorso, la coda. Una a destra, una a sinistra, una verso l’orizzone, una sotto i vostri occhi. Ancora qualche miglio e lo spettacolo si ripete. Cape Cod, Massachussetts, primo pomeriggio di una giornata di aprile.

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