New Orleans, la capitale del jazz

Dal Quartiere Francese al Garden District, tra colori, musica, divertimento e cultura voodoo. Alla scoperta di un angolo di vecchia Europa dal cuore americano

La banda jazz di giovani studenti di musica suona in Jackson Square su di un palco improvvisato davanti a un pubblico di turisti che si fermano incantati ad ascoltare seduti sui gradini: è un’assolata giornata come un’altra nella calda capitale del jazz che sorge sulle rive del Mississippi. Nessun orario, nessun concerto, niente di programmato: a ogni angolo e in ogni locale di The Big Easy, la città dove tutto è possibile, qualcuno vi allieterà con le note di un sassofono o di una tromba o, se siete fortunati, con una voce al cui suono vi sembrerà di essere proiettati in un’altra dimensione.
E’ a New Orleans che nacque il jazz: se per centinaia di anni agli schiavi afroamericani fu proibito riunirsi, ciò non valeva in questa città che per un secolo fu soggetta alla legge francese. Fu così che in Place des Nègres (oggi Congo Square) gli schiavi potevano ritrovarsi tutte le domeniche a celebrare i loro riti con canti e balli e fu qui che alla fine dell’Ottocento le brass band, grazie alla commistione di musica occidentale e nera, diedero vita al jazz che conosciamo. Ogni estate la città si anima di eventi e concerti all’aperto: a giugno il Quartiere Francese ospita il Creole Tomato Festival, il Louisiana Cajun-Zydeco Festival (11 e 12) e il Louisiana Seafood Festival (l’11); a luglio, in occasione della festa dell’indipendenza americana (4 luglio) si tiene l’Essence Fest che vede esibirsi i più noti cantanti afroamericani del mondo; agosto a tutta musica con il Satchmo Summer Fest (dal 4 al 7); a settembre si tiene il Ponderosa Stomp Music Festival (dal 15 al 17) e a ottobre la Voodoo Music Experience (dal 28 al 30).
Ma New Orleans non è solo musica e non è solo il divertimento del celebre Mardi Gras, il leggendario carnevale che non ha nulla da invidiare a quello di Rio de Janeiro. Questa città pigra, calda, sonnolenta è tutto il contrario di quello che vi aspettereste da una città americana. Oltre ai ritmi lenti, così diversi dagli standard di efficienza statunitensi, differisce dal resto dell’America anche per la diversa conformazione urbana: non immaginatevi  highway a sei corsie, villette monofamiliari isolate e centri commerciali, dimenticate l’obbligo dell’automobile.
Tra le viuzze e le fitte e variopinte casette del Vieux Carré o il French Quarter, vi sembrerà di camminare in un angolo di Europa; a bordo del tram della St. Charles Tramway sferraglierete per il rigoglioso e verdissimo Garden District, rapiti dalla bellezza della natura e delle antiche dimore riccamente decorate in ferro battuto, che sembrano ormai aver dimenticato l’apocalisse dell’uragano Katrina. New Orleans poi è anche gastronomia, con una delle cucine più gustose (e caloriche) di tutti gli Stati Uniti: per i visitatori è d’obbligo assaggiare la gumbo soup, a base di pesce, e la jambalaya, una specie di paella arricchita da piccante salsiccia. New Orleans, infine, è l’unica città dove convivono pacificamente chiese cattoliche e negozi vodoo: in proposito, è sconsigliabile perdersi la visita ai pittoreschi cimiteri della città, che ospitano tombe cattoliche e vodoo, mentre per calarsi a fondo in una certa misteriosa atmosfera della città è altrettanto raccomandabile farsi raccontare le sinistre storie di fantasmi che tuttora popolano le antiche case del Quartiere Francese.

New Orleans, la capitale del jazz