Consonno, il fascino di un paese fantasma che rivive un giorno alla settimana

Per appassionati di archeologia industriale, il fascino di un paese fantasma

Da antico borgo a Las Vegas della Brianza a città fantasma. Ecco la breve storia di Consonno, una cittadina sul Monte di Brianza, frazione del Comune di Olginate (Lecco) di cui resta solo una chiesetta, la chiesa di San Maurizio, con l’annessa casa del cappellano e il cimitero (GUARDA L’IMMAGINE VIA SATELLITE).

Doveva essere l’ambizioso progetto di un eccentrico industriale brianzolo, il Conte Mario Bagno che, nel 1962, voleva trasformare questo luogo immerso tra il verde di prati e colline nella mecca del gioco e della perdizione. Via tutti gli abitanti (300), giù i pochi edifici: un gruppo di case raggruppate attorno alla chiesa, il comune, l’osteria, l’unica bottega del paese. Largo alle slot machine.

Il progetto prevedeva la costruzione di edifici dalle forme più strambe, una galleria commerciale arabeggiante con minareto, una pagoda cinese, un castello medievale, una balera (dove qualcuno è riuscito ad andare a ballare per un po’), fontane multipiano e un hotel di lusso. Doveva esserci addirittura un circuito automobilistico.

L’imprenditore, però, non aveva fatto i conti con la natura che, nel 1976, con una frana, isolò Consonno dal resto del mondo. Oggi è una città fantasma.

Per raggiungere il luogo si percorre una strada in salita attraverso un bosco che sembra rappresentare la porta d’accesso a un altro mondo. Sullo sfondo compare una sbarra: un parcheggio e un silenzio irreale.

L’atmosfera che si respira è surreale, le strane costruzioni e la vegetazione spontanea invadono gli edifici mai completati e gli archi arrugginiti e decadenti.

Ora, però, un’associazine formata dagli ex abitanti del paese e dai loro figli, gli Amici di Consonno, ha deciso di prendere in mano le redini della città e di farla rinascere dalle ceneri. Ogni domenica Consonno prende vita. Il villaggio è aperto da Pasquetta a ottobre. Il bar ‘La spinada’, oltre a servire caffè e gelati, funge da ufficio informazioni per i turisti.

Il calendario procede con i tre giorni di festa di San Maurizio (22 settembre), patrono della frazione di Olginate. Una festa di paese in piena regola, con processione, musica e mercatini. A Pasquetta riapre il bar, si tiene un mercatino degli hobbisti e dei prodotti tipici e sono previsti eventi per grandi e bambini. La stagione si chiude a ottobre con la ‘Burrolata‘ e si saluta l’arrivo dell’autunno con castagne e vin brulé.

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