Andare per monti in compagnia di Fido

L’amico dell’uomo può essere un piacevole compagno anche durante i trekking, a condizione di seguire alcune precauzioni per rendere l’esperienza piacevole per entrambi

Andrea Panagia

Andrea Panagia Direttore responsabile di Montagna Made in Italy

cane-montagna-402Condividere del tempo all’aria aperta è una bella cosa, sia per gli umani sia per i cani, ma incominciamo a dire che se il nostro Fido più che il prato ama il divano forse non è una buona idea partire con una passeggiata di tante ore, che potrebbe rivelarsi un incubo per ambedue.

Una lunga passeggiata e una vacanza di più giorni in montagna richiedono non solo allenamento ma anche una certa attenzione sullo stato di salute dei soggetti interessati: problemi di cuore, di respirazione, di allenamento muscolare, di dieta alimentare mirata non sono solo pertinenti all’uomo, ma investono pure il cane che può avere patologie o problemi che magari vengono sottovalutati o non sono conosciuti.

Ecco una lista minima di suggerimenti da considerare prima di partire:
1. Documentazione: ci sono in commercio molte buone guide che vanno consultate, insieme alle cartine della zona, in modo da scegliere percorsi che anche i cani possano affrontare senza problemi (quindi, attenzione ai dislivelli, alla presenza o meno di passaggi sospesi etc.);
2. Zaino: prendetene uno sufficientemente capace (soprattutto se avete un cane di taglia media o piccola potrebbe capitarvi di dovervelo caricare in spalla per problemi alle zampe o stanchezza) che comprenda acqua a volontà, anche per i cani, e ciotola per servirla, leccornie energetiche, una corda di sicurezza sufficientemente lunga con qualche gancio, un asciugamano per impreviste nuotate e un kit di pronto soccorso che includa anche i cani nei possibili incidenti;

3. Crema protettiva per zampe: a seconda del tipo di percorso scelto può essere utile spalmarne un po’, prima di partire, sui cuscinetti delle zampe, in casi particolari potrebbe essere necessario far calzare apposite scarpette;
4. Prevenzione insetti e vipere: è buona norma verificare se nella zona scelta c’è presenza di vipere e concordare col proprio veterinario di fiducia le azioni di emergenza da adottare in caso di morso all’animale o, più semplicemente, di reazione allergica alla puntura d’insetti. Può essere utile, se la vacanza è di più giorni, informarsi sul veterinario della zona e su eventuali servizi locali di pronto soccorso per animali;

5. Passaporto del cane: non dimenticate di portare appresso la documentazione sul cane, soprattutto se andate all’estero, per poter dimostrare e conoscere tutto quello che serve in caso di emergenza. È fondamentale informarsi prima di partire circa le norme della singola regione o del singolo paese in cui ci si sta recando: potrebbe essere infatti obbligatoria la vaccinazione antirabbica o altre precauzioni (es. quarantena); il veterinario di fiducia o l’ASL di riferimento sono di solito particolarmente aggiornati in questo senso.
6. Rispetto delle leggi: va sempre conosciuta la legislazione del posto in cui andrete a camminare, ci sono aree dove i cani vanno obbligatoriamente condotti al guinzaglio (es. qualche parco naturale), aree in cui non si può entrare con i cani ecc.;

7. Rispetto per l’ambiente: ricordate che il vostro cane non sempre è abituato all’ambiente montano per cui, nei territori in cui è possibile lasciar liberi i cani, è necessario applicare le più comuni regole di buona educazione cinofila. I cani devono essere sotto controllo, tornare al richiamo, non rappresentare pericolo a sé o ad altri (inclusa la fauna selvatica), non disturbare gli altri camminatori e non inquinare (le deiezioni vanno sempre raccolte).

8. Perdita del cane: magari giocando o correndo dietro a una farfalla, il vostro fido compagno è scomparso. Non perdete la calma ma lasciate qualcosa di vostro dove eravate (l’animale ha capacità olfattive superiori alle nostre, utili soprattutto se lo abituate a seguire una pista fin da cucciolo, al parco o nelle passeggiate giornaliere più facili) e cominciate, a cerchi concentrici, ad allargare l’area di ricerca continuando a chiamarlo. Se ci sono altri escursionisti sul vostro percorso mostrate la sua foto (che è nella seconda pagina del passaporto sanitario che avrete messo nello zaino) e lasciate loro un vostro recapito per avvertirvi in caso di avvistamento. Naturalmente il cane avrà addosso (con bussolotto o scritto sul collare) il vostro numero di telefono ( se all’estero ricordate il prefisso internazionale). Se dopo un lasso di tempo sufficientemente lungo questo non dovesse succedere rivolgetevi, come per i casi di smarrimento, a tutti coloro che possono venire coinvolti nel ritrovamento (autorità giudiziarie, canili, veterinari, soccorso sui sentieri, guide alpine etc.).

Internet offre già molti siti cinofili (e non) che forniscono ottime informazioni per chi decide di provare l’esperienza. Dunque buon senso, informazioni e organizzazione possono permettervi di passare ore felici assieme al vostro Fido.

Andrea Panagia Direttore responsabile di Montagna Made in Italy Giornalista pubblicista, amante della montagna, esploratore, curioso, intraprendente. Alcune qualità che possono aiutare a capire la predisposizione che ha nel voler condividere, con altre persone, la sua passione per le “terre alte”. Dodici anni gestendo una sua agenzia di stampa. Dodici anni come responsabile dei contenuti editoriali di un grande portale italiano. Dal 2010 ideatore e coordinatore di Montagna made in Italy, progetto per la valorizzazione della montagna italiana in chiave “montagna gentile”. Non nasconde anche un grande amore per il mare, con patente nautica e brevetti sub per poterlo godere a 360°. Sempre pronto a mettersi in discussione, non teme la fatica e doversi rimboccare le maniche per realizzare i suoi progetti. http://www.montagnamadeinitaly.it

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