Weekend a Ravello sulla costiera amalfitana

Sarà per quella vista spettacolare sulla costiera amalfitana che si può ammirare dalla Terrazza dell’Infinito di Villa Cimbrone dove dietro un’inaspettata sfilata di busti marmorei il blu intenso del cielo si fonde e si confonde con la superficie del mare; sarà per il profumo di fiori che si respira camminando per i Giardini Incantati di Villa Rufolo, per il caldo del sole al tramonto che illumina di luce rossa e arancio il Viale dell’Immenso, o ancora per l’aria frizzantina che sa di sale e agrumi, o per gli scorci capaci di lasciare a bocca aperta qualsiasi visitatore, fatto è che Ravello è da sempre uno dei luoghi più suggestivi, amati e ricercati dai viaggiatori di ogni tempo.

Non è un caso che qui soggiornarono Richard Wagner e Arturo Toscanini, Virgina Woolf e ma anche Greta Garbo e Humphrey Bogart, Gina Lollobrigida Totò, e Jacqueline Kennedy Onassis. Ma già il Boccaccio la nominava nel suo Decameron quando scriveva che “…più dilettevole parte d’Italia… una costa… piena di piccole città… di giardini e di fontane… tra le quali città dette n’è una chiamata Ravello” e ravellese è il protagonista di una delle più belle novelle, Landolfo Rufolo: nobile per nascita, pirata per scelta, naufrago per ventura e infine, per abilità e buona sorte, felice proprietario di un immenso tesoro.

Sospesa su una collina rocciosa, luogo ideale per la difesa, Ravello gode oggi, proprio in virtù di questa sua prodigiosa posizione protesa sull’infinito abisso azzurro, di uno dei più suggestivi e seducenti panorami di tutta la costiera amalfitana. Innamorarsi di lei è un attimo: camminando a piedi per le viuzze acciottolate del piccolo centro storico, tra botteghe artigiane, bar e laboratori di ceramiche, partendo dalla Piazza del Duomo dove sorge la Cattedrale della cittadina, costruzione del XI secolo dal famoso portale bronzeo e dal pulpito sorretto da sei colonne a torciglione. Imperdibile l’incantevole Villa Rufolo, sede dell’ormai storico Ravello Festival (quest’anno fino al 31 ottobre), che coi suoi giardini, architetture di forme, profumi e colori, arricchite da fontane e piante esotiche, e le a metà tra il medievale e il moresco, fu luogo che ispirò a Wagner il secondo atto del suo Parsifal. Non meno spettacolare è la più eclettica Villa Cimbrone con il suo ingresso all’edenico balcone naturale cinto da cipressi scultorei, rose profumate, glicini a pioggia e statue di divinità romane.

Alice Voltolina
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