Grotte da record a Postumia, le più visitate d’Europa

Venti chilometri di gallerie da visitare seguendo diversi percorsi anche con il treno

Le Grotte di Postumia: un intrecciarsi di 20 chilometri di gallerie e sale con concrezioni calcaree, per la più grande cavità del Carso classico e la più visitata grotta turistica d’Europa. Dette anche Postojnska jama, si trovano in Slovenia, a poco distanza dal nostro confine, e si stima siano passati da qui, in 188 anni di visite, oltre 35 milioni di persone.

Nel 1872 le grotte si arricchirono di percorsi da effettuare con piccoli trenini, lungo i binari, dopodiché nel 1884 fu introdotta l’elettricità e rimangono ancora oggi le uniche al mondo dotate di “ferrovie”. Il sistema ha dunque subito una modifica: oggi le grotte si visitano, nella parte iniziale, con un trenino elettrico, mentre a seguire c’è un percorso pedonale ben illuminato.

Le Grotte di Postumia erano conosciute sin dalla preistoria, quando fungevano da riparo dei primi uomini locali. Dal XIII secolo le grotte diventano luogo di visita, come si nota dalle firme incise sulle pareti interne, di cui la più antica risale al 1213. La caverne più interessanti sono state scoperte da Luka Čeč nel 1818 e sono state subito aperte anche ai turisti.

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La temperatura delle grotte, ricche di stalagmiti e stalattiti, è in media di 8 °C, mentre il tasso di umidità è parecchio elevato: meglio portar con sé un impermeabile. Per la visita è necessaria la compagnia di una guida, mentre alcune aree possono essere visitabili sono da piccolissimi gruppi, dotati di casco, torcia, tuta e scarpe adatte.

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In questi ambienti tetri e affascinanti, si respira un’aria magica. Secondo antiche dicerie gli abissi della grotta fornivano la dimora per un drago gigantesco che minacciava di portare scompiglio e morte nel paese. Fu allora che Jacob, pastore di Postumia, escogitò un piano: sapendo che il drago era particolarmente goloso di vitelli, il buon Jacob ne uccise uno e lo riempì di calce viva.

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Entrò nelle caverne e lanciò il “bocconcino rinforzato” alla creatura leggendaria che, per digerire meglio, si abbeverò all’acqua del lago. Calce ed acqua fecero pietrificare il drago e il pericolo fu scampato. Fiaba niente male per insegnare ai piccoli a non mangiare calce a pranzo…

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