Castelli della Loira: tour di quattro giorni

L’itinerario giorno per giorno, dal Château & Jardins de Villandry, al Château de Chambord

Un viaggio attraverso la Valle della Loira è un’esperienza da vivere a 360°, ricca di paesaggi naturali, patrimoni artistici e culturali, sapori da gustare.

Giorno 1: Il viaggio inizia dall’aeroporto di Parigi Charles de Gaulle, su cui vola AirFrance (www.airfrance.it ) con frequenti collegamenti dall’Italia. Ci vogliono 3 ore e mezza con la macchina per arrivare al Château & Jardins de Villandry, il cui proprietario e direttore del castello è il pronipote di Joachim Carvallo e Ann Coleman, i quali all’inizio del ‘900 acquistarono il castello, in quel tempo in  stato di degrado, per ripararlo e restituendolo alle forme originarie rinascimentali.

L’intero complesso, castello e parco, è oggi iscritto nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Il parco è un susseguirsi di giardini, ciascuno dei quali è a tema. Si va dal giardini delle Erbe, dove sono piantati tutti gli ortaggi, a quelli dell’Acqua, a quello dell’Amore, dove sono descritte in quattro quadranti fioriti le fasi di una relazione amorosa.
Riprendendo la strada in direzione di Tours , rinomata cantina che produce il Vouvray, vino AOC tipico di questa zona. Si possono visitare le grotte artificiali, scavate nel secoli per l’estrazione del tufo che serviva come pietra di costruzione, e oggi utilizzate come cantine per le perfette condizioni climatiche.

Château Gaudrelle propone al pubblico degli interessanti workshop enogastronomici, come per esempio quello in cui si insegnano le regole per abbinare vini e formaggi. A mezz’ora di  strada si raggiunge la cittadina di Amboise che, per la sua posizione nella Valle della Loira, costituisce  un ottima base per trascorrere un paio di notti. Per continuare ad assaporare l’incantata atmosfera dei castelli, si può soggiornarne in una villa del 1700, oggi Hotel Le Clos d’Amboise. Per la cena, tra i vari ristorantini che affacciano sul Castello, si può provare Chez Bruno,  una buona cucina semplice e casalinga, con ottima carne.

Giorno 2: Dopo aver girovagato un po’ per le vie di Amboise, merita una visita  il Castello reale Château Royal d’Amboise, dove è sepolto Leonardo Da Vinci. Dell’originaria struttura del castello, oggi ne rimane solo un quinto. In questo luogo si respira  la storia rinascimentale della Francia. Qui ha infatti soggiornato la corte itinerante di Francesco I. Il castello organizza vari tour, tra cui quello che prevede la discesa nelle segrete.
In occasione delle celebrazioni per i 500 anni di Leonardo in Francia,  il Castello Reale di Amboise ha  creato anche una app: Studio leonardissimo.
Usciti dal Castello, proprio all’angolo di fronte, ci si imbatte nella storica cioccolateria/pasticceria Bigot, ricavata in una delle più antiche case di Amboise. La proprietaria, Christiane, coccola i suoi clienti in modo speciale e può raccontarvi degli aneddoti molto interessanti.
Dopo pranzo, ci si dirige  verso Château du Clos Lucé, il maniero che Francesco I ha assegnato a Leonardo da Vinci quando, su invito del re, egli giunse ad Amboise nell’autunno del 1516. Leonardo vi lavorò e soggiornò fino alla morte, avvenuta tre anni dopo. All’interno del castello, è stata recentemente allestita una riproduzione dell’atelier della Gioconda.

Una passeggiata nel parco del maniero consente di scoprire delle riproduzioni di macchine leonardesche.
A pochi passi da Château du Clos Lucé, si trova Château Gaillard Amboise. E’ il primo castello rinascimentale di Francia, costruito nel 1496, in cui il monaco partenopeo Pacello da Mercogliano ha progettato il primo giardino rinascimentale per il Re Carlo VIII. Per riconoscenza, il re finì per regalargli il castello. Pacello introdusse le arance in terra francese, per la sopravvivenza delle quali ideò la coltivazione in vasi di legno, mentre per altre piante mediterranee utilizzò scaglie di pietra di ardesia per trattenere il calore.
Esposta a sud e circondata dalle mura perimetrali del giardino, l’Orangerie contiene una grande varietà di agrumi rari. Poco distante, nel parco, vi aspetta la grotta dell’Olfatto, dove, guidati dal proprietario del Castello è possibile annusare (rigorosamente al buio) delle campane di vetro al fine di indovinare la fragranza dell’agrume tra 12 diverse qualità (pomelo, mandarino cinese, arancia rossa, etc.).
Imperdibile l’esperienza culinaria al ristorante L’Aubinière, a pochi chilometri da Amboise.  Un ambiente di elevato design fa da cornice a una raffinata cena con sofisticati abbinamenti tra portate e vini. Da segnalare Le porc Roi Rose e per dessert: Le Mascarpone.

Giorno 3: Si prosegue alla volta del Domaine de Chaumont-sur-Loire, centro d’arte e di natura circondato da un grande parco (in precedenza sterminato) in cui sono esposte opere d’arte moderna e installazioni contemporanee. Ogni anno il Castello ospita il Festival Internazionale dei Giardini, tra le più importanti kermesse dedicate al verde. Chaumont-sur-Loire appartenne a Caterina de’ Medici che poi la cedette a Diana di Poitiers, ex favorita del Re. Nel 1875 la Principessa di Broglie, la seconda persona più ricca della Francia, acquista la proprietà, arredando gli interni in stile rinascimentale e strutturandola come una moderna azienda agricola secondo lo stile americano dell’epoca (con acqua ed elettricità). Per trent’anni il Castello fu protagonista di innumerevoli feste richiamando le élite dell’epoca.

Nel pomeriggio, seguendo il corso della Loira verso Parigi, ecco Château Royal de Blois (). La sua ricca architettura riproduce la diversità dei numerosi castelli della Valle della Loira, costruiti dal medioevo al 1600. Il cortile è dominato dalla magnifica scala rinascimentale di Francesco I. Il Castello è stata dimora di sette Re e dieci Regine di Francia. Oggi ospita spettacoli ed eventi durante l’anno.
Il centro storico di Blois è piccolo ma molto grazioso. Per dormire si può optare per la guest house “La maison de Thomas”, le cui scale settecentesche in legno conducono fino alle stanze del secondo e ultimo piano, con vista sui tetti. Per cena, si può gustare il foie gras al ristorante l’hôte Antique, cucina tipica francese in un’atmosfera moderna con musica.

Giorno 4: Di corsa verso Château de Chambord, il più imponente e maestoso dei Castelli del Rinascimento francese, immerso nella natura. La costruzione del Castello è stata voluta e iniziata da Francesco I.
Tutto lascerebbe pensare che la torre centrale (con le sue simmetrie e stanze che si innestano l’una nell’altra, le scale a chiocciola, ecc.) sia stata progettata da Leonardo da Vinci anche se non ci sono testimonianze scritte a riguardo.
Assolutamente consigliabile è l’audio guida sui tablet, apprezzata da bambini  e adulti per il modo in cui fa rivivere le atmosfere della corte rinascimentale di Francesco I, ricreandole grazie alla realtà virtuale. Con l’affascinante Castello di Chambord si conclude il viaggio di quattro giorni nella Valle della Loira. Prossimo appuntamento a Natale, con i Castelli aperti al pubblico e addobbati a festa!

Raggiungere la Valle della Loira dall’Italia è più semplice di quello che si possa pensare: si può prendere un treno TGV (linea ad alta velocità) alla volta di Parigi con Voyage-sncf: partenze da Milano, Torino o Vercelli. Una volta nella capitale, noleggiare un’auto e iniziare questo viaggio emozionante alla volta dei castelli sarà il modo più comodo e veloce.

Castelli della Loira: tour di quattro giorni