Questa città è rinata grazie alla street art

Per anni Mazara del Vallo, ultima frontiera d’Italia e d’Europa, è stata off-limits anche per i propri abitanti. Oggi si è rifatta il look proprio grazie a loro e regala scorci bellissimi

È la punta più estrema non soltanto della Sicilia ma dell’Italia e addirittura dell’Europa. Poche miglia marine più in là c’è l’Africa, un altro continente. Mazara del Vallo è da sempre terra di confine. E terra di conquista. Prima i Cartaginesi poi i Romani, i Vandali e i Goti, i Bizantini, gli Arabi, i Normanni e perfino una dominazione angioina. Ognuno di essi ha lasciato qualcosa che oggi ricorda il loro passaggio.

Dei Normanni è rimasto solo un arco, oggi simbolo della città, che faceva parte di un castello distrutto non da guerre o terremoti ma, come racconta Antonio, guida volontaria della città, con l’arrivo dei Savoia, che vollero costruire una villa e per questo buttarono giù le antiche mura difensive. Ma è soprattutto sotto il dominio arabo che Mazara divenne il più grande centro giuridico della Sicilia e un importante punto commerciale, artistico e letterario.

Del passaggio arabo è ancora visitabile la casbah, l’antico quartiere che tutt’oggi è abitato da stranieri, ma non solo. Molti stanno aprendo locali, negozi e bed & breakfast tra i vicoli stretti che servivano per non lasciare passare i raggi caldi del sole e per meglio difendersi in caso di attacchi stranieri.

Per anni questo quartiere è stato off-limits anche per gli abitanti. Tuttavia negli ultimi tempi la casbah ha subìto una grande opera di restauro. Gli edifici sono stati sistemati, ridipinti e messi in sicurezza e le mura sono state decorate da splendide ceramiche.

Persino i nomi delle vie sono scritti su ceramica. Si tratta di una forma di street art molto tradizionale, che anziché avere murales sfrutta la cultura locale.

Mazara del Vallo è detta, infatti, la città della ceramica. Vasi di ceramica artigianale decorano le vie e le piazze della città. I vasi sono uno diverso dall’altro e sono stati fatti dai cittadini di Mazara del Vallo, primo fra tutti il Sindaco, Nicolò Cristaldi, che firma le sue opere con lo pseudonico Hajto. Piastrelle decorate indicano i percorsi turistici e raccontano la storia di Mazara.

Lungo la strada e sulle pareti delle abitazioni il visitatore può scoprire le tradizioni, le leggende e le storie vere degli abitanti. Immagini o testi narrano della sconfitta degli Arabi e dell’arrivo dei Normanni, ma raccontano anche dello strano fenomeno del Marrobbio che avviene di tanto in tanto, quando per via di particolari correnti le acque del fiume Mazaro anziché gettarsi nel mare tornano a monte creando una sorta di tsunami ed esondano.

La street art c’è anche nelle saracinesche dei negozi. Per riqualificare le saracinesche mezze scassate del centro storico, il Sindaco della città ha indetto un concorso che premiava l’opera più bella. Ha vinto quella che rappresenta un bimbo in lacrime mentre il padre pescatore è in mare in mezzo alla tempesta.

Mazara del Vallo è tutt’oggi una città di pescatori e questo soggetto rappresenta al meglio lo spirito locale. Il contest ha però fatto sì che le saracinesche dei negozi venissero dipinte nei modi più disparati così che anche quando le botteghe sono chiuse possono essere ammirate dai turisti che si aggirano per i vicoli del centro e della casbah.

L’attività della pesca fa parte della storia di Mazara e viene tramandata da generazioni. Sono stati proprio i pescatori di qui ad aver tirato su con le loro reti uno dei più grandi tesori che il nostro Paese possa vantare: la statua di bronzo del satiro danzante che risale al II-II secolo a.C. Il capitano Francesco Adragna, proprietario del peschereccio “Capitan Ciccio”, fa ancora il pescatore e se lo s’incontra per strada, racconta a tutti la storia dell’incredibile ritrovamento avvenuto nel 1998. Al satiro è stato dedicato un museo tutto suo, l’unico luogo turistico a pagamento in tutta la città, peraltro.

Un motivo per visitare Mazara del Vallo è, quindi, che non si paga praticamente nessun ingresso. Si entra gratis nelle sue cento chiese – tra i vari soprannomi è detta anche ‘la città delle 100 chiese’. Alcune di esse oggi sono mezze diroccate, alcune sono state recuperate e sono state sconsacrate, per altre invece non c’è più nulla da fare, ma i loro resti sono comunque pittoreschi. Una ospita le riunioni del Consiglio comunale; un’altra, Sant’Ignazio, – senza tetto, ma dalla forma rotonda con un grande colonnato interno – è talmente suggestiva da fungere da set per i matrimoni civili; Sant’Egidio ospita il Museo del satiro, in altre chiese ancora si svolgono eventi cittadini.

La Cattedrale del Santissimo Salvatore, costruita dove c’era una moschea, è uno splendido esempio di Barocco. Forse è la chiesa più barocca del mondo, al suo pare ci siano almeno mille angeli, ma nessuno è mai riuscito a contarli Tra le più belle c’è anche la Chiesa di San Francesco, talmente carica di decorazioni artistiche da trascorrere ore e ore ad ammirarla.

Arte è anche quella impiegata per riqualificare l’antico teatro comunale, Teatro Garibaldi detto Teatro del popolo perché proprio la popolazione di pescatori di Mazara ha utilizzato il legno delle barche dimesse per creare logge e loggioni, poi decorati con carretti e limoni, i tipici simboli della Sicilia.

Chi volesse visitare Maraza del Vallo può soggiornare in uno dei piccoli alberghi o b&b del centro, ma alle porte della città c’è uno degli hotel più belli della regione, Giardino di Costanza, un cinque stelle immerso in parco e circondato da vigneti e ulivi. L’hotel di lusso ha bellissime camere arredate con mobili antichi e ambienti in stile arabeggiante, fatti di archi, colonne e marmi bianchi. Una spa di 2000 metri quadrati con percorso benessere e piscina interna ed esterna offre il massimo del realx. Una villa del ‘600 di proprietà dell’hotel è la location più gettonata della provincia per organizzare cerimonie e matrimoni. Un’oasi a due passi dalla casbah.

Questa città è rinata grazie alla street art