Isole Vergini Britanniche: tesoro caraibico

L'arcipelago delle Isole Vergini nel Mar delle Antille, i luoghi da vedere

Tesori del mare. Non parliamo di forzieri colmi di monete e preziosi ma delle Isole Vergini Britanniche, uno paradiso formato da una settantina di isole sopra le quali soffia costante il vento degli alisei. La sorprendente bellezza di spiagge da cartolina e fondali incontaminati, verdi colline, cieli blu, tramonti indimenticabili. Il rifugio perfetto per chi non ama il caos. Seguire le rotte dei pirati in barca, immergersi alla ricerca dei tesori dei galeoni spagnoli. E assaporare i gustosi piatti della cucina delle Indie Occidentali: zuppe piccanti, frutti di mare e per finire il Painkiller, cocktail locale. Il clima è tra i più favorevoli dei Caraibi, poco umido con temperature medie che di giorno oscillano tra i 25 e i 30 grandi e di notte scendono a 20°C. Le piogge non sono molto frequenti neppure nella stagione autunnale. È un arcipelago da visitare tutto l’anno. L’alta stagione che va da dicembre a maggio. Da aprile ad agosto le sue acque cristalline sono perfette per le immersioni. Scopriamo le meravigliose isole principali.

Tortola. L’isola delle tortore è la più grande dell’arcipelago e ospita gran parte della popolazione. È qui che si trova la capitale, Road Town, cittadina sorta attorno al porto fatta di caratteristici edifici di legno colorato, dove non mancano ristoranti e negozi. Ospita 15mila dei 19mila abitati dell’arcipelago. Da visitare il giardino botanico O’Neal e il Sage Mountain National Park, nato per preservare ciò che resta della foresta pluviale. Sorge sulla vetta più alta dell’arcipelago, a 523 metri sul livello del mare: da qui si gode di una splendida vista. Nella costa Nord-Ovest dell’isola si trovano le spiagge più belle. La più celebre e mondana è Cane Garden Bay. Più selvaggia Brewer’s Bay; Josiah’s Bay e Lambert Beach sono le più amate dai surfisti, mentre a Trellis Bay e Trunk Bay gli amanti della vita da spiaggia troveranno l’ambientazione ideale. Ad Apple Bay, altra prediletta da surfisti, si trova il Bomba’s Shack Bar, una baracca a ridosso del mare famosa per i suoi Full Moon Party, feste notturne sulla spiaggia a base di barbecue, reggae, fiumi di alcool e danze sfrenate.

Virgin Gorda. Il nome, vergine grassa, pare sia stato dato da Cristoforo Colombo per via della sua forma. Metà montuosa e metà pianeggiante, conta poco meno di tremila abitanti, concentrati a Spanish Town, dove si trova il porto turistico. Poco lontano si trova la particolarissima spiaggia di The Basths, con i suoi enormi tondeggianti massi di granito che racchiudono grotte e piscine naturali da sogno dove fare snorkeling. A Devil’s Bay e sulle isole di Mosquito e Prickly Pear troveranno pace gli amanti del relax. Little Fort National Park è invece una riserva naturale al cui interno si trovano i resti di un antico fortino spagnolo. A Sud c’è la baia di Copper Mine. Gli amanti del trekking potranno avventurarsi sul Gorda Peak (408 m), che è parco nazionale.

Anegada. Ha la particolarità di essere l’unico atollo corallino delle Isole Vergini, tutte di origine vulcanica. Il suo nome significa la sommersa, perché il suo punto più alto è di soli otto metri, motivo per cui arrivando dal mare quasi non la si vede. Nel corso dei secoli questo inconveniente ha provocato il naufragio di 300 navi, motivo per cui è la meta prediletta dei sub alla ricerca di relitti dei galeoni spagnoli e dei loro tesori. L’intera Anegada è riserva naturale, abitata da iguane, capre selvatiche, aironi, falchi pescatori, fenicotteri e solo 200 persone. È il posto ideale dove gustare le aragoste. Lololly Bay è indicata per chi pratica snorkeling, così come Cow Wreck Bay, che deve il suo nome alle ossa delle mucche morte annegate nei naufragi, portate a riva dalle mareggiate.

Jost Van Dyke. L’omonimo pirata olandese scelse questo tranquillo isolotto come rifugio. I porti principali sono Great Harbour e Little Harbour, lagune tranquille con deliziosi ristorantini dove gustare i piatti tipici della cucina delle Indie Occidentali. Sandy Bay vi lascerà a bocca aperta, così come Bubbling Pool, una piscina naturale le cui acque termali la rendono un idromassaggio naturale. White Bay ha una splendida distesa di sabbia bianca dove si trova lo Soggy Dollar Bar, il locale che ha dato i natali all Painkiller (analgesico), cocktail locale per eccellenza fatto con 2 parti di rhum scuro, 4 parti di succo d’ananas, 1 parte di crema di cocco, 1 parte di succo d’arancia e una spolverata di noce moscata alla fine.

Cosa mangiare. La specialità locale è il callaloo, zuppa piccante a base di verdure e carne di manzo tagliata a dadini. Altri piatti tipici sono la frittura di conch, un mollusco che ha la fama di essere afrodisiaco e il pesce fritto marinato; il pane tradizionale caraibico, la yuca, fatto con farina di cassava; il breadfruit, frutto dell’albero del pane ottimo come zuppa o fritto; il fungi, fatto con farina di mais e latte di cocco (simile alla polenta); il souse, fatto di zampe e lingua di maiale cotti e macerati nel succo di lime e peperoncino; oxtail, zuppa di coda di bue. Un condimento tipico e tremendamente piccante è il caribbean seasoning, a base di erbe e spezie.

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