Un paradiso chiamato Langkawi

L'arcipelago della Malesia ha 99 isole, quasi tutte disabitate. Un parco naturale e meta ideale per chi ama fare snorkeling in un'area protetta

Se oltre due milioni di turisti scelgono ogni anno di trascorrere una vacanza nell’arcipelago di Langkawi un motivo ci sarà. Gli indiani e i mediorientali l’hanno già scelta come meta ideale per i viaggi di nozze, preferendola a luoghi come le Maldive, le Laccadive, la Thailandia, le Seychelles e Mauritius. Gli europei la stanno scoprendo solo ora. Noi siamo andati in avanscoperta per capire se vale la pena volare per 13 ore fino a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, e prendere un volo locale di un’ora per sbarcare a Langkawi. Pochi sanno che dista una sola ora di volo anche dall’isola di Phuket. L’arcipelago di Langkawi, fatto di 99 isole, e l’isola thailandese condividono lo stesso mare, il Mare delle Andamane, almeno in parte. La spiaggia più bella, Black Sand Beach, è la più ambita, frequentata da star del cinema nonché set di innumerevoli film di Bollywood (quella che spacciano per Goa in realtà è la Malesia). Qui l’acqua è a dir poco cristallina. Dal mare spuntano scogli e e isolotti raggiungibili a nuoto e i tramonti sono impagabili.
Sono quattro le spiagge più incantevoli di Langkawi. Oltre a Black Sand la più vicina è Pasir Tengkorak Beach, una caletta famosa per essere la spiaggia delle scimmie. Qui vive, infatti, una colonia di macachi dispettosi che, di tanto in tanto, scendono dalle palme che circondano la spiaggia per rubare le provviste (o le flip flop) ai turisti.
La spiaggia di Pantai Kok è più ampia, la sabbia è bianca e fine e due isole artificiali completano il panorama. A pochi metri dalla spiaggia si trova la marina da dove ci si può imbarcare per circumnavigare l’isola e visitare le altre 98 passando attraverso le mangrovie o raggiungere la terraferma, malese o thailandese.
La più lunga di tutte è Pelangi Beach, una lingua di sabbia finissima incorniciata da una fitta foresta di palme e con una grande isola proprio di fronte. Un vero paradiso. E’ su questo litorale che si affaccia la maggior parte dei resort dell’isola, fatti di lodge immersi nella foresta pluviale.

L’arcipelago è stato classificato dall’Unesco un Geopark per via del suo patrimonio geologico unico al mondo. Nel Pulau Payar, il parco marino più popolare dell’isola, è possibile nuotare e fare snorkeling con i pesci. Ma l’isola non è solo mare. Gunung Mat Cincang è il punto panoramico più alto dell’isola (710 m) ed è raggiungibile con la  funivia. Mozzafiato è il ponte sospeso, lo Skybridge, da cui si osserva la costa della Thailandia a occhio nudo. Ci si può immergere nella foresta e nuotare sotto le cascate di Telega Tujuh, Durian Perangin e Temurun. Tra le attività da non perdere in Malesia, prima di ripartire, si consigliano la visita di una fabbrica di batik e un trattamento indimenticabile in una spa.

Quando andare a Langkawi? Il periodo migliore parte da fine dicembre e continua per i mesi di gennaio e febbraio, quando il cielo è azzurro e piove poco. Da marzo comincia il periodo delle piogge, che diventano intense a settembre, ottobre e novembre, anche se a giorni alterni e non per tutta la giornata. Le temperature sono costanti tutto l’anno, comprese tra minime di 23° e massime di 32°.

Un paradiso chiamato Langkawi