Il New York Times scopre Genova: “Non è Roma, né Firenze. Questo è il suo fascino”

Il quotidiano statunitense elogia le bellezze del capoluogo ligure, presentandolo come una meraviglia tutta da scoprire

“Perché così poche persone visitano Genova?”. A porsi questa domanda è il giornalista del New York Times, Michael Frank, nel suo reportage dedicato al capoluogo ligure. Il quotidiano statunitense si interroga sul perché Genova, così ricca di tesori da scoprire, non sia diventata ancora un fenomeno internazionale, alla stregua di altre città italiane, come Firenze, Roma o Venezia.

“Non ci sono attrazioni obbligatorie da vedere o attività codificate da fare – scrive il NYT – non ci sono romantiche lagune, né culle del Rinascimento da cercare. La città ti invita a fare la tua esperienza, unica. E ripaga lo sforzo”.

Non a caso, Francesco Petrarca ne fu conquistato a tal punto, durante un suo viaggio, da definirla “la Superba”. Un appellativo che ancora oggi Genova porta con orgoglio. Stando a quanto afferma il New York Times, ad affascinare i visitatori è il suo alone di mistero, quell’incrollabile autenticità che la caratterizza, e ancora il cibo, il dialetto che la distingue, la visione beffarda che ha del mondo ed il suo passato feroce.

Nel suo reportage, il giornalista cita più volte Mitchell Wolfson Jr, il tycoon americano sbarcato a Genova nel 1968, il quale se ne innamorò a tal punto da sceglierla come sede italiana della Wolfsoniana, celebre galleria d’arte moderna che fa parte del polo museale genovese, situata nel quartiere di Nervi. “Una volta che Genova ti conquista dentro, non torni più come prima”, diceva Wolfson.

Una città che fa innamorare i turisti e li invita a tornare perché non si scopre tutta in una volta, e anche dopo averla visitata negli anni non arrivi mai a conoscerla fino in fondo, c’è sempre un segreto che ti sfugge, una storia che aspetta il tuo prossimo passo. Una città piena di meraviglie, novità assolute e superlative. “La prima banca, Casa San Giorgio, 1407; la prima squadra di calcio, Genoa C.F.C., 1893; l’esploratore più famoso, Cristoforo Colombo; e il prigioniero più noto, Marco Polo, in carcere nel 1298 durante una guerra tra Genova e Venezia, le due repubbliche rivali”.

A confermare il boom di turisti è Ariel Dello Strologo, il presidente del Porto Antico e della Comunità ebraica genovese, intervistato dal quotidiano statunitense. “Si soffermano – spiega –  si deliziano di ciò che è antico e sono sorpresi di ciò che è nuovo”. Una città piena di talento e creatività, conclude, paragonandola infine ad una bella auto con il freno a mano tirato, che aspetta solo di essere liberata.

Il New York Times scopre Genova: “Non è Roma, né Firenze. Ques...